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La scoperta di antiche incisioni rupestri rivela la presenza umana in Amazzonia 12.600 anni fa

Recenti studi condotti su due siti preistorici situati nella regione amazzonica colombiana hanno portato alla luce nuove prove che attestano la presenza umana in questa zona già 12.600 anni fa. Analizzando i diversi strati del suolo, i ricercatori sono riusciti a ricostruire la storia di lungo periodo di questi insediamenti, scoprendo che gli antichi abitanti iniziarono a realizzare arte rupestre più di 10.000 anni fa e, successivamente, si dedicarono all’agricoltura circa 8.000 anni dopo.

 

La migrazione umana verso il Sud America rappresenta uno dei grandi movimenti della storia dell’umanità, ma fino ad ora poco si sapeva del loro arrivo nell’ecosistema amazzonico. Tuttavia, i recenti scavi hanno contribuito a colmare questa lacuna, non solo anticipando la data del loro arrivo rispetto a quanto precedentemente ipotizzato, ma fornendo anche nuove informazioni sulle loro vite e sulle loro traiettorie storiche durante l’Olocene.

 

Le due aree di riparo sotto roccia, scoperte dal team di ricerca durante il lavoro sul campo nel 2017 e nel 2018, fanno parte di una serie di insediamenti nella regione di Serranía La Lindosa, ai margini dell’Amazzonia. È qui che i ricercatori hanno trovato una delle più grandi collezioni di arte rupestre preistorica al mondo, che si estende per 13 chilometri lungo una parete rocciosa.

Le antiche opere d’arte, dipinte in ocra rossa, raffigurano alcune delle megafaune ormai estinte che abitavano la regione durante l’era glaciale, tra cui mastodonti e bradipi giganti. Tuttavia, fino ad ora, poco si sapeva di ciò che accadeva nel sito durante i migliaia di anni in cui fu utilizzato.

 

Le prime tracce di attività umana

Studiando la distribuzione di strumenti in pietra, carbone e rifiuti alimentari in diversi strati del suolo, i ricercatori sono stati in grado di identificare quattro ondate di attività. La prima di queste corrisponde al tardo Pleistocene e all’inizio dell’Olocene, da circa 12.600 a 10.000 anni fa.

Le prove della macinazione dell’ocra rossa si trovano in questi strati, suggerendo che la pratica di dipingere le pareti iniziò con i primi abitanti di Serranía La Lindosa. Tutti i ripari sotto roccia mostrano dipinti in ocra fin dalle prime occupazioni, indicando che quei pionieri stavano anche registrando e interpretando questo nuovo mondo che incontravano.

Queste prime pitture potrebbero benissimo registrare le origini di una visione del mondo amazzonica e di un modo di vedere e vivere il mondo. Basandosi sui resti animali presenti nel sito, gli autori dello studio sono stati in grado di dedurre che i primi occupanti si cibavano di piranha, capibara, serpenti, coccodrilli, caimani e tartarughe, tra le altre specie.

 

Le fasi successive dell’occupazione

Le fasi successive di occupazione sono state datate all’inizio e alla metà dell’Olocene (9.500-5.900 anni fa), all’inizio del tardo Olocene (4.100-3.700 anni fa) e al tardo Olocene (3.000-300 anni fa). Solo durante quest’ultima fase gli autori dello studio hanno identificato la presenza di Terra Preta Amazzonica, un tipo di suolo super-fertile coltivato dagli antichi agricoltori in tutta la regione amazzonica.

Curiosamente, i ripari sotto roccia sembrano essere stati abbandonati per migliaia di anni durante il medio Olocene, tra circa 6.000 e 4.000 anni fa. La ragione di questo abbandono è attualmente poco chiara, scrivono gli autori, che spiegano anche come simili desertificazioni siano note per essere avvenute in altri siti amazzonici durante questo periodo.

 

La continuità della presenza umana in Amazzonia

Riassumendo i risultati del team, l’autore dello studio José Iriarte ha affermato che i risultati stabiliscono con certezza che l’occupazione umana di Serranía La Lindosa iniziò nel tardo Pleistocene, circa 12.600 anni fa, e continuò fino al XVII secolo.

Il numero eccezionale di ripari sotto roccia trovati nella regione con prove di abitazione umana suggerisce che quest’area era un paesaggio attraente per i gruppi di cacciatori-raccoglitori, dove potevano accedere a risorse di foresta tropicale dominata dalle palme, savana e risorse fluviali.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Quaternary Science Reviews.

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