La scoperta della NASA sul riscaldamento delle regioni muschiose del Sole
La ricerca condotta dalla NASA ha portato alla luce nuove informazioni riguardo al meccanismo di riscaldamento delle regioni muschiose del Sole, che possono raggiungere temperature comprese tra i 10.000 e il milione di gradi Fahrenheit. Questa scoperta rappresenta un passo avanti significativo nella comprensione del riscaldamento dell’atmosfera solare.
Il “muschio” solare: una struttura plasmatica peculiare
Il termine “muschio” è stato attribuito a una struttura plasmatica di piccole dimensioni, luminosa e irregolare, situata nell’atmosfera solare, per la sua somiglianza con le piante terrestri. Questa particolare formazione, identificata per la prima volta nel 1999 dalla missione TRACE della NASA, si sviluppa attorno al centro di un gruppo di macchie solari, dove l’attività magnetica è intensa. Il muschio si estende tra due strati atmosferici, la cromosfera e la corona, e si nasconde sotto le lunghe e sottili corde di plasma note come anelli coronali.
Ricerca sul muschio solare
Per decenni, gli scienziati hanno cercato di comprendere come questa regione muschiosa sia connessa agli strati atmosferici inferiori del Sole e come il materiale in essa contenuto possa essere riscaldato da 10.000 gradi Fahrenheit fino a quasi un milione di gradi Fahrenheit, ovvero 100 volte più caldo della luminosa superficie sottostante. Ora, grazie alle ricerche effettuate con il razzo sonda High Resolution Coronal Imager (Hi-C) e la missione Interface Region Imaging Spectrograph (IRIS) della NASA, gli scienziati hanno ottenuto nuove intuizioni sul meccanismo di surriscaldamento in atto nel muschio.
Progressi nella comprensione del riscaldamento solare
Le osservazioni ottenute da questi strumenti, combinate con complesse simulazioni 3D, hanno rivelato che le correnti elettriche potrebbero contribuire al riscaldamento del muschio. In questa regione si trova un groviglio di linee di campo magnetico, simili a spaghetti invisibili. Questo intreccio di spaghetti magnetici genera correnti elettriche che possono aiutare a riscaldare il materiale a un’ampia gamma di temperature, da 10.000 a un milione di gradi Fahrenheit. Questo riscaldamento locale nel muschio sembra verificarsi in aggiunta al calore proveniente dalla corona sovrastante, che raggiunge temperature di diversi milioni di gradi. Questa intuizione, pubblicata sulla rivista Nature Astronomy il 15 aprile, può aiutare gli scienziati a comprendere la questione più ampia del perché l’intera corona del Sole sia molto più calda della superficie.
Ricerche future e missioni
“Grazie alle osservazioni ad alta risoluzione e alle nostre avanzate simulazioni numeriche, siamo in grado di risolvere parte di questo mistero che ci ha confuso per l’ultimo quarto di secolo”, ha affermato l’autore Souvik Bose, scienziato ricercatore presso il Lockheed Martin Solar and Astrophysics Laboratory e Bay Area Environmental Institute, NASA’s Ames Research Center in California’s Silicon Valley. “Tuttavia, questo è solo un pezzo del puzzle; non risolve l’intero problema.”
Per una comprensione completa di come la corona e il muschio vengano riscaldati, sono necessarie ulteriori osservazioni. Alcune sono previste a breve: Hi-C è programmato per essere lanciato nuovamente questo mese per catturare un brillamento solare, e potrebbe anche catturare un’altra regione muschiosa insieme a IRIS. Tuttavia, per ottenere osservazioni che possano affrontare pienamente il riscaldamento della corona e del muschio, scienziati e ingegneri stanno lavorando allo sviluppo di nuovi strumenti a bordo della futura missione MUlti-slit Solar Explorer (MUSE).
IRIS e TRACE fanno parte del Programma Explorers della NASA.