Troppe volte, durante l’Inverno, abbiamo reputato le dinamiche atmosferiche in grado di stravolgere le condizioni meteo climatiche. Troppe volte, nel corso dell’Inverno, abbiamo dato peso agli assalti al Vortice Polare. Per poi, come ben saprete, rimanere delusi…
Le apparenze, ahi noi, hanno ingannato tantissime persone. In primi tanti addetti ai lavori, che confidavano in dinamiche capaci di consegnarci un Inverno differente. Differente dai due precedenti e non che ci volesse tanto, d’altronde stiamo parlando del nulla assoluto. Nulla assoluto che si è materializzato per il terzo anno di fila.
Ma tant’è, inutile piangere sul latte versato, quel che dobbiamo assolutamente fare è lasciarci alle spalle l’Inverno. Ora spazio alla Primavera, spazio al cambiamento stagionale, spazio alle tipiche turbolenze del passaggio di testimone. Sì, perché ormai ci siamo e i segnali sono evidenti, tangibili, sotto gli occhi di tutti.
Però attenzione, abbiamo deciso che le apparenze non contano. Le premesse sono ottime, è vero, ma di questi tempi la cosa migliore da fare è navigare a vista. Procedere, come si suol dire, step by step e non lasciarsi ingannare da proiezioni modellistiche mirabolanti.
Non che ce ne siano, sia chiaro, perlomeno non in questo momento. Piuttosto scorgiamo proiezioni votate alla normalità stagionale e di questi tempi parlare di normalità è grasso che cola. Normalità dal punto di vista pluviometrico, normalità dal punto di vista termico, vale a dire ciò che serve.
Ciò che serve dopo un Inverno inutile, dopo un Inverno assolutamente fuori da ogni logica. Ma ora siamo in Primavera e verrebbe da esclamare “finalmente”. Ciò che conta, quindi, non è l’apparenza, ciò che conta sono i fatti e i fatti in questo momento ci dicono che il quadro meteo climatico è cambiato.