Le condizioni meteo dei prossimi 10 giorni sono completamente diverse rispetto a quello che è accaduto fino ad adesso. La grande novità sta nel fatto che cambia il tipo di matrice dell’aria. Se fino ad adesso abbiamo avuto una decina di giorni di aria artica, e quindi molto fredda, adesso avremo una lunga fase di correnti oceaniche. Scopriamo qualche dettaglio in più.
Autunno inoltrato
Più che inverno possiamo parlare di un autunno avanzato. Una serie di perturbazioni atlantiche attraverserà la penisola con un movimento prevalente da sud-ovest verso est. Così facendo, avremo sulla nostra testa masse d’aria particolarmente umida ma solo moderatamente fredde.
Ciò comporterà una sequenza di giornate contraddistinte da condizioni instabili, con piogge, rovesci e una quota neve che non sarà certo a livello di pianura. Le precipitazioni nevose, pertanto, rimarranno concentrate soprattutto sulle regioni alpine e prealpine, mentre le pianure sentiranno tanta acqua ma un clima più novembrino che dicembrino.
Vediamo quanto farà freddo
Dal punto di vista termico, le isoterme previste al livello di 850 hPa, quindi circa 1500 metri, oscilleranno in genere tra 0 e -2. Valori di questo tipo risultano assolutamente insufficienti per nevicate diffuse a livello di pianura. Al massimo, potrebbe riuscire a nevicare nel Fondovalle per qualche ora quando ci sono le condizioni giuste. Oltretutto, non c’è nemmeno quel cuscino gelido che ci potrebbe essere a gennaio e quindi con questo tipo di pattern meteo la neve in pianura diventa davvero una chimera.
Ma non sarà sempre e solo maltempo
Siamo in un territorio geograficamente molto complesso. Quindi, dopo il passaggio dei fronti perturbati, non si esclude la comparsa di episodi di föhn sulla pianura piemontese e talvolta su quella lombarda. I lettori del posto sanno che si tratta di un vento di caduta, più secco e mite, favorirà schiarite improvvise e sole decisamente limpido.

Alpi subissate di neve
Buone notizie invece per quanto riguarda le Alpi. L’intero arco alpino e prealpino vivrà una fase di nevicate diffuse ma generalmente deboli, con la possibilità che la neve riesca a raggiungere alcuni fondovalle laddove l’aria fredda precedente sarà riuscita a conservarsi negli strati bassi dell’atmosfera.
Per concludere, ricordiamo che proprio la capacità di mantenere o meno questo cuscinetto freddo nei bassi strati costituirà il fattore determinante per avere qualche imbiancata a quote interessanti. Se riuscirà a esserci l’omotermia allora la neve riuscirà ad arrivare quasi al fondovalle. Si tratta di una particolare condizione meteoclimatica dove la colonna d’aria è fredda e capita spesso che rimanga gelida quando l’aria rimane intrappolata in una vallata.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE