L’anticiclone africano, dopo un maggio instabile, ha preso il sopravvento, sta trasformando il paesaggio meteorologico della penisola in un mosaico di caldo intenso e instabilità localizzata.
A partire dalla scorsa domenica, il termometro ha iniziato a salire vertiginosamente nelle regioni meridionali. Sardegna, Sicilia e Puglia hanno registrato i picchi più alti, con massime che hanno sfiorato i 38°C. Non sono state da meno le aree ioniche del Sud, dove le temperature hanno raggiunto i 35-36°C, e le zone interne del Centro, con punte fino a 33-34°C.
Tuttavia, il quadro cambia radicalmente spostandosi verso Nord. Qui, l’arrivo di un’instabilità atmosferica ha mitigato l’avanzata del caldo africano. Nelle aree settentrionali, le temperature hanno oscillato tra i 26 e i 28°C, con punte di 30°C solo nelle zone più soleggiate. Questa differenza è destinata ad acuirsi nei prossimi giorni.
Tra Martedì 11 e mercoledì 12 giugno, infatti, si profila uno scenario di marcata dicotomia climatica. Al Nord, l’instabilità atmosferica continuerà a mantenere le temperature su valori più consoni alla stagione. Al contrario, al Sud l’anticiclone africano intensificherà la sua morsa. In Puglia, Sardegna e Sicilia, si prevedono temperature che potrebbero superare i 40°C in alcune località.
Questo “spaccato” meteorologico tra Nord e Sud non è solo un dato statistico, ma avrà impatti tangibili sulla vita quotidiana. Al Sud, l’ondata di caldo estremo potrebbe aumentare i rischi per la salute, soprattutto per anziani e bambini, e mettere sotto stress le colture agricole. Al Nord, invece, il clima più mite potrebbe offrire un contesto più gradevole, ma l’instabilità atmosferica potrebbe tradursi in temporali anche molto forti.