Gli esperti stimano che ci saranno tra i 17 e 25 tempeste denominate. Di queste, tra 8 e 13 potrebbero trasformarsi in uragani, con venti che superano i 119 km/h, e tra 4 e 7 potrebbero raggiungere la categoria di uragani maggiori, con venti oltre i 178 km/h. I previsori esprimono una fiducia del 70% in questi intervalli.
Rick Spinrad, oceanografo e amministratore della NOAA, durante una conferenza stampa ha affermato: “Questa stagione si prospetta straordinaria sotto molteplici aspetti”. Il record di uragani maggiori in una singola stagione atlantica è di sette, cifra raggiunta nel 2005 e nel 2020. Con un massimo di sette grandi uragani previsti, il 2024 potrebbe eguagliare questi anni record.
Erik A. Hooks, Vice Amministratore della FEMA, ha messo in guardia in una dichiarazione: “Le condizioni meteorologiche severe e le emergenze possono verificarsi in qualsiasi momento, motivo per cui è necessario che individui e comunità si preparino da oggi”. Hooks ha aggiunto: “Stiamo già osservando tempeste attraversare il paese che possono portare ulteriori pericoli come tornado, inondazioni e grandinate. Adottare un approccio proattivo al nostro panorama climatico sempre più impegnativo può fare la differenza nel modo in cui le persone si riprenderanno domani”.
Una delle principali forze motrici di questa stagione degli uragani è l’oscillazione meridionale El Niño. Un potente El Niño è attualmente in fase di conclusione, lasciando spazio alle condizioni di La Niña, che alimentano l’attività degli uragani nell’Atlantico occidentale.
La stagione degli uragani atlantici incombente è anche collegata alla forte stagione dei monsoni prevista in Africa occidentale, che aumenta l’umidità e le onde di instabilità al largo della costa africana, capaci di attraversare l’Oceano Atlantico e favorire l’attività degli uragani.
La stagione degli uragani atlantici inizia ufficialmente il 1° giugno e termina il 30 novembre, con un picco di attività tra metà agosto e metà ottobre.
Dagli anni ’50, i cicloni tropicali ricevono nomi per facilitare la comunicazione tra meteorologi e pubblico, poiché si ritiene che le persone riconoscano e ricordino meglio una tempesta con un nome piuttosto che con una serie di cifre o una data.
Ogni anno, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale compila un elenco alfabetico di nomi che verranno attribuiti alle tempeste. Per il 2024, i nomi delle tempeste che si origineranno nell’Oceano Atlantico saranno: Alberto, Beryl, Chris, Debby, Ernesto, Francine, Gordon, Helene, Isaac, Joyce, Kirk, Leslie, Milton, Nadine, Oscar, Patty, Rafael, Sara, Tony, Valerie, William.