Caldo record, la quarta ondata verso l’apice: dove sale di più il termometro
Il caldo, insomma, non molla la presa. Tra oggi, domenica 2 agosto, e domani la quarta ondata di calore dell’estate 2026 raggiungerà il suo apice. Ieri, sabato 1 agosto, il termometro ha toccato i 41°C in Umbria, nel Ternano – una cifra che dà bene l’idea di cosa stia succedendo su buona parte della Penisola. E non finisce qui. La fase acuta proseguirà, probabilmente con valori di poco più contenuti, per almeno una settimana, fino a un break atteso tra l’8 e il 10 agosto, quando qualche temporale localizzato dovrebbe portare un po’ di sollievo. Attenzione però: quei rovesci rischiano anche di far salire l’umidità, e quindi la sensazione di afa. Un classico controsenso, lo sappiamo.
Dove si concentra il caldo
Il cuore caldo di questa fase è incentrato sulla Pianura Padana e sulle regioni centrali. Il Sud, invece, se la caverà relativamente meglio, mitigato dalle brezze – soprattutto lungo le coste. Diverso il discorso per le aree interne, così come per la Sardegna, dove le temperature potranno superare abbondantemente i 40°C. Al Centro-Nord anche le minime notturne faticheranno a scendere sotto i 25°C: notti che gli esperti ormai definiscono, senza troppi giri di parole, “super tropicali”.
Le cause dietro il caldo da record
Perché sta succedendo tutto questo? I climatologi indicano due responsabili principali. Il primo è l’Anticiclone Africano che, diciamolo pure, non può più essere considerato un’anomalia: è diventato ormai la normalità, avendo scalzato in pianta stabile il più mite Anticiclone delle Azzorre, quello di matrice atlantica a cui eravamo abituati. Il secondo fattore – altrettanto determinante – è il riscaldamento progressivo del Mar Mediterraneo. Il mare sta accumulando enormi quantità di calore: l’acqua superficiale in questi giorni ha raggiunto, e in alcuni casi superato, i 30°C in tutto il bacino, comprese le zone che bagnano l’Italia.
Tutto questo calore in eccesso si trasformerà in carburante per l’instabilità atmosferica. Anche nei prossimi giorni assisteremo a forti temporali pomeridiani in montagna, sia sulle Alpi che sugli Appennini.
Bollino rosso in quasi tutta Italia
I numeri parlano chiaro. Delle 27 città monitorate dai bollettini del Ministero della Salute per i rischi legati al caldo, oggi 23 hanno il bollino rosso. Domani saliranno a 25, un record per questa estate. Tanto vale, a questo punto, elencare le eccezioni: Reggio Calabria e Messina saranno le uniche due città escluse dalla lista lunedì, e comunque non se la caveranno del tutto, restando comunque con il bollino giallo, primo livello di attenzione. Ma va detto che qui il caldo sarà molto afoso, comunque.
Città con bollino rosso (Livello 3) – Ministero della Salute
Oggi, 2 agosto 2026
Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo
Domani, 3 agosto 2026
Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo
Da segnalare che Ancona e Bari passano da bollino arancione a rosso proprio domani, mentre Messina e Reggio Calabria restano fuori dalla soglia più alta in entrambe le giornate (rispettivamente arancione/giallo la prima, giallo fisso la seconda).
Per il bollettino ufficiale e gli aggiornamenti in tempo reale: Protezione Civile
Le città si svuotano, ma la trappola delle isole di calore resta
La situazione non pare destinata a cambiare granché fino alla fine della settimana entrante. Le città, complice l’esodo estivo, si stanno pian piano svuotando. Ma chi resta deve fare i conti con le isole di calore urbano, dove le temperature superano anche di 3-5°C quelle registrate nelle aree verdi circostanti. Non stupisce, allora, che i Comuni stiano correndo ai ripari.
Resta alta la minaccia degli incendi, nelle Alpi la situazione dei ghiacciai è drammatica
Il fuoco, purtroppo, non fa più notizia: gli incendi sono un problema endemico del nostro Paese d’estate, ed in questa stagione li stiamo osservando anche sulle Alpi. Sulle Alpi, intanto, la situazione è drammatica nel Plateau Rosa, dove per la prima volta dal 1938 è stato sospeso lo sci estivo, e con esso le scalate sul versante svizzero del Cervino.
A completare un quadro già di per sé pesante c’è la siccità prolungata, che ha colpito soprattutto le aree settentrionali del Paese e che ora minaccia seriamente le coltivazioni agricole. Un’estate, quella del 2026, che difficilmente si dimenticherà in fretta.
Credit
- World Meteorological Organization (WMO)
- Copernicus Climate Change Service (C3S)
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- NASA Earth Observatory