Due della notte, Gruppo del Catinaccio, confine fra Trentino e Alto Adige. Due escursionisti in maglietta, pantaloncini corti, scarpe da ginnastica e un k-way leggero, vengono issati su un elicottero dopo ore passate bloccati su un ghiaione vicino alla Croda dei Cirmei, a circa 2.600 metri. Avevano completato la ferrata del Catinaccio dโAntermoia. Sulla via del ritorno hanno imboccato il sentiero sbagliato. Il resto lo ha fatto il buio, il freddo e un equipaggiamento pensato per una passeggiata in centro di una cittร turistica, non per una notte allโaperto in quota. Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, attivando la Stazione Centro Fassa, li ha recuperati poco dopo le 2 di notte, sbarcando un tecnico in hovering a pochi metri da loro.
Non รจ un episodio isolato. ร la fotografia piรน recente di un problema che si ripete ogni estate sulle Alpi: la distanza enorme fra quello che la gente immagina della montagna estiva e quello che la montagna, in quota, effettivamente offre.
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Un ambiente che non perdona
Parlare di quote oltre i 2.500 metri significa parlare di un ambiente preciso: al di sopra del limite del bosco, spesso giร dentro la fascia alpina vera e propria, dove la vegetazione si fa rada, il terreno diventa roccia, ghiaione, nevai residui anche a Luglio inoltrato, e le condizioni meteo smettono di somigliare a quelle di fondovalle. In Trentino-Alto Adige, in Veneto, cosรฌ come su gran parte dellโarco alpino occidentale, questa fascia comprende i gruppi dolomitici piรน frequentati (Catinaccio, Sella, Pale di San Martino), le creste delle Alpi Giulie e Carniche in Friuli, e naturalmente i grandi massicci occidentali fra Piemonte e Valle dโAosta. Chi cammina lรฌ sopra non รจ piรน in un paesaggio addomesticato dai rifugi e dalle piste. ร in un territorio che segue una regola, la prudenza e prevenzione.
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Il clima in quota, con i numeri veri
Qui i numeri contano piรน delle sensazioni. Il gradiente termico verticale medio della troposfera, secondo la definizione fisica riportata anche dallโEnciclopedia Libera, รจ di circa 6,5ยฐC ogni 1.000 metri di dislivello: un dato che deriva dagli standard dellโatmosfera tipo utilizzati in meteorologia. Tuttavia, si riduce alla metร in condizioni di umiditร atmosferica satura, ma il punto รจ che in montagna, ogni 1000 metri di quota la temperatura รจ sensibilmente differente dal punto precedente piรน a valle. Tradotto in pratica: una giornata che a valle segna 28ยฐC puรฒ facilmente scendere sotto i 10ยฐC a 2.600 metri, e la notte, se il cielo รจ sereno e il calore si disperde rapidamente, la temperatura puรฒ avvicinarsi a 0ยฐC anche in pieno Agosto.
Meteotrentino, il servizio meteorologico ufficiale della Provincia autonoma di Trento, ricorda come ogni 100 metri di dislivello corrispondano a circa 0,6-0,7ยฐC di calo termico, un valore che nella pratica escursionistica va sempre arrotondato per eccesso quando si valuta cosa mettere in valigia.
Cโรจ poi la variabile piรน insidiosa: il temporale pomeridiano. Sulle Alpi, lโaria calda che sale dai fondovalle nelle ore centrali della giornata incontra masse piรน fredde in quota, e genera instabilitร atmosferica che puรฒ degenerare in pochi minuti in rovesci, grandine e fulmini. Un approfondimento recente ha spiegato bene come i temporali estivi producano scariche elettriche particolarmente intense proprio a causa dellโorografia alpina, che accelera le correnti ascendenti. Non รจ un caso che chi programma unโescursione lunga, in quota, punti sempre alla partenza dellโalba: raggiungere la vetta o il valico piรน tardi delle 13 significa esporsi proprio nella finestra in cui il rischio cresce.
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Cosa racconta chi in quota cโรจ finito impreparato
Capita spesso, a chi sceglie le Alpi per le vacanze di Luglio e Agosto, di partire con il cielo terso su un versante e ritrovarsi, unโora dopo, sotto un acquazzone che grandina. ร lโerrore piรน comune fra chi conosce le Alpi solo attraverso le fotografie: pensarle come una versione piรน fresca del mare. Non lo sono. Un gruppo di turisti fermatosi in un rifugio del Trentino, durante un temporale estivo particolarmente violento, ha raccontato di aver visto la temperatura scendere di quasi dieci gradi in meno di venti minuti, mentre la grandine copriva il sentiero di ghiaccio bianco anche a metร Agosto.
E poi ci sono le funivie. Chi sale ai ghiacciai alpini con lโidea di una gita fresca, in sandali e maglietta, spesso non considera che lโimpianto puรฒ fermarsi. Non รจ raro che raffiche di vento improvvise o un fronte temporalesco costringano gli operatori a interrompere il servizio, lasciando i visitatori bloccati in quota per ore, con temperature che nel frattempo sono scivolate verso lo zero. Chi si รจ trovato in questa situazione racconta la stessa sensazione: lโaria che pizzica appena il sole sparisce dietro le nuvole, molto piรน in fretta di quanto ci si aspettasse partendo dalla valle.
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Lโequipaggiamento che fa davvero la differenza
Non servono formule vaghe come โclima miteโ: serve sapere cosa mettere nello zaino. Per unโescursione oltre i 2.500 metri, anche in piena estate, un capo caldo in pile o lana, una giacca a vento impermeabile, guanti leggeri e un cappello servono sempre, non โin caso di maltempoโ. Le scarpe da trekking con suola scolpita, non le scarpe da ginnastica, riducono il rischio di scivolate su ghiaioni e nevai residui. E chi parte per una ferrata o un percorso lungo dovrebbe calcolare i tempi di percorrenza in relazione alle ore di luce disponibili, come ricorda proprio il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino dopo lโintervento sul Catinaccio: verificare il percorso prima della partenza, portare cartografia aggiornata, vestirsi a strati.
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Le stagioni giuste e i mesi da conoscere
Luglio e Agosto restano i mesi con le finestre di stabilitร piรน ampie sulle Alpi, ma anche quelli in cui il rischio di temporali pomeridiani รจ statisticamente piรน alto, come confermano gli approfondimenti stagionali sul meteo delle vacanze estive in montagna. Settembre, con le giornate ancora lunghe ma lโaria piรน stabile, viene spesso indicato da chi frequenta la montagna con continuitร come il periodo piรน affidabile per le quote alte, anche se non mancano giornate di instabilitร legate al contrasto fra mare ancora caldo e prime correnti fresche. Chi si muove a Maggio o a inizio Giugno, invece, deve fare i conti con nevai residui e rifugi non ancora tutti operativi: un dettaglio che cambia completamente la pianificazione di un itinerario oltre i 2.500 metri.
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Il confronto che nessuno fa, e che invece andrebbe fatto
Camminare fra Piazza di Spagna a Roma, Piazza Duomo a Milano o lungo i canali di Venezia significa muoversi in un ambiente completamente controllato: marciapiedi, negozi, un taxi a portata di mano in caso di imprevisto. Un sentiero oltre i 2.500 metri non ha niente di tutto questo. Non cโรจ campanello da suonare se il tempo cambia, non cโรจ un portone dove ripararsi in trenta secondi. Gli incidenti in montagna, secondo unโanalisi che ha raccolto i dati degli ultimi anni, sono in aumento anche a causa del crescente afflusso turistico verso quote sempre piรน elevate, spesso da parte di persone che sottovalutano quanto le condizioni possano cambiare in poche ore.
Unโaltra regola, meno citata ma altrettanto utile, riguarda i fulmini: quando il cielo si scurisce, la prioritร รจ allontanarsi da creste, vette e zone aperte, evitando di restare il punto piรน alto del terreno circostante. ร una delle raccomandazioni piรน costanti fra chi si occupa di sicurezza in quota, tanto in Italia quanto sulle Alpi svizzere e francesi, dove i centri meteo nazionali diffondono ogni estate avvisi dedicati proprio ai temporali pomeridiani che si formano sopra i versanti soleggiati.
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Fonti e approfondimenti: World Meteorological Organization ยท NOAA โ National Weather Service, Lightning Safety ยท MeteoSwiss โ How thunderstorms form ยท MeteoSwiss โ Danger levels: thunderstorms ยท Meteotrentino, servizio meteorologico della Provincia autonoma di Trento
