I modelli matematici sul più lungo termine, in particolare quello europeo ECMWF, hanno iniziato a simulare la possibile tendenza del tempo per il mese di novembre.
Sappiamo, naturalmente, che quando si volge lo sguardo all’evoluzione di massima per un mese intero, non si è in presenza di una previsione stricto sensu, piuttosto di una evoluzione di massima su quella che potrebbe essere la circolazione prevalente nell’arco del mese.
Dai dati nuovi, di questa mattina, emerge la possibilità che i primi 15 giorni di novembre possano evolvere all’insegna di una prevalente circolazione a matrice atlantica, con cavo instabile principale verso l‘Oceano centro orientale, ma con anse cicloniche spesso influenti sull’Ovest Europea e anche sul Mediterraneo centro occidentale.
Una prima parte del mese prossimo, dunque, che sostanzialmente saprebbe più di autunno classico, all’insegna di correnti umide e spesso instabili occidentali o meridionali, maggiormente incidenti, con piogge più sostanziose, in via generale, sulle regioni settentrionali, del medio-alto Tirreno, incidenza in forma più marginale sul medio basso Adriatico e al Sud, tuttavia anche su queste aree con piogge irregolari, ancora più sulla Campania occidentale.
Termicamente, una prima parte del mese prossimo tendenzialmente sopra media, appunto per via di una circolazione più mite occidentale o meridionale. Ma come evolverebbe, poi, il prosieguo di novembre?
Non sembrerebbe, perlomeno sulla base delle simulazioni ultime, che la circolazione umida occidentale possa avere un seguito. Il cavo d’onda perturbato nordatlantico, infatti, potrebbe progressivamente essere assorbito dal flusso principale alle più alte latitudini e, progressivamente, rimpiazzato proprio tra Est Oceano e Ovest Europa, da un crescente promontorio anticiclonico.
Ci sarebbero, dunque, buone possibilità, per l’instaurazione di un nuovo blocco alla circolazione oceanica e, dato anche la possibile propensione verso latitudini piuttosto elevate del promontorio anticiclonico, ci sarebbero i presupposti per una configurazione meridiana, favorevole alla discesa di correnti fredde verso l’Italia.
Gli scenari simulati attualmente, a partire soprattutto dal 17-18 novembre, poi fino al 24-25 circa, sarebbero per alta pressione meridiana su Ovest Europa e impulsi freddi artico-continentali, viaggianti sul fianco orientale anticiclonico, in direzione del Mediterraneo centro orientale e anche dell’Italia.
Se venisse confermato, nei prossimi aggiornamenti, questo quadro barico, sul finire della seconda decade di novembre e nella prima parte della terza, potrebbero esserci le condizioni per una prima irruzione di aria fredda “simil invernale” anche verso l’Italia, con calo termico generale, piogge diffuse e anche rischio di prime nevicate fin sotto i 1000 metri, anche in Appennino.
Per il momento si tratta solo di una prima, mera indicazione, ma che emerge abbastanza nitida nelle proiezioni Long Range del modello europeo. Valuteremo con i prossimi aggiornamenti se questa tendenza potrà avere o meno credibili opportunità di realizzazione. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).