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      Home » Quando, e se ci sarà un refrigerio in Italia. I Centri Meteo a confronto
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      Quando, e se ci sarà un refrigerio in Italia. I Centri Meteo a confronto

      Mentre l'anticiclone africano torna a stringere la presa sull'Italia, ripercorriamo le località dove il termometro tocca i valori più folli - dalla Sicilia alla Sardegna fino alla Pianura Padana - e proviamo a capire quanto durerà davvero questa ondata di calore.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 12/07/2026
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      12 Min Lettura
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      Refrigerio, genesi di un evento meteo tanto atteso. Immagine realizzata con l’uso dell’intelligenza artificiale.

      Caldo estremo in Italia, le località più roventi e cosa dicono ECMWF e GFS

      Dai 48,5°C di Catenanuova ai picchi della Sardegna, fino al triangolo padano che non respira: viaggio tra le zone più bollenti dello Stivale, mentre una nuova e lunga ondata di calore africano punta l’Italia e i modelli matematici si dividono sulla sua intensità.

      Contents
      • Caldo estremo in Italia, le località più roventi e cosa dicono ECMWF e GFS
        • Catenanuova, la fornace di Sicilia
        • Sardegna in primo piano
        • Pianura Padana, laddove che non respira
        • Nuova ondata di calore, cosa dicono ECMWF e GFS
      • Temporali e refrigerio, cosa aspettarsi

      Mi chiedete ogni volta, quando è in arrivo una forte ondata di calore, fino a che valori l’Italia potrebbe spingersi con le temperature estreme. Ci sono località, nel nostro Paese, più soggette di altre a toccare picchi da record: questo, però, possiamo dirlo soltanto a livello storico. E osservando il passato scopriamo che, a volte, i valori massimi sono stati raggiunti in posti ai quali non avremmo mai pensato.

       

      Catenanuova, la fornace di Sicilia

      C’è un puntino sulla mappa che d’estate diventa incandescente. Parliamo di Catenanuova, piccolo comune in provincia di Enna, adagiato nella Valle del Dittaino. Qui il caldo non è un modo di dire, è una condanna stagionale. Il primato? Uno di quelli che restano negli annali: 48,5°C registrati nell’agosto del 1999, un valore che vale a questo borgo la fama di località più rovente d’Europa.

      Il perché sta tutto nella geografia: una conca interna, distante dal mare, che intrappola l’aria come in un forno di pietra. E quando l’anticiclone africano stringe la presa, sulle Isole Maggiori si sfiorano soglie da capogiro.

       

      Sardegna in primo piano

      Cambiamo isola, ma non registro. In Sardegna il gradino più alto del podio, almeno per il picco assoluto, spetta a Jerzu, in Ogliastra. Era il 24 luglio 2023 quando il termometro segnò 48,2°C. Stesso giorno, stesso valore rovente anche a due passi, nella vicina Lotzorai.

      Un conto è il record, un altro paio di maniche è la costanza. Ed è qui che entra in scena Ottana, nella piana centrale in provincia di Nuoro. La chiamano la “Death Valley” italiana, e non a caso: medie estive altissime, giornata dopo giornata, senza tregua. I dati ufficiali dell’ARPAS, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna, mettono nero su bianco questi primati storici. Del resto, quando l’aria sahariana punta l’isola, c’è poco da stare allegri.

       

      Pianura Padana, laddove che non respira

      Al Nord la faccenda si complica. Nessun comune indossa ufficialmente la corona del più caldo in assoluto, eppure le zone più bollenti si conoscono bene: un triangolo, per intenderci, chiuso tra Rovigo, Ferrara e Mantova, a cui si aggiunge la bassa pianura emiliana, dalle parti di Parma e Modena.

      Territori dove le massime, durante le ondate di calore estive, sfondano senza troppa fatica i 40°C. È accaduto in passato lungo il corso del grande fiume Po, a Carpi – in provincia di Modena – come nei centri limitrofi. Il colpevole? Un mix micidiale: aria immobile e un tasso di umidità che trasforma il caldo in afa appiccicosa. Insomma, un catino dove si suda anche stando fermi.

       

      Nuova ondata di calore, cosa dicono ECMWF e GFS

      Archiviato il capitolo dei record storici e delle località più roventi – quelle che raggiungono valori così folli soprattutto in Sardegna e Sicilia – dobbiamo fare i conti con la nuova ondata di calore di cui ampiamente i miei colleghi vi stanno parlando. Nei prossimi giorni verificheremo che cosa succederà e usciranno diversi articoli di approfondimento. Io, invece, voglio andare a caccia non più soltanto di questo gran caldo, di cui avrete molte informazioni e non solo da parte nostra: potete consultarle anche sui vostri smartphone o pc, perché esistono innumerevoli fonti che forniscono dati meteorologici e previsioni in ambito locale, così da potervi sbizzarrire con un po’ di curiosità. Da parte mia c’è invece l’attenzione a capire la durata dell’ondata di calore, osservando soprattutto i due principali modelli matematici, quelli che arrivano a fornirci proiezioni fino a due settimane. Andiamo innanzitutto a vedere il centro meteo europeo con il nuovo aggiornamento e poi quello americano: l’americano è noto come GFS, mentre quello europeo è l’ECMWF.

      Entrambi i modelli matematici confermano una feroce ondata di caldo, ma con dinamiche differenti, dinamiche che stanno variando di giorno in giorno, di emissione in emissione, da parte degli stessi centri di calcolo. Ormai anche il modello europeo fornisce aggiornamenti ogni sei ore, anche se nelle emissioni intermedie delle 06Z e delle 18Z la previsione ha una portata più ridotta, più “agitata” si potrebbe dire. Il modello americano, invece, ci offre proiezioni fino a due settimane, mentre quello europeo vanta una risoluzione maggiore.

      Vediamo dunque il modello europeo: nell’ultimo aggiornamento ridimensiona l’intensità dell’ondata di calore rispetto alla giornata di ieri, soprattutto nel ramo mattutino, con la Sardegna coinvolta in maniera molto diretta. Ecco allora comparire temperature capaci di raggiungere anche i 45°C in talune località, per quanto non ci sia alcuna certezza. Il picco massimo di calura dovrebbe toccare la Spagna meridionale: al momento l’ECMWF è indirizzato a concentrare questa fase di caldo estremo soprattutto nel sud della Spagna. In Sardegna vediamo picchi oltre i 40°C, ma con il modello europeo si arriverebbe a stento a toccare i 45°C. Con quello americano, invece, le cose cambiano, perché la calura è decisamente più indirizzata verso l’Italia.

       

      Ci sono tuttavia delle fasi temporali collegate a questa ondata. In sostanza questa settimana dovrebbe risultare molto calda, però è la prossima quella che ci preoccupa, perché i modelli matematici, sul lungo termine, prospettano una vampata di calore esageratissima. E questo lo vedono sia il modello europeo sia quello americano, tanto che su questo punto c’è un certo allineamento tra i due, anche se l’ECMWF ha ridotto in modo sensibile l’intensità dell’ondata di caldo sull’Italia.

      Il dato è importante, perché resta una discrepanza fra i due: quello americano insiste con qualcosa di eccezionale, paragonabile alle peggiori ondate di calore che abbiamo vissuto in Italia. Attenzione, però: il modello americano molto spesso lancia, per così dire, una previsione che poi viene seguita anche da quello europeo. E attenzione, non è che l’ECMWF copi i dati del GFS: semplicemente si tratta di linee di tendenza.

      Noi, in ogni caso, dobbiamo attenerci a quella che si chiama previsione meteo, con un orizzonte temporale di circa cinque giorni, che poi varia anche in base alla situazione, soprattutto quando c’è parecchia instabilità atmosferica. In questo caso, invece, abbiamo una previsione a lungo termine, sicuramente oltre il quinto giorno, e in particolare per quanto riguarda la prossima settimana. Ecco allora la parola magica: refrigerio. Si potrebbe dire che, in tutta la serie previsionale delle due settimane, non c’è traccia di refrigerio in Italia, se non quello legato a temporali locali di forte intensità. E questi sembra che non manchino: entrambi i modelli li intercettano e li prospettano più volte.

       

      Temporali e refrigerio, cosa aspettarsi

      In Italia, devo dire, ci saranno giornate ideali per i temporali – ne abbiamo parlato anche in alcuni articoli – e ad esempio, durante la settimana che sta per iniziare, dovrebbero tornare a partire da mercoledì 15 sulle regioni settentrionali. L’instabilità, più moderata, si dovrebbe poi estendere verso giovedì 16 anche all’Appennino, lungo la penisola italiana.

      Nel frattempo avremo comunque questo feroce incremento delle temperature, perché l’aria calda africana torna a espandersi verso il nostro Paese. L’Italia sembra molto soggetta ai temporali, però tutto sommato si tratta di fenomeni inferiori rispetto a quelli che dovrebbero verificarsi mediamente: inferiori nel senso della distribuzione e dei quantitativi di pioggia attesi. Le previsioni meteorologiche dei modelli matematici indicano infatti un deficit pluviometrico, ad esempio sulla regione alpina, esteso anche un po’ alle aree più a sud, a nord del Po. Il Nord Italia sta effettivamente accumulando un deficit pluviometrico e, con il gran calore, l’erba dei prati tende a ingiallire: sta ingiallendo sui monti, su alcune aree alpine, soprattutto del settore occidentale, che è poi quello maggiormente interessato dai temporali. L’erba ingiallisce perché le temperature più elevate si stanno registrando in particolare sul versante occidentale italiano, più vicino a quel massimo di calura che negli ultimi tempi interessa spesso la Francia.

      Dunque avremo una lunga fase di caldo intenso in Italia, dove però non mancheranno questi temporali benedetti – e bisogna dire proprio così, benedetti – perché il temporale porterà refrigerio. Attenzione, però: come raccontano le cronache locali, spesso questi fenomeni portano anche danni, con grandinate e violente raffiche di vento associate a temporali improvvisi e nubifragi, per quanto i quantitativi di pioggia restino estremamente circoscritti, dato che questi temporali, a differenza di altri visti in passato, sono molto localizzati. Per concludere, avremo quindi una fase di caldo importante della durata di due settimane: non arriverà un refrigerio vero e proprio, ma soltanto blandi episodi di rinfresco dovuti agli eventi temporaleschi. I temporali porteranno sollievo solo dove si verificheranno, e un po’ anche nelle aree attigue.

       

      Bisogna inoltre ricordare il tasso di umidità: nel frattempo saliranno le temperature del Mar Mediterraneo e dei mari italiani, e a questo punto credo inizieranno a soffiare anche le brezze verso le coste, rinfrescando un po’ le giornate. Questo fattore si sta già iniziando a sentire, dato che i mari, in varie aree dei bacini italiani, raggiungono temperature di 30°C: valori tropicali.

       

      Credit

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Previsioni a medio termine
      • NOAA – Global Forecast System (GFS)
      • Copernicus Climate Change Service (C3S) – Ondata di calore record e giugno più caldo in Europa occidentale
      • World Meteorological Organization (WMO) – Western Europe hottest June on record
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