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Nel contesto dello sviluppo di batterie ‌a ioni di ⁣sodio (SIBs), che rappresentano un’alternativa promettente alle batterie a ioni di‍ litio a causa della maggiore disponibilità di sodio, ricercatori del​ Japan​ Advanced Institute of Science and Technology (JAIST) hanno ottenuto significativi miglioramenti nelle prestazioni degli elettrodi⁣ di carbonio duro. Questi progressi sono stati resi possibili dall’uso ‌di un nuovo legante di acido polifumarico (PFA), ⁣che ha mostrato ⁢superiori capacità di adesione e velocità‌ di diffusione degli ioni rispetto ai leganti tradizionali.

 

Il team di ricerca, guidato dal Professor Noriyoshi Matsumi e dal dottorando ‍Amarshi Patra, ha pubblicato ⁣i risultati nello studio del ⁢10 maggio 2024 ‍sulla rivista Journal of Materials Chemistry A. Il PFA, ‍essendo un ​polimero ad alta densità funzionale con gruppi carbossilici su ogni atomo di carbonio⁢ della catena⁢ principale, facilita​ una migliore diffusione degli ioni di sodio attraverso numerosi ‍siti di ⁢salto ionico e garantisce un’adesione robusta all’elettrodo.

 

Per la preparazione degli elettrodi, il carbonio duro, il Super ‌P carbon e il PFA sono stati miscelati in acqua per formare una ​sospensione acquosa, successivamente‌ applicata su un foglio di rame e essiccata. Questo anodo, combinato con un disco di metallo di sodio ⁤come contro elettrodo ‌e un elettrolita di NaClO4 1.0 M, ha ‌costituito la mezza ⁢cella ​anodica per i test.

 

I test di adesione hanno dimostrato che la forza di pelatura ​degli elettrodi con legante PFA era⁢ notevolmente superiore rispetto a quelli con leganti di⁣ acido poliacrilico e PVDF, indicando una maggiore durabilità. Inoltre, i test elettrochimici hanno ⁢rivelato che la mezza cella anodica mostrava capacità specifiche di 288 mAhg-1 e 254 mAhg-1 a densità di corrente di 30 mAg-1 e 60 mAg-1, rispettivamente, con una stabilità ciclica eccellente, ⁣mantenendo l’85,4% della capacità⁢ dopo 250‍ cicli.

 

L’interfaccia elettrolita solido (SEI) formata era ⁤sottile⁣ e uniforme, contribuendo ulteriormente alla durabilità dell’anodo. Il coefficiente di diffusione degli ioni Na per l’elettrodo PFA-HC era⁤ superiore a​ quello degli elettrodi‌ con leganti tradizionali.

 

Questi risultati aprono la strada a future applicazioni commerciali del PFA in SIBs e altri⁣ dispositivi di immagazzinamento energetico, con potenziali benefici in termini di costi e impatto ambientale. Il Professor Matsumi ha sottolineato ‌la ⁣possibilità di ulteriori modifiche strutturali del materiale polimerico per migliorare le prestazioni e ha espresso interesse nella collaborazione‌ con ⁢aziende per l’implementazione commerciale di questa tecnologia.

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