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L’associazione tra grandine con chicchi di grosse dimensioni e le ondate di calore africano, in coincidenza con la presenza di polveri di sabbia sahariana in Italia e in altre aree d’Europa, è ben documentata e confermata da numerosi episodi recenti e analisi meteorologiche.

 

Grandine di grandi dimensioni e ondate di calore africano

Le ondate di calore africano sono spesso determinate dall’espansione di anticicloni subtropicali che trasportano masse d’aria molto calda dal Sahara verso l’Italia e l’Europa centrale e occidentale, portando temperature superiori ai 35-40 °C in molte regioni. In seguito a queste ondate di caldo, se arriva aria più fredda in quota (ad esempio per l’ingresso di una perturbazione atlantica o di una goccia fredda), si innescano forti contrasti termici. Questi, combinati con terreni e città surriscaldati, creano le condizioni ideali per fenomeni estremi come grandinate di grosse dimensioni.

 

Il caldo africano favorisce questi eventi perché crea una situazione di elevata energia atmosferica: masse d’aria molto calda e umida ristagnano nei bassi strati, accumulando energia potenziale che viene liberata quando aria più fredda sopraggiunge in quota. Questo contrasto spinge violentemente l’aria calda verso l’alto, dando origine a cumulonembi con forti correnti ascensionali. All’interno di tali nubi, i chicchi di grandine possono superare i 2-3 cm di diametro, grazie all’abbondanza di vapore acqueo e ai nuclei di condensazione presenti, spesso potenziati dalla polvere sahariana.

 

Questi fenomeni colpiscono soprattutto il Nord Italia, l’Appennino e le zone prealpine durante i passaggi frontali successivi a giornate di caldo intenso, con un picco nelle ore pomeridiane e serali, quando il riscaldamento diurno ha massimizzato l’accumulo di energia.

 

Concentrazione di sabbia del Sahara

Le ondate di calore africano sono spesso accompagnate dal trasporto di polveri e sabbia sahariana sospinte dai venti di scirocco. Queste si accumulano nell’atmosfera, tingendo il cielo di tonalità giallastre o ocra e peggiorando la qualità dell’aria. Le concentrazioni di particolato sahariano possono superare i 1.000-2.000 microgrammi al metro quadro in aree particolarmente esposte come Sicilia, Sardegna, Puglia, e anche nel Centro-Nord (Emilia, Toscana, Veneto, Lombardia).

Non solo l’Italia, ma anche vaste aree dell’Europa centrale e occidentale (Francia, Germania, Svizzera) sono colpite dal fenomeno, talvolta con spettacolari piogge di fango o depositi di polvere su veicoli e superfici esposte.

 

Correlazione tra sabbia sahariana e grandine

La polvere sahariana può fungere da nucleo di condensazione nei cumulonembi, facilitando la formazione e la crescita di chicchi di grandine attraverso processi a strati successivi tipici dei temporali supercellulari. Eventi di grandine eccezionalmente grande si sono verificati spesso in concomitanza con forti ondate di calore africano e trasporto di polveri sahariane, sia in Italia che in Francia, Germania, Spagna e Svizzera.

 

Processi di formazione e accrescimento della grandine

  • Nascita embrionale: i chicchi iniziano come piccoli nuclei di ghiaccio formati attorno a particelle di polvere o cristalli di ghiaccio.
  • Accrescimento: attraversando zone ricche di acqua sopraffusa, le goccioline si congelano sul nucleo, facendolo crescere.
  • Ricircolo: le forti correnti ascensionali li spingono più volte verso l’alto e poi in discesa, permettendo l’aggiunta di nuovi strati (struttura “a cipolla”).
  • Crescita secca o bagnata: la solidificazione può essere rapida (parti più fredde della nube) o più lenta (zone meno fredde).

Più intensa è la corrente ascensionale, più a lungo il chicco resta sospeso e cresce fino a raggiungere dimensioni notevoli, precipitando solo quando il suo peso supera la forza della corrente. Queste condizioni sono tipiche dei grandi temporali estivi italiani, caratterizzati da forti contrasti termici, umidità elevata e aria molto fredda in quota.

 

In sintesi
Il caldo africano “carica” l’atmosfera di energia e umidità, predisponendo l’ambiente a correnti ascensionali eccezionalmente intense. L’arrivo di aria fredda agisce da innesco, generando temporali severi e grandine di grandi dimensioni, con un fenomeno in aumento per frequenza e intensità nel contesto dei cambiamenti climatici.

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