Cโรจ qualcosa di quasi incredibile, in questa storia. Il Mare dโAral settentrionale, citato per decenni nei manuali di ecologia come il simbolo piรน eloquente del disastro ambientale provocato dallโuomo, sta recuperando. Non in maniera spettacolare, non come nei film dove tutto si risolve in un epilogo rassicurante, ma concretamente, con i numeri e con i pesci che tornano a nuotare dove per anni cโera solo sabbia.
Vale la pena raccontarlo per bene.
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Il collasso di un mare che sembrava definitivo
Negli anni Sessanta, lโUnione Sovietica decise di deviare i due grandi fiumi che alimentavano il bacino, lโAmu Darya e il Syr Darya, per irrigare enormi distese di cotone e riso in Asia Centrale. La logica produttivistica del regime non lasciava spazio a calcoli ecologici: serviva acqua, si prendeva lโacqua. Fine della discussione.
Le conseguenze arrivarono in fretta e furono brutali. Il livello del mare scese di decine di metri, la salinitร esplose, i pesci sparirono. Le imbarcazioni rimasero incagliate nella sabbia, a chilometri dalla nuova riva. Le cittร costiere si ritrovarono nel mezzo di un deserto e le tempeste di polvere, cariche di sale e residui di pesticidi, cominciarono a fare danni alla salute di chi ancora ci viveva. Entro i primi anni Duemila, il bacino aveva perso circa il 90 per cento del proprio volume rispetto agli anni Sessanta, lasciando dietro di sรฉ piรน di 54.000 chilometri quadrati di territorio desertificato.
Per un lungo periodo, in effetti, sembrava non ci fosse nulla da fare.
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La diga che ha cambiato le cose
Il Kazakhstan ha scelto di non rassegnarsi, almeno per la porzione settentrionale del bacino. Nel giugno 2001, il governo kazako e la Banca Mondiale hanno firmato il progetto ufficialmente denominato โSyr Darya Control and Northern Aral Sea Phase 1โ, completato nellโestate del 2005: un intervento da circa 86 milioni di dollari, di cui 64,5 milioni finanziati dalla Banca Mondiale. Il cuore dellโopera รจ la diga di Kok-Aral, una struttura lunga circa 13 chilometri che separa il bacino settentrionale dal resto del mare prosciugato, trattenendo le acque del Syr Darya e impedendo che defluiscano verso il grande specchio dโacqua ormai irrecuperabile del sud.
I risultati, diciamolo, hanno sorpreso anche gli esperti piรน cauti. Il volume dโacqua nel Mare dโAral settentrionale ha raggiunto 22,1 miliardi di metri cubi, rispetto ai 18,9 miliardi registrati allโinizio del 2022; la superficie si รจ espansa fino a 3.065 chilometri quadrati, con un aumento di 111 chilometri quadrati in due anni.
La salinitร , che era diventata incompatibile con quasi qualsiasi forma di vita acquatica, รจ scesa da circa 18 grammi per chilogrammo a 10 grammi per chilogrammo, un dato che ha permesso il ritorno di specie ittiche che sembravano perdute per sempre. Un fenomeno simile alla rinascita di altri grandi laghi in crisi nel mondo, seppur con dinamiche diverse.
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Tornano anche i pesci. Il mare che torna a vivere
Tra il 1957 e il 1987, le catture annuali erano crollate da 48.000 tonnellate a zero. Con la costruzione della diga di Kok-Aral, la salinitร si รจ stabilizzata e i pesci sono tornati: nel 2018, le quote di pesca erano giร risalite a 8.200 tonnellate, un aumento del 600 per cento rispetto al 2006. Oggi le catture annuali si attestano intorno alle 8.000 tonnellate, con 22 specie ittiche presenti nel bacino. Non รจ la ricchezza di un tempo, ma รจ concreta, รจ reale, รจ lavoro.
Il livello del mare ha raggiunto i 42 metri previsti dal progetto, e la superficie dellโacqua รจ quasi raddoppiata rispetto al periodo peggiore. Lโaumento ha anche invertito i flussi migratori della popolazione locale, con le persone che sono tornate nella regione e hanno ripreso le attivitร tradizionali.
Non mancano le criticitร , va detto. Il bacino meridionale, quello che ricade prevalentemente in Uzbekistan, รจ ancora in uno stato drammatico. E il recupero del nord rimane parziale rispetto alle dimensioni originarie.
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Il cantiere aperto
Il Kazakhstan non si รจ fermato. Nel 2024, sono stati reindirizzati verso il Mare dโAral settentrionale 2,6 miliardi di metri cubi dโacqua, contro gli 816 milioni di metri cubi del 2022. In parallelo, il governo ha avviato uno dei piรน grandi progetti di rimboschimento della regione, con la piantumazione di alberi di saxaul su centinaia di migliaia di ettari di fondale prosciugato, con lโobiettivo di raggiungere 1,1 milioni di ettari complessivi, per stabilizzare il suolo e ridurre le tempeste di polvere tossica. Con il supporto di un finanziamento della Banca Mondiale, รจ in corso uno studio di fattibilitร per innalzare la diga di Kok-Aral di due metri e costruire una nuova struttura idraulica, con lโobiettivo di portare il volume del Mare dโAral settentrionale a 35 miliardi di metri cubi.
Insomma, la storia non รจ finita. ร, semmai, in corso.
Il volume del Mare dโAral settentrionale รจ quasi raddoppiato nellโarco di ventโanni. La salinitร รจ scesa, i pesci sono tornati, le comunitร hanno ritrovato una prospettiva economica. ร un caso concreto di come interventi mirati, finanziamenti internazionali e cooperazione regionale possano invertire tendenze che sembravano irreversibili. Non una soluzione perfetta, ma una direzione. E in certi momenti, anche solo una direzione รจ giร tutto.
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Credit:
- Focus on Geography โ Ecological restoration and economic recovery in Kazakhstanโs Northern Aral Sea region
- Copernicus/HESS โ Consequences of the Aral Sea restoration for its present physical state
- The Times of Central Asia โ Hope for the Northern Aral Sea as restoration efforts continue
- InDepthNews โ From Crisis to Comeback: The Aral Seaโs Recovery
- The Astana Times โ Kazakhstan, World Bank Advance Northern Aral Sea Restoration Efforts