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Cari napoletani, svegliati stavolta non solo per le scosse di terremoto che frequentemente vengono diramate dai Campi Flegrei, ma anche per quelle dei giornali che incautamente pubblicano notizie fuorvianti. Stavolta l’hanno fatta veramente grossa, peraltro ponendo articoli consultabili anche dietro abbonamento che indicano che nella città del Sole si raggiungeranno temperature degne di un forno crematorio. C’è chi parla di 50 °C nella capitale del Sud Italia, ma chi si spinge persino a prevedere un mai registrato sul nostro pianeta 60 °C.

 

Effettivamente se Napoli fosse investita da un’eruzione vulcanica con l’ipotetica discesa di nubi ardenti, tali eruzioni sono dette pliniane, e che quindi si scatenasse un cataclisma, Napoli potrebbe anche ben superare i 60 °C. Ma lasciamo queste predizioni a ipotesi distanti forse vari millenni e oltre da noi.

 

Non sappiamo l’origine di questa notizia e perché è stata scritta fraintendendo probabilmente qualcosa che ha a che fare con l’indice di temperatura percepita, ma in questo caso 60 °C sarebbero ben più che folli. Non c’è nessuna previsione di Heat Index a 60°C per Napoli.

L’Heat Index è una misura della temperatura percepita dal corpo umano, che combina la temperatura dell’aria con l’umidità relativa, indicando il livello di calore percepito rispetto alla temperatura reale. Questo indice aiuta a valutare il rischio di colpi di calore e disidratazione.

 

E allora non resta che rassicurare i napoletani, informando che non ci saranno temperature di 50 °C, neanche di 40 °C a Napoli. La stazione meteo di Napoli Capodichino presenta degli estremi di temperatura che si sono portati nel passato a 40 °C nel 1981. Nel periodo precedente, 1951-1980, il picco massimo di Napoli Capodichino fu di 38.7 °C. In un lungo periodo di osservazioni meteo, dal 1946 al 2003, il picco massimo di temperatura registrato a Napoli Capodichino è di 40 °C, ben distante da quei 60° di temperatura annunciati per i prossimi giorni.

 

Insomma, farà molto caldo, questo sicuramente, siamo soggetti a un cambiamento climatico che sta innalzando gradualmente la temperatura globale, e causando sempre più frequenti e intensi onde di calore. Peraltro anche situazioni meteo amplificate da alte pressioni che comprimono in maniera inverosimile l’atmosfera nei bassi strati, portandola  (effetto Dome) su valori termici assurdi. Ma i 60 °C non ci risulta siano mai stati registrati da alcuna stazione meteo di tutto il pianeta, neanche nei deserti più desolati.

 

Purtroppo, la meteorologia in Italia è un optional. Molti giornali si informano dai siti meteo tra le righe, gli articoli vengono scritti da persone che non hanno il tempo materiale di leggere con accuratezza quello che scriviamo.

La colpa è di certo del fatto che ormai in editoria si è sempre pagati meno, c’è una crisi tremenda, così che buona parte dei quotidiani sono consultabili in abbonamento, ma secondo un’indagine pubblicata in questi giorni, c’è stato un calo delle richieste di abbonamento pari al 10%. In effetti non è possibile consultare tutti i siti web spendendo dei soldi. Tutto questo dipende dalla nuova direttiva europea che ha inasprito la precedente norma, di fatto, causando un diffuso danno economico alla libera informazione. Ma si sa che i burocrati non si rendono conto del danno che fanno periodicamente.

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