
Sta succedendo qualcosa di molto strano alle altissime latitudini. Sta prendendo piede uno dei principali attori della stagione invernale: il Vortice Polare. Si tratta di un fenomeno meteo tipico del periodo più freddo dell’anno. Molti ne sentono parlare ma forse è bene chiarire alcuni concetti. In questo articolo chiariremo alcune cose e scopriremo che effetti può avere sul nostro paese.
Come nasce e si sviluppa
Con l’avanzare dell’autunno, le zone artiche ricevono quantità sempre più ridotte di energia solare, fino ad averne praticamente nulla. La radiazione, via via più scarsa, porta le temperature a diminuire sensibilmente, avviando un progressivo raffreddamento dell’intera area polare. Ovviamente, tale processo si riflette anche sull’atmosfera in genere. Si sa che a quelle latitudini comincia a fare molto freddo già da ottobre-novembre.
Il calo termico, è bene ricordare, non riguarda solo gli strati più prossimi al suolo. Esso coinvolge anche la colonna d’aria fino alla stratosfera, cioè quella porzione dell’atmosfera che si estende all’incirca tra gli 8 e i 50 km d’altitudine. Man mano che l’aria si raffredda, la pressione diminuisce in modo graduale (questo a livello stratosferico).
Questo abbassamento barico accentua la differenza di pressione tra la fascia polare e quella subtropicale, favorendo così la formazione di un’ampia e profonda circolazione ciclonica attorno al Polo Nord. Ecco che abbiamo spiegato in maniera molto semplice il Vortice Polare.

Un sistema fortemente altalenante
Come accade in tanti altri campi, il vortice non presenta un comportamento sempre identico da un anno all’altro. È impossibile che una stagione abbia memoria di quella precedente. Ogni anno è a sé stante. Quando il vortice si mostra compatto e potente, il gelo tende a restare confinato nelle regioni artiche.
Così facendo, l’Europa meridionale, Italia compresa, rimane sotto la protezione di anticicloni più o meno persistenti e di masse d’aria relativamente miti. Se invece il vortice entra in una fase di instabilità, allora accadono cose piuttosto complicate.
Non è una certezza, ma è una probabilità di avere freddo alle Basse latitudini. È possibile che quando si rompa, una sorta di pezzo gelido riesca a penetrare sul bacino del Mediterraneo. Quando ciò accade, cresce in modo notevole la probabilità che episodi di freddo intenso raggiungano anche il nostro Paese.

Prospettive per dicembre e per l’inverno
Gli aggiornamenti più recenti suggeriscono che nelle prossime settimane il Vortice Polare potrebbe risultare particolarmente debole e piuttosto instabile. La presenza di aree di alta pressione tra Canada e Groenlandia tende a costituire quelle che gli esperti definiscono “forzanti d’onda”, in particolare verso l’alto. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, questi elementi contribuiscono a disturbare e a colpire la struttura del vortice, rendendolo molto debole.
Un vortice così indebolito ha più facilità a frammentarsi e a permettere la discesa di masse d’aria instabili e fredde verso latitudini inferiori, con un conseguente aumento della frequenza delle perturbazioni sul bacino del Mediterraneo.
Giova ricordare a tutti i lettori che non stiamo parlando di certezze. Ma di probabilità. Se nelle prossime settimane Il vortice continuerà a essere debole è più probabile che arrivino freddo e neve a bassa quota. Ma non stiamo parlando di sicurezza. È possibile che il cuore gelido viri più a oriente o a occidente. Quello che è certo è che l’atmosfera non dovrebbe essere affatto condizionata da Alte Pressioni in modo permanente. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE