Negli ultimi giorni, stiamo osservando vere e proprie “esplosioni termiche”, con temperature massime che in alcune località superano i 20°C, raggiungendo persino i 25°C in casi estremi. Questa situazione è fortemente anomala per la metà di novembre. Tale condizione di eccessi termici non rappresenta solo un’anomalia statistica, ma anche un campanello d’allarme per la salute climatica del nostro ambiente. Nel frattempo, le nebbie con inversione termica, portano l’inverno nella Val Padana, dove la temperatura diurna si porta a malapena poco sopra i +5°C.
La frequente presenza dell’Anticiclone Africano è il principale responsabile di numerose esagerazioni climatiche. Durante i periodi di alta pressione, la stabilità atmosferica tende a favorire il ristagno di aria calda, amplificando il rialzo delle temperature, anche per compressione dei bassi strati dell’atmosfera. Se è comprensibile desiderare un clima asciutto, soprattutto nelle aree colpite da piogge alluvionali nelle scorse settimane, sperare in un caldo così intenso può avere ripercussioni negative. Gli eccessi termici, infatti, contribuiscono a generare forti contrasti con le successive incursioni fredde. In sostanza, amplificano l’intensità del maltempo, ovvero delle basse pressioni e perturbazioni.
Ma ora arriva il freddo: irruzioni Artiche in vista
All’orizzonte si profila un cambio di scenario meteorologico. Le proiezioni modellistiche iniziano a convergere verso la possibilità di un’irruzione di aria fredda artica. Questo potrebbe tradursi in un drastico crollo delle temperature, accompagnato da un’intensificazione dei fenomeni atmosferici. La discesa di masse fredde sul Mediterraneo alimenta infatti strutture cicloniche potenzialmente pericolose.
I contrasti termici, generati dall’incontro tra aria calda e fredda, rappresentano una fonte di energia per i sistemi ciclonici. Quando masse d’aria artica incontrano i mari italiani, ancora relativamente caldi, il rischio di fenomeni meteorologici estremi cresce sensibilmente. Tempeste, nubifragi e persino nevicate improvvise potrebbero diventare protagonisti delle prossime settimane. Però, ecco che arriverà anche la neve, questo con l’aria fredda, e a quote basse per il Nord Italia. Il caldo? Ne parleremo più avanti in questo articolo.
L’Inverno bussa alla porta
Le attuali configurazioni bariche sembrano confermare che il blocco anticiclonico di natura subtropicale possa preludere a un “terremoto barico” su scala continentale. I segnali, infatti, puntano verso una progressiva discesa di aria polare. Questo scenario porterebbe le prime vere avvisaglie invernali su gran parte dell’Europa, Italia inclusa. Tuttavia, rimane l’incognita del Mediterraneo, che con la sua influenza potrebbe condizionare l’intensità e la durata delle eventuali perturbazioni. Ma come leggerete nell’approfondimento meteo, il freddo potrebbe presto svanire.
Previsioni meteo Italia dal 18 Novembre al 15 Dicembre
Le prossime settimane saranno caratterizzate da una notevole alternanza tra regimi ciclonici e condizioni anticicloniche, determinando significative variazioni del tempo.
Settimana dal 18 al 24 Novembre
In questa fase, l’Italia sarà sotto l’influenza di un vigoroso ciclone che porterà precipitazioni significative, soprattutto nel Centro-Sud, dove gli accumuli di pioggia supereranno i valori stagionali medi. Sul Nord Italia, invece, le piogge saranno più contenute, rimanendo in linea con le aspettative climatiche. Le nevicate interesseranno le Alpi fino a quote medio-basse, offrendo i primi scenari invernali per gli appassionati.
Le temperature caleranno sensibilmente nel Centro-Nord, scendendo al di sotto della media del periodo. Al contrario, nel Sud Italia, i valori termici si manterranno stabili e conformi alla climatologia tipica di novembre.
Tendenza meteo dal 25 Novembre al 1° Dicembre
Come si faceva cenno, l’avanzare della stagione porterà un cambiamento importante: il sistema ciclonico descritto nel periodo precedente, si sposterà poi verso i Balcani, favorendo l’ingresso di un robusto anticiclone sull’intera penisola. Questo porterà a una riduzione significativa delle precipitazioni, con piogge inferiori alla norma in tutte le regioni.
Le temperature si stabilizzeranno su valori in linea con il periodo, ad eccezione delle Isole Maggiori. Sardegna e Sicilia vedranno temperature sopra la media, con un clima più mite rispetto al resto del Paese, ideale per chi cerca ancora un tocco autunnale.
Meteo dal 2 all’8 Dicembre
L’inizio di dicembre confermerà la persistenza dell’anticiclone, anche se con intensità leggermente ridotta. La stabilità atmosferica dominerà il quadro meteorologico, con temperature e livelli di pioggia generalmente nella norma stagionale.
Nel Centro-Nord, le giornate saranno prevalentemente senza precipitazioni, spesso serene, mentre nel Sud Italia e nelle aree interne delle regioni meridionali potranno verificarsi locali episodi di instabilità. Le aree montane del Sud potrebbero registrare sporadici fenomeni di pioggia o lieve neve, senza particolari accumuli. Nebbie potrebbero incombere, anche pesantemente, in Valle Padana.
Settimana dal 9 al 15 Dicembre
Nella seconda settimana di dicembre, l’anticiclone si rafforzerà ulteriormente, consolidando un quadro di stabilità atmosferica su tutta la penisola. Le precipitazioni saranno in linea con le medie stagionali, senza eccessi o periodi di siccità rilevanti.
Le temperature mostreranno un’interessante divisione geografica. Nel Centro-Sud e nelle Isole Maggiori, i valori termici saranno superiori alla media del mese, offrendo un clima particolarmente mite. Nel Nord Italia, invece, le temperature resteranno vicine alla norma climatica, con la possibilità di nebbie persistenti in Val Padana dovute alle inversioni termiche tipiche del periodo. In quest’area d’Italia la sensazione sarà invernale, ma probabilmente assai differente rispetto alle medie stagionali. Niente neve, parrebbe all’orizzonte per queste zone.
Ma tutto ciò sarà da confermare.
Osservazioni
Il periodo analizzato evidenzia un passaggio graduale da un novembre ricco di fenomeni ciclonici a un dicembre dominato da condizioni prevalentemente anticicloniche.
Il Nord Italia vivrà temperature più rigide, mentre il Centro-Sud e le Isole Maggiori saranno influenzati da un clima più mite e stabile. La stabilità prevista per dicembre potrebbe segnare l’inizio di una fase atmosferica dominata da lunghi periodi di alta pressione.
Questa analisi è stata realizzata con il supporto di informazioni di ECMWF. A mio avviso, però, è troppo pessimistica come previsione, in quanto se come descritto da autorevoli meteorologi, avremo un periodo la NAO negativa, un indebolimento del Vortice Polare, potremmo avere periodi limitati di alta pressione. Ma qui c’è un appunto da fare: il Nord Italia è da circa venti giorni senza precipitazioni, e novembre non è un periodo dell’anno secco. Regna da troppo tempo l’alta pressione di blocco, quella che poi ha favorito la Dana in Spagna, l’instabilità atmosferica nel basso Mediterraneo con alluvioni anche in Sicilia. Ora lo scenario sta cambiando, ma questa novità non vuol dire che avremo un inverno nella media. Temo che i cambiamenti climatici abbiano già compromesso eccessivamente la normalità del clima, e che eventuali periodi di freddo intenso saranno assai fugaci, nonché rari, ma con il rischio di essere assai estremi.