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Oramai da tempo l’Alta Pressione è letteralmente sparita al Nord. Come è noto, ha spesso interrotto o modificato i flussi perturbati che tentavano di raggiungere il Mediterraneo. Questo fenomeno, tranne in rare eccezioni, ha condizionato il clima, lasciando spazio a giornate più miti e soleggiate anche in periodi generalmente più instabili, come l’Autunno e la Primavera.

 

Nessun Anticiclone!

Guardando le proiezioni meteorologiche del modello americano GFS, emerge chiaramente l’assenza di un persistente Anticiclone sullo scenario del Settentrione. Un dettaglio importante riguarda l’assenza di un forte campo di Alta Pressione sulla Penisola Iberica, una condizione che, in passato, impediva alle perturbazioni atlantiche di avanzare verso il Mediterraneo. Tale assenza facilita, dunque, l’ingresso delle saccature atlantiche tra la Penisola Iberica e la Francia, spingendosi progressivamente verso l’Italia e il Mediterraneo occidentale.

 

Autunno: ritorno alla normalità climatica

Questa nuova configurazione atmosferica offre la possibilità di un autunno più tradizionale sul territorio italiano, dove alternano periodi di perturbazioni atlantiche e fasi di Alta Pressione. Le temperature tenderanno a mantenersi su valori nella media stagionale o leggermente superiori, garantendo una varietà climatica più tipica della stagione.

 

L’autunno descritto rappresenta quello classico, ma che negli ultimi anni è diventato sempre più raro. A causa dei cambiamenti climatici in atto, infatti, si sono verificati fenomeni meteorologici estremi: da una parte maltempo intenso e precipitazioni abbondanti, dall’altra lunghi periodi dominati dall’Alta Pressione con temperature miti, ben oltre la norma per il periodo. Questa alternanza ha causato non pochi problemi, con danni ingenti ai territori a causa di piogge violente e difficili da gestire, seguite poi da fasi di stagnazione atmosferica.

 

Un ritorno gradito

Il ritorno a un autunno più equilibrato dal punto di vista meteo non solo garantisce una vivibilità migliore, ma è anche cruciale per la salute dei ghiacciai alpini. Infatti, solo con nevicate costanti e abbondanti durante i mesi autunnali e invernali si può sperare di preservare gli accumuli nevosi che contribuiscono al mantenimento dei ghiacciai, messi a dura prova dall’aumento delle temperature.

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