tephen Kane, dell’Università della California a Riverside, ha descritto questo pianeta come un “Io sotto steroidi”, riferendosi alla luna vulcanica di Giove, che è il corpo più vulcanico del nostro sistema solare. Tuttavia, TOI-6713.01 supera di gran lunga Io in termini di attività vulcanica. La superficie di questo esopianeta è completamente coperta da pianure laviche, e l’energia interna che alimenta questi vulcani è immensa.
TOI-6713.01 è classificato come una super-Terra, essendo il 30% più grande del nostro pianeta. Orbita attorno alla sua stella, HD 104067, ogni 2,2 giorni a una distanza di soli 4,57 milioni di chilometri. Questa vicinanza estrema alla stella madre contribuisce a un ambiente estremamente caldo e dinamico. Il pianeta fa parte di un sistema planetario che include anche un altro pianeta roccioso e un gigante gassoso, situati rispettivamente a circa 15,8 milioni di chilometri e 40 milioni di chilometri dalla stella.
A differenza di Mercurio, la cui orbita ellittica gli permette di sperimentare solo variazioni stagionali di temperatura, TOI-6713.01 è così vicino alla sua stella che le forze di marea esercitate dai pianeti vicini distorcono e torcono il suo interno malleabile. Questo fenomeno, descritto da Kane come una “tempesta di marea”, genera un riscaldamento interno sufficiente a mantenere la superficie del pianeta in uno stato di continua eruzione vulcanica.
Le forze di marea non solo riscaldano l’interno del pianeta, ma forniscono anche l’energia necessaria per alimentare l’incessante attività vulcanica che caratterizza TOI-6713.01. La superficie del pianeta irradia una temperatura che può raggiungere i 2.327 gradi Celsius, una temperatura superiore a quella di alcune stelle di piccola massa!
Questo straordinario riscaldamento dimostra quanto energia possa essere immessa in un pianeta terrestre e quali possano essere le conseguenze. Mentre è noto che le stelle contribuiscono al calore di un pianeta, la maggior parte dell’energia in questo caso deriva dalle forze di marea, un aspetto che non può essere trascurato.
Il gigante gassoso del sistema, che ha una massa pari a un quinto di quella di Giove, è stato scoperto nel 2011 grazie a HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), uno strumento molto efficace nella ricerca di pianeti situato all’Osservatorio di La Silla in Cile. HARPS misura l’oscillazione di una stella rispetto al suo asse rotazionale, mentre la stella ruota attorno a un centro di massa condiviso con i suoi pianeti. Anche il secondo pianeta del sistema è stato identificato da HARPS, così come il suo omologo HIRES (High Resolution Echelle Spectrometer), presso l’Osservatorio W. M. Keck alle Hawaii. TOI-6713.01, tuttavia, non è stato individuato fino a quando Kane ha esaminato le osservazioni della stella effettuate dalla missione TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della NASA.
La scoperta di TOI-6713.01, avvenuta tramite il metodo del transito, in cui il pianeta passa davanti alla sua stella bloccando parte della luce stellare, ha permesso a Kane e al suo team di conoscere il diametro del pianeta. Il prossimo passo sarà misurare la massa del pianeta attraverso l’analisi dell’oscillazione della stella, utilizzando HARPS e HIRES. Una volta conosciuti massa e raggio, sarà possibile calcolare la densità di TOI-6713.01, il che permetterà di determinare quanta materia può essere eruttata dai numerosi vulcani del pianeta.