Nell’ambito dello studio, 36 adulti in buona salute sono stati esposti volontariamente al virus SARS-CoV-2 tramite somministrazione nasale. L’obiettivo principale era analizzare le risposte immunitarie attraverso il sequenziamento unicellulare. Durante il monitoraggio, 16 volontari sono stati osservati attentamente per analizzare il sangue, l’attività delle cellule immunitarie e la mucosa del naso.
Un risultato interessante è che, durante il periodo di quarantena, sette volontari hanno mantenuto un risultato negativo al test PCR, mostrando una capacità innata di eliminare il virus rapidamente. Questa risposta è stata associata al gene HLS-DQA2, che sembra prevenire l’insorgenza dell’infezione prima ancora dell’esposizione al virus.
Al contrario, sei volontari hanno sviluppato l’infezione. In questi casi, la risposta immunitaria è stata rapida nel sangue ma lenta nel naso, permettendo al virus di insediarsi in quest’ultimo organo. Questo dettaglio evidenzia come il virus possa trovare un rifugio sicuro nel sistema respiratorio superiore, complicando la risposta immunitaria.
Lo studio ha quindi fornito una descrizione dettagliata e completa della dinamica dell’infezione da SARS-CoV-2, contribuendo significativamente alla comprensione delle prime fasi della risposta immunitaria umana. I risultati ottenuti non solo approfondiscono la conoscenza del Covid-19, ma potrebbero anche essere applicati ad altre malattie infettive, offrendo nuove prospettive sulla resistenza del corpo umano a vari agenti patogeni.