Nella regione degli Emirati Arabi Uniti, un evento meteorologico straordinario ha segnato un nuovo record per il paese con precipitazioni che hanno superato ogni precedente misurazione. Martedì, gli Emirati hanno assistito a un acquazzone senza precedenti, con una pioggia torrenziale che ha raggiunto i 254 mm ad Al-Ain, nell’emirato di Abu Dhabi, in meno di 24 ore. Questo è stato il massimo quantitativo di pioggia registrato dal 1949, anno in cui hanno avuto inizio le misurazioni ufficiali da parte del National Meteorology Center (NMC).
La situazione in Oman, paese vicino, è stata ugualmente grave, con 19 vittime a causa delle piogge intense degli ultimi giorni. Tra queste, 10 erano scolari coinvolti in un tragico incidente stradale. Il dolore e il cordoglio hanno attraversato le frontiere nazionali, con condoglianze che sono state espresse da figure di rilievo come il re Salman dell’Arabia Saudita e il principe ereditario Mohammed bin Salman.
Anche in altre nazioni del Golfo, come Bahrein, Qatar e Arabia Saudita, si sono registrate piogge, ma gli Emirati e Oman hanno risentito delle condizioni meteorologiche più severe. Le inondazioni hanno sommerso strade e quartieri, causando notevoli disagi alla vita quotidiana. Uno dei metodi utilizzati per tentare di mitigare la siccità, e che potrebbe avere avuto un ruolo nelle abbondanti precipitazioni, è stato il “cloud seeding”, una tecnica di modificazione del clima che mira a indurre la pioggia.
Questo metodo è particolarmente rilevante negli Emirati Arabi Uniti, dove il fabbisogno idrico è coperto in gran parte da impianti di desalinizzazione ad alto consumo energetico. Le autorità sfruttano la semina delle nuvole per incrementare le scorte di acqua sotterranea, ormai in diminuzione. Secondo quanto riferito dai media locali, l’NMC aveva condotto sei o sette voli per la semina delle nuvole prima dell’inizio delle precipitazioni. Queste operazioni sono state confermate anche nelle ultime 24 ore prima dell’ondata di maltempo, con la promessa di un abbassamento delle temperature.
L’intensità delle piogge ha colto di sorpresa anche la città di Dubai, dove solitamente l’accumulo annuale di pioggia all’aeroporto internazionale si attesta sui 94,7 mm. Solo nella giornata di martedì, sono stati registrati più di 142 mm di pioggia, causando notevoli interruzioni al traffico aereo. Dubai International, uno degli aeroporti più affollati del mondo, ha subito ritardi significativi e la deviazione di numerosi voli, con grandi difficoltà per passeggeri e personale. La compagnia aerea di bandiera, Emirates, ha dovuto gestire numerosi ritardi, sia in partenza che in arrivo, e ha invitato i viaggiatori a verificare lo stato del loro volo prima di dirigersi verso l’aeroporto.
Le conseguenze delle inondazioni non si sono limitate agli aeroporti. Un anziano cittadino emiratino è deceduto nell’emirato di Ras Al-Khaimah, nel nord del paese, quando il suo veicolo è stato travolto da una piena improvvisa. Le immagini diffuse dai media e dai post sui social media hanno mostrato danni estesi, con strade interrotte e abitazioni allagate.
Le autorità hanno reagito cancellando le lezioni scolastiche e istituendo il lavoro da remoto per il giorno seguente, nel tentativo di garantire la sicurezza di tutti i cittadini. Nonostante la pioggia sia un evento raro negli Emirati, una nazione prevalentemente arida della penisola arabica, essa si manifesta occasionalmente nei mesi invernali, quando le temperature sono più miti. Tuttavia, la mancanza di un sistema di drenaggio adeguato, dovuta alla sporadicità delle piogge, rende il paese particolarmente vulnerabile alle inondazioni quando queste si verificano.