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La formazione della grandine, soprattutto quella di grosse dimensioni, è uno dei fenomeni più spettacolari (e distruttivi) dell’atmosfera. Ma come fa una semplice goccia d’acqua a diventare una sfera di ghiaccio grande come una pallina da tennis (o anche di più)? Scopriamolo insieme.

 

Serve una tempesta… ma non una qualsiasi

La grandine di grandi dimensioni nasce quasi sempre dentro le supercelle temporalesche. Si tratta di tempeste molto potenti e organizzate, capaci di generare anche tornado. Le supercelle si formano quando:

  • C’è un forte contrasto tra aria calda e fredda
  • L’atmosfera è instabile, ovvero l’aria calda tende a salire rapidamente
  • I venti cambiano direzione e velocità con la quota (il cosiddetto wind shear)

In queste condizioni si creano forti correnti ascensionali che spingono l’aria – e tutto ciò che contiene – verso l’alto a velocità impressionanti: anche oltre 100 km/h. Si tratta di vento verticale che è quello che genera lo sviluppo del cumulonembo, la nube classica del temporale.

 

Dalla goccia d’acqua al mostro di ghiaccio

Tutto inizia con una minuscola goccia d’acqua che viene sollevata in alto, fino a quote dove la temperatura è ben sotto lo zero (oltre i 5 km di altezza). Qui la goccia congela e diventa un piccolo granello di ghiaccio.

Ma non finisce qui: il vero trucco sta nel viaggio su e giù che il chicco di grandine compie all’interno della nuvola:

  • Salita: il chicco viene trascinato verso l’alto dalle correnti, attraversando zone ricche di acqua sopraffusa (acqua liquida ma sotto 0°C). Questa acqua si congela a contatto con il chicco, formando uno strato di ghiaccio.
  • Discesa: quando il chicco diventa troppo pesante o incontra una corrente discendente (vento verso il suolo), inizia a cadere. Ma nel frattempo raccoglie ancora più acqua.
  • Nuova salita: ma ecco che sese le correnti ascensionali (dal basso verso l’alto) sono forti, il chicco torna di nuovo in alto… e il ciclo ricomincia.

Più volte ripete questo percorso, più strati aggiunge e più cresce.

 

Cosa fa davvero la differenza?

Per ottenere chicchi grandi, ci vogliono alcune condizioni particolari:

  • Correnti molto forti: devono essere abbastanza potenti da tenere in aria pezzi di ghiaccio che pesano anche centinaia di grammi.
  • Tanta umidità: più acqua c’è, più velocemente il chicco può crescere. Quindi è necessaria una nube. imponente, un sistema temporalesco con nubi cumuliformi che raggiungono la i limiti della Troposfera.
  • Molti cicli di crescita: ogni passaggio del chicco all’interno della nube aggiunge uno strato di ghiaccio.
  • Ampia zona di raccolta: il chicco deve “viaggiare” in un’area ricca di gocce sopraffuse.

 

Anatomia di un chicco di grandine

Se si taglia a metà un grosso chicco di grandine, si possono vedere anelli concentrici, un po’ come i cerchi nei tronchi degli alberi. Questi raccontano la sua storia: strati più trasparenti (congelamento lento), strati opachi (congelamento rapido e bolle d’aria intrappolate).

Alcuni chicchi hanno raggiunto record incredibili, con diametri superiori ai 20 cm e pesi di oltre un chilo. Per fortuna, eventi del genere sono rarissimi e richiedono condizioni atmosferiche davvero estreme. Chicchi di queste dimensioni sono stati raccolti anche in Italia, nella pianura del Veneto nel 2023, durante un evento di rilevanza storica, durato alcuni giorni, con la formazione record di supercelle in Val Padana.

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