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Pessime notizie per quanto riguarda i ghiacciai. Secondo un autorevole studio (vi mettiamo il link per poterlo leggere) stanno perdendo massa a un ritmo elevato e sempre più rapido. Nel solo anno idrologico 2025, i ghiacciai al di fuori delle grandi calotte di Groenlandia e Antartide hanno perso circa 408 ± 132 miliardi di tonnellate di ghiaccio, un numero veramente impressionante.

Basti pensare che si tratta di una quantità equivalente a 1,1 ± 0,4 millimetri di innalzamento del livello medio globale del mare. Ma, al di là dei numeri, il dato più eloquente è questo. Sei dei sette anni con le perdite più elevate dell’intera serie si sono inoltre verificati negli ultimi sette anni. Il che dimostra, qualora ancora se ne fosse bisogno, che il riscaldamento globale continua ad accelerare e non intende rallentare

È normale che i ghiacciai si ritirino durante un periodo interglaciale?

Facciamo un excursus geologico. La Terra si trova attualmente nell’Olocene, per chi non lo sapesse si tratta di un periodo interglaciale iniziato circa 12000 anni fa. Durante l’ultima glaciazione, il cui massimo fu raggiunto tra circa 23.000 e 19.000 anni fa, enormi quantità d’acqua erano intrappolate nelle calotte continentali. Basti pensare che il livello del mare era oltre 100 metri più basso di oggi. Stime tra i 125 e i 135.

Ed è qui che viene la prima considerazione importante. È  vero che i ghiacciai hanno sempre risposto alle variazioni naturali del clima, quest’ultimo è sempre cambiato e continuerà a farlo anche in futuro. Ma attenzione che, il loro attuale ritiro non può essere considerato semplicemente una prosecuzione della fine dell’ultima glaciazione.

Secondo l’IPCC, il riscaldamento causato dalle attività umane è stato il principale responsabile della recessione globale dei ghiacciai dall’inizio del XX secolo. Inoltre, l’impressionante rapidità con cui l’atmosfera Si sta scaldando è oramai colpa inequivocabile delle attività umane. È impossibile che ci sia una velocità simile di riscaldamento (o raffreddamento) senza una forzante esterna, come è stato in passato ad esempio asteroidi, vulcani eccetera

L’impressionante aumento termico che c’è stato negli ultimi decenni se comparato ai grandi eventi della Storia della Terra (cortesia dell’Autore citato in fonte)

Come ridurre i rischi?

L’abbiamo già ripetuto tante volte ma, come si dice in latino, repetita iuvant. La misura più importante resta la riduzione delle emissioni di gas serra, perché meno riscaldamento significa meno perdita di ghiaccio. Se però continuiamo a immettere nell’atmosfera miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno non solo non facciamo nulla, ma rischiamo addirittura di peggiorare la situazione.

Ma non è tutto. Anche se, in uno scenario completamente ipotetico, dovessimo smettere di consumare qualunque tipo di Fonte energetica sarebbe comunque à necessario adattarsi ai cambiamenti, ormai del tutto inevitabili. Avremmo dovuto ascoltare gli scienziati nei decenni scorsi e invece la politica (soprattutto quella internazionale e negli altri continenti) è stata del tutto sorda e cieca a questo problema. Purtroppo, non ci resta che assistere alla continua riduzione delle masse glaciali, oramai divenute del tutto incompatibili con un clima come questo e l’estate 2026 è stato l’ennesimo esempio che il caldo stravince sempre sulle anomalie fredde.

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