
Arriva il vero inverno al Polo Nord ha iniziato dove si registra un sensibile abbassamento delle temperature. Niente di eccezionale, sia inteso, perchรฉ anzi, rispetto al periodo 1979/2000, le temperature dell’Artico sono piรน elevate rispetto alla media.
E lo sono anche rispetto al trentennio che ufficialmente viene utilizzato come riferimento del clima che รจ il 1990/2020. Periodo che ha veduto un incremento dei valori medi del Polo Nord tra i maggiori del Pianeta. Quindi, รจ inverno, quello che comincia nel Polo Nord, ma perchรฉ la banchisa polare ha raggiunto il suo minimo annuale il 10 settembre, e quindi dall’11 ha iniziato a crescere. In questo evento non ci sono novitร che farebbero intendere un evento precoce.
Ma questa novitร รจ di notevole rilevanza, e ne dร notizia direttamente il sito web del NOAA. Tutto ciรฒ avrร ripercussioni su tempo atmosferico e temperature del Nord Europa.
ร del tutto normale che l’intera fascia al di sopra del Mar Glaciale Artico sta vivendo un periodo di rapido raffreddamento, maggiore che altrove, in quanto il sole รจ ormai sempre piรน basso nell’orizzonte, e quindi si sta riducendo la radiazione solare. Ed รจ anche normale che le temperature siano scese di vari gradi sotto lo zero anche di giorno.
Va poi detto che, anche se viviamo il riscaldamento globale, ci sono sempre anche le fluttuazioni del clima, e queste danno origine anche ondate di freddo e di caldo, ovvero alla variabilitร atmosferica, che perรฒ, per effetto dell’aumento della temperatura globale si va accentuando.
Un raffreddamento interessa parte dell’Europa dove aria fredda ha raggiunto la Scandinavia, la Francia e la Penisola Iberica. In queste ultime aree, appena qualche giorno fa si sono registrati anche dei record di caldo, che avvalorano il tema della maggiore variabilitร atmosferica, intesa anche per le temperature, non solo per il tempo che fa.
Un evento di neve precoce rispetto agli ultimi anni si รจ avuto sulle coste islandesi, dove perรฒ ora รจ giunta aria tiepida e la neve si รจ fusa. Allo stesso tempo, una furiosa ondata di calore sta interessando il Canada artico centrale e parte della Groenlandia, mentre una forte ondata di gelo la Siberia settentrionale.
Queste sono fluttuazioni climatiche, non significa che avremo un inverno piรน freddo rispetto ad altri anni. La stagione invernale, ed il suo clima รจ governato da complessi equilibri e quelli che sono detti in modo semplificato, indici del clima.
Un crollo termico c’รจ stato anche nelle martoriate dal caldo isole Svalbard, dove negli ultimi inverni si sono avute ondate di caldo insane che hanno innalzato i termometri a tal punto da far piovere al posto di portare fitte nevicate che sono piรน consone per quel luogo che ricordo che per alcuni mesi all’anno piombano nella notte polare. Queste isole sono protette dal grande gelo anche dalla nota Corrente del Golfo che mitiga l’Oceano Atlantico ed il versante dell’Oceano Artico europeo.
E nonostante la piรน flebile forza della Corrente del Golfo, vari fattori ancora generano un clima mite invernale, rispetto alle medesime latitudini nel Nord Europa, ed anche quest’anno la banchisa polare verso l’Europa si formerร solo nell’aree piรน settentrionali, una situazione del tutto normale. Mentre, il ghiaccio bloccherร le isole del Canada e raggiungerร le coste della Russia dall’Isola di Kola verso est.
Come detto, il 10 settembre รจ stato registrato il picco minimo stagionale della banchisa artica, dopo il quale il ghiaccio ha ripreso a formarsi rapidamente. La banchisa polare, che tende a estendersi su gran parte dell’Oceano Artico, sta ora crescendo giorno dopo giorno. Tuttavia, l’estensione e lo spessore del ghiaccio rimangono notevolmente inferiori rispetto a quanto si osservava, ad esempio, negli anni Settanta, periodo contraddistinto da un clima piรน freddo.
Il riscaldamento globale in atto, non si รจ di certo fermato perchรฉ si sta riformando la banchisa polare. Riscaldamento globale attribuibile soprattutto all’attivitร antropica. Secondo numerosi studi scientifici, l’influenza umana peserebbe per circa il 70% sull’attuale cambiamento climatico, mentre il restante 30% sarebbe imputabile a cause naturali. Questo aspetto viene perรฒ raramente menzionato, forse per timore di minimizzare la responsabilitร delle emissioni di gas serra. Le fluttuazioni naturali sono comunque parte integrante della variabilitร climatica, anche se avvengono generalmente su tempi molto piรน lunghi rispetto a quanto osserviamo oggi.
In appena un secolo, la temperatura media globale รจ aumentata di circa 1,5 ยฐC, un dato eccezionale se confrontato con le lente evoluzioni che hanno accompagnato, ad esempio, l’alternarsi delle glaciazioni, eventi che si sviluppavano nell’arco di migliaia di anni.
Con la banchisa artica in rapida espansione, le condizioni meteo tenderanno a diventare sempre piรน dinamiche nelle prossime settimane. Ottobre sarร il mese della svolta climatica sull’emisfero settentrionale, con novembre che potrebbe avviare situazioni atmosferiche ancor piรน movimentate. Questo anche per via dell’avvio di un nuovo evento naturale: la Niรฑa.
La Niรฑa รจ un fenomeno periodico legato al raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico tropicale. Quando si verifica, genera turbolenze nel clima globale, favorendo maggiori scambi di masse d’aria lungo i meridiani, che possono tradursi in irruzioni fredde verso sud. ร importante sottolineare che la Niรฑa non รจ collegata direttamente alle ondate di freddo siberiano, ovvero quel gran gelo che puรฒ piombare in Europa e gelare anche i fiumi. Il gelo siberiano, noto anche Burian in Italia, si attiva per dinamiche diverse, tra cui lo StratWarming.
Una curiositร , un raro e poderoso StratWarming รจ avvenuto nel Polo Sud, ovvero in Antartide, e questo rischia di generare uno scompiglio nella primavera dell’emisfero meridionale, dove per altro, segnalo una forte fase fredda, rispetto alle medie 1990/2020, su gran parte dell’Australia, dove ci sono state eccezionali nevicate nel loro inverno (australe).
In sintesi, l’inverno ha fatto il suo ingresso nell’emisfero settentrionale, partendo dalle regioni artiche e avanzando lentamente verso latitudini piรน meridionali. E saranno le aree piรน settentrionali del nostro emisfero a sperimentarne i primi effetti, mentre in Italia si attende ancora un raffreddamento marcato, seguito da una ipotesi di fase molto mite in ottobre. Ma l’inverno arriverร anche in Italia, ed il rischio รจ che giunga improvvisamente per effetto della maggiore variabilitร atmosferica. Nel 2024 abbiamo avuto, ad esempio, due precocissime ondate di freddo, una a metร settembre, con aria siberiana, ma non gelo, ma neve a quote basse nel versante nord alpino, ed due a novembre, una moderata nella prima parte, una corposa attorno al 20, con tempeste di neve in mezza Europa.
Il tutto apparve come una stagione promettente di freddo e neve, ma poi si ebbe una stagione decisamente mite e con scarsissime precipitazioni, e niente neve in Val Padana, ad esempio, come le basse quote del resto d’Italia.
Credits:
- NOAA National Snow and Ice Data Center – Arctic Sea Ice Minimum
- NASA Earth Observatory – Arctic Sea Ice Reaches Annual Low
- NOAA Climate.gov – Arctic Sea Ice Winter Maximum
- Journal of Climate – Arctic Oscillation Research
- Nature Climate Change
- International Journal of Climatology
- British Antarctic Survey – Antarctic Research
- Arctic Science Journal
- Science – Antarctica Climate Research
- NOAA Arctic Report Card