Lo ripetiamo, al Nord ha fatto sicuramente più freddo, ma al Centro Sud e nelle due Isole Maggiori le giornate invernali si contano sulle dita di una mano. Perché un conto è la pioggia, un altro paio di maniche la neve. Per la neve, si sa, c’è bisogno del freddo. Soprattutto per quella bassa quota, che praticamente non s’è mai vista se non raramente e soprattutto sulle Alpi.
Ed ecco quindi che dobbiamo fare una netta distinzione. Distinzione tra quanto accaduto sulle Alpi e quanto avvenuto nel resto d’Italia. Perché sull’arco alpino, lo sappiamo, di neve ne è venuta giù tanta. Anzi, tantissima, soprattutto sui settori di ponente dove peraltro ne sta cadendo altra e molto probabilmente ne arriverà ancora.
Procedendo verso est la situazione è meno rosea, anche se comunque non è mai stata “tragica” come gli anni scorsi. Perché gli anni scorsi, ricordiamolo, spesso e volentieri nevicava a Marzo. O magari ad Aprile. Oppure in Autunno. Ma d’Inverno difficilmente si era vista tutta la neve di quest’anno.
Procedendo verso sud, invece, la situazione è tutt’altro che rosea. Lungo la dorsale appenninica ha nevicato davvero pochissimo. Al Centro Sud, per il quarto anno di fila, la stagione turistica ha davvero sofferto la mancanza di neve come si deve. Non che sia mancata totalmente, perché oltre certe quote ha nevicato comunque un bel po’.
Ma non è certo l’Inverno che in tanti avrebbero immaginato, soprattutto viste le premesse atmosferiche. La debolezza del Vortice Polare spalancava le porte a certi scenari invernali, invece come al solito i tasselli non si sono incastrati a dovere e il risultato è stato quello. Quello di una stagione invernale mai realmente invernale.
Stesso identico discorso per i rilievi delle due Isole Maggiori, eccezion fatta per il massiccio dell’Etna dove la quota ha favorito alcune nevicate letteralmente paurose. Ma qui, come detto, la quota ha inciso non poco.
Ed allora, per concludere, non è affatto un bilancio invernale positivo. Lo è stato per le piogge, non per la neve. Eccezion fatta, lo ripetiamo, per le Alpi e in modo particolare per la fascia alpina occidentale laddove di neve ne è caduta anche troppa. Ma per una volta, converrete con noi, avremmo preferito una distribuzione “più democratica”. E chissà che la Primavera, in tal senso, non possa riservare qualche sorpresa.