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In un’estate anormalmente calda su tutto il Paese, ci sono state aree dove, però, è piovuto discretamente, nonostante il caldo torrido, soprattutto nella seconda parte della stagione. In particolare su diverse regioni centro-settentrionali, specie tra Umbria, Lazio orientale, Toscana e Appennino settentrionale, su buona parte dei settori alpini e prealpini e, localmente, anche sul sud-est del Piemonte, sul Pavese, sulle medio-alte pianure lombarde, sulla pianura veneta e friulana, le piogge del mese di Agosto sono state nella norma o spesso sopra norma, anche in maniera abbondante. Piogge sopra norma addirittura anche sulla Sicilia centro-meridionale, specie sulle province di Enna e Caltanissetta, sul Catanese occidentale e sull’Agrigentino, qui magari per eventi corposi in untà di tempo circoscritta. Tempo caldo e anche piuttosto siccitoso sul resto dell’Italia.

Il mese di Settembre in corso, oramai anch’esso quasi alle battute finali, ha continuato a vedere piogge abbastanza ricorrenti sui settori centro-settentrionali, spesso in norma o anche sopra norma, e un tempo, invece, piuttosto siccitoso sul Sud peninsulare e sul medio e basso Adriatico. Molti italiani di queste aree meridionali e del medio e basso Adriatico, dove la pioggia ha sostanzialmente latitato e anche parecchio, ripongono le speranze di una “compensazione del deficit idrico” in questa stagione autunnale che, oramai tra una manciata di ore, vedrà anche l’esordio astronomico. E, in questo senso, gli ultimi aggiornamenti mensili del centro di calcolo europeo sono abbastanza confortanti.

Un corridoio depressionario dall’Atlantico fino all’Italia

Come rappresentato, in linea di massima, nell’immagine di copertina, l’andamento barico medio atteso per il prossimo mese di Ottobre, per di più a conferma di quanto già prospettato in una precedente elaborazione mensile riferita sempre a Ottobre, computa un corridoio depressionario piuttosto attivo dall’Atlantico centrale, attraverso il settore francese e iberico, fino al Mediterraneo centrale e all’Italia. Un flusso atlantico basso, computato come abbastanza persistente, che arrecherebbe verso il territorio italiano perturbazioni a ripetizione, dunque con instabilità decisamente ricorrente, stando alle simulazioni del Centro di Calcolo Europeo ECMWF.

Sulla base delle medie bariche prospettate, in particolare il settore mediterraneo centro-occidentale e ancor di più l’area tra Baleari, Algeria settentrionale, Sicilia e Sardegna, potrebbe vedere il fulcro depressionario: questo settore del nostro bacino sarebbe quindi la fucina dei sistemi perturbati, i quali avanzerebbero verso est in un flusso di correnti portanti mediamente meridionali o sud-occidentali. Dunque, prospettive di una circolazione ciclonica costantemente attiva che, in considerazione anche delle acque superficiali marine piuttosto calde, sarebbe responsabile di piogge diffuse e spesso anche abbondanti oltre che violente su molte aree italiane.

Dove pioverà di più a Ottobre e cosa aspettarsi dalle temperature

Stando alle simulazioni matematiche, a ricevere quantitativi d’acqua più spesso sopra le medie tipiche di Ottobre (si veda l’immagine interna con l’anomalia delle piogge) saranno tutti i settori centro-meridionali e parte di quelli settentrionali, qui soprattutto l’Emilia-Romagna, la Lombardia centro-meridionale e, localmente, qualche settore all’estremo sud del Veneto e nel sud-est del Piemonte. Piogge sopra norma anche su buona parte delle Isole Maggiori.

Da rilevare, invece, una proiezione di piogge sotto media, seppur comunque presenti a fasi alterne, su buona parte del Piemonte, sulle Alpi e sulle Prealpi in genere, tra la Toscana nord-occidentale e la Liguria centro-orientale, e piogge nella norma sul resto del Nord. Spicca, anche, un possibile surplus di pioggia importante su alcuni settori meridionali, come la Campania meridionale, la Lucania sud-occidentale e l’estremo nord-ovest della Calabria, oltre che su buona parte della Calabria ionica centro-meridionale e della Sicilia meridionale: su queste aree anche piogge fino al 50% in più, un segnale che, come già emerso di recente, potrebbe tradursi anche in fenomeni localmente intensi.

Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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