La ricerca ha svelato che la linea di confine tra il giorno perpetuo e la notte eterna non è netta, ma piuttosto una zona di transizione dove si manifestano condizioni simili all’alba e al crepuscolo perpetui. Grazie al Spettrografo nel vicino infrarosso del JWST, gli astronomi hanno potuto misurare una significativa differenza di temperatura tra queste due zone: circa 200 gradi Celsius. La parte corrispondente all’alba registra una temperatura di 600 gradi Celsius, mentre quella del crepuscolo raggiunge gli 800 gradi Celsius.
Néstor Espinoza, ricercatore di esopianeti presso l’Istituto di Scienza del Telescopio Spaziale e autore principale dello studio, ha evidenziato la straordinaria precisione del JWST, capace di rilevare queste minime variazioni grazie alla sua sensibilità nelle lunghezze d’onda del vicino infrarosso e ai suoi sensori fotometrici estremamente stabili. Qualsiasi minimo movimento durante la raccolta dei dati avrebbe potuto compromettere la capacità di rilevamento.
Inoltre, i modelli basati sui dati del JWST hanno rivelato particolari modelli meteorologici nelle regioni di transizione. La parte corrispondente all’alba risulta essere più nuvolosa rispetto a quella del crepuscolo, e i venti prevalenti sembrano muoversi dalla parte notturna verso quella diurna, passando per le zone di alba e crepuscolo, raggiungendo velocità di migliaia di chilometri all’ora.
Gli astronomi continueranno ad analizzare questi dati per approfondire la conoscenza di WASP-39 b e di altri esopianeti. Espinoza ha sottolineato come WASP-39 b sia diventato un punto di riferimento nello studio delle atmosfere degli esopianeti attraverso il JWST.
I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati il 15 luglio sulla rivista Nature.