Il casco, dotato di un sistema di ugelli posizionati sulla visiera da cui fuoriesce l’aria trattata, è stato testato da enti terzi indipendenti che ne hanno confermato l’efficacia. Il plasma non termico, a differenza del plasma termico comunemente associato al fuoco, consiste in molecole e frammenti molecolari elettricamente carichi che sterilizzano l’aria senza generare calore. Queste particelle si stabilizzano rapidamente, ritornando a formare aria ordinaria prima di raggiungere gli ugelli della tenda d’aria.
Il prototipo di Taza Aya include uno zaino di circa 4,5 kg che contiene il modulo di plasma non termico, un gestore dell’aria, componenti elettronici e batterie. L’aria viene aspirata nel modulo, trattata, e poi inviata agli ugelli che formano la tenda d’aria protettiva.
Il dispositivo è stato sviluppato in risposta alle sfide poste dalla pandemia di COVID-19 e dalla recente diffusione del virus dell’influenza aviaria tra gli esseri umani, come riportato dai CDC durante l’estate. Durante la pandemia, la produzione di carne ha subito interruzioni a causa della carenza di manodopera, influenzando i prezzi e la disponibilità dei prodotti.
Un’altra sfida affrontata da Taza Aya è stata quella della comunicazione nei luoghi di lavoro, particolarmente nelle linee di produzione rumorose dove i lavoratori spesso parlano lingue diverse. Le maschere tradizionali, pur essendo state una difesa primaria, limitano la comunicazione e la visibilità delle espressioni facciali, oltre a richiedere di essere rimosse per mangiare e potendo causare l’appannamento degli occhiali di sicurezza.
Il dispositivo di Taza Aya, che sarà lanciato nel 2025, offre una soluzione a questi problemi, migliorando la sicurezza e l’ergonomia per i lavoratori. Questa tecnologia non solo protegge efficacemente, ma facilita anche la comunicazione e il comfort, eliminando la necessità di indossare maschere tradizionali.