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      Home ยป Il super temporale: il MCS o V Shaped
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneWiki Meteo

      Il super temporale: il MCS o V Shaped

      Si formano in poche ore, restano quasi inchiodati al cielo e scaricano acqua senza tregua: ecco come nascono i temporali a forma di V, fra i principali responsabili delle alluvioni lampo che ogni anno mettono in ginocchio le coste del Mediterraneo.

      Antonio Lombardi
      Antonio Lombardi
      Pubblicato: 10/07/2026
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      8 Min Lettura
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      Contents
      • Anatomia di un temporale, tre atti in poco tempo
        • La nascita, quando lโ€™aria calda spicca il volo
        • La maturitร , il momento piรน temibile
        • Il dissolvimento
      • Quando il temporale non vuole andarsene
      • Cosโ€™รจ un sistema convettivo a mesoscala
      • I sistemi a V o V Shaped, i piรน temuti del Mediterraneo
        • Dove nascono piรน spesso
      • Perchรฉ riconoscerli puรฒ salvare vite

      Il temporale lo conosciamo tutti. In meteorologia, perรฒ, ha un nome che sa quasi di antico: elettrometeora. Un termine che mette subito il dito sulla piaga, ovvero lโ€™attivitร  elettrica. รˆ questo che lo separa da un banale rovescio. Cโ€™รจ il fulmine, spettacolare e insieme pericoloso, seguito dal bagliore del lampo e poi dal tuono, a volte cosรฌ fragoroso da far sobbalzare chiunque.

      Insomma, un fenomeno frequente, familiare. Eppure dietro quella familiaritร  si nasconde una macchina complessa. Ogni temporale vive tre atti: sviluppo, maturitร  e dissolvimento. Di solito bastano pochi minuti, al massimo unโ€™ora, e la storia รจ finita. Ma andiamo con ordine.

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      Anatomia di un temporale, tre atti in poco tempo

      La nascita, quando lโ€™aria calda spicca il volo

      Tutto comincia con una nube cumuliforme. Lโ€™aria calda e umida dei bassi strati, piรน leggera di quella che la circonda, si mette a salire e genera la cosiddetta corrente ascensionale (updraft). รˆ quella spinta a far crescere il piccolo cumulo, che pian piano si allunga verso lโ€™alto assumendo la forma di una torre a cavolfiore. Qui domina la verticalitร . Di pioggia, per ora, poca o nessuna.

      La maturitร , il momento piรน temibile

      Poi qualcosa cambia. La corrente ascensionale continua ad alimentare la nube, ma nel frattempo iniziano a cadere le prime precipitazioni. Ed ecco comparire il suo opposto, la corrente discensionale (downdraft). Le gocce pesanti, precipitando, trascinano con sรฉ lโ€™aria che le avvolge e creano un flusso diretto verso il basso, talvolta tanto rapido da scatenare al suolo violente raffiche di vento. La nube, ormai imponente, arriva a sfiorare la tropopausa, tra i 12.000 e i 15.000 metri alle nostre latitudini durante la stagione estiva. รˆ diventata un Cumulonembo. รˆ la fase piรน insidiosa: piogge torrenziali, grandine, fulminazioni a raffica e vento impetuoso.

      Il dissolvimento

      Nella maggior parte dei casi il temporale brucia in fretta il carburante che lo ha acceso. Le precipitazioni e il vento fanno il resto. La grande quantitร  di pioggia prodotta, e la corrente discensionale che ne consegue, finisce per prevalere su quella ascensionale. รˆ lโ€™inizio della fine. Il bilancio energetico va in rosso, lโ€™afflusso di aria calda e umida viene sopraffatto, e in poco tempo restano solo deboli piogge e qualche colpo di vento. Sipario.

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      Quando il temporale non vuole andarsene

      Non sempre, perรฒ, la storia finisce cosรฌ presto. In certe situazioni il temporale diventa ostinato. Invece di spegnersi dopo la maturitร , si riforma di continuo nello stesso punto, scaricando acqua a ripetizione. Sono i temporali autorigeneranti, e il meccanismo che li tiene in vita รจ quasi ipnotico: un apporto costante di aria calda e umida, spesso in arrivo dal mare o dalle pianure, ma anche legato al normale trasporto di masse dโ€™aria dentro le perturbazioni, che converge sempre nel medesimo settore.

      Le celle giร  mature vengono spinte in avanti dalle correnti in quota e liberano il campo. Cosรฌ, mentre una si esaurisce, unโ€™altra nasce subito accanto sfruttando lo spazio appena lasciato libero. Un ricambio continuo. Il risultato? Un sistema quasi immobile, capace di rigenerarsi in sequenza come un nastro trasportatore che non si ferma mai.

      Quando queste strutture crescono a dismisura si parla di MCS, ovvero Mesoscale Convective System, in italiano SCM, Sistema Convettivo a Mesoscala. Fenomeni tipici delle medie latitudini che, guarda caso, assumono spesso una forma a V o a U. Un dettaglio talmente ricorrente che in gergo li chiamiamo sistemi a forma di V: il V Shaped.

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      Cosโ€™รจ un sistema convettivo a mesoscala

      Un SCM รจ un vasto complesso di temporali che smettono di agire ognuno per conto proprio e si organizzano in unโ€™unica struttura di lunga durata. Puรฒ resistere anche dalle 6 alle 12 ore, e a volte oltre, estendersi per centinaia di chilometri e riversare al suolo precipitazioni intense e persistenti. Non รจ un temporale grande. รˆ un sistema temporalesco molto organizzato, e la differenza, quando piove, si sente eccome.

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      I sistemi a V o V Shaped, i piรน temuti del Mediterraneo

      La configurazione a V si riconosce soprattutto dallo spazio, nelle immagini satellitari, dove lโ€™area investita dalla convezione disegna quel caratteristico angolo, piรน o meno ampio a seconda delle condizioni. Perchรฉ si formi servono venti sostenuti in quota, il jet stream su tutti, accompagnati da correnti nei bassi strati che spostano la sommitร  delle nubi. Si crea cosรฌ lo spazio per nuova aria calda e umida, che sale, si raffredda e continua ad alimentare la convezione.

      Come li si riconosce? Anzitutto per quella forma a V ben leggibile via satellite. Poi per unโ€™attivitร  elettrica formidabile, con fulminazioni fitte e spesso allineate proprio lungo il vertice della V. Sono strutture longeve, poco mobili quando non addirittura stazionarie, e per questo capaci di produrre piogge torrenziali, alluvioni improvvise, grandine e raffiche di vento molto forti. Diciamolo: il peggio del repertorio estivo e autunnale, tutto in un colpo solo.

      Dove nascono piรน spesso

      Il loro habitat naturale รจ il Mediterraneo. Qui rappresentano una delle cause principali di eventi alluvionali improvvisi, in particolare lungo le coste, dove il mare ancora tiepido fa da serbatoio di energia e il contrasto con lโ€™aria piรน fresca in quota accende la miccia.

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      Perchรฉ riconoscerli puรฒ salvare vite

      Tiriamo le somme, per quanto si possa. Un sistema convettivo a forma di V รจ un complesso temporalesco organizzato e duraturo, tenuto in piedi dal dialogo fra i flussi in quota e lโ€™instabilitร  dei bassi strati. Quella V, in fondo, รจ il segno di una ventilazione asimmetrica sullโ€™asse verticale, la stessa che permette al temporale di rigenerarsi allโ€™infinito nello stesso punto e di scaricare quantitativi dโ€™acqua eccezionali.

      Riconoscerli per tempo non รจ un vezzo da appassionati. รˆ una necessitร . Saper leggere le mappe previsionali, le immagini satellitari e i segnali premonitori consente di intercettare in anticipo situazioni potenzialmente distruttive e di far scattare in tempo prevenzione e allerta. Quando in gioco ci sono fenomeni tanto estremi, capaci di accanirsi su territori giร  fragili, capire i sistemi a V significa una cosa sola: comprendere lโ€™atmosfera, sรฌ, ma soprattutto ridurre i danni e, non di rado, salvare vite.

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      Credit

      • National Severe Storms Laboratory
      • Severe Weather 101
      • National Weather Service
      • Nature
      • Journal of Climate
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