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La scoperta dei lampi radio veloci

Recenti osservazioni effettuate dai telescopi a raggi X della NASA hanno fornito nuove e importanti informazioni sui lampi radio veloci (FRB),⁣ eventi cosmici potenti e brevi che​ hanno da tempo incuriosito gli astronomi. Analizzando un lampo radio veloce proveniente​ da un magnetar all’interno della nostra galassia, gli scienziati hanno fatto progressi nella comprensione di questi fenomeni, rivelando rapidi cambiamenti nel comportamento del magnetar che potrebbero⁤ spiegare⁤ come gli FRB vengano‍ generati.

Utilizzando due⁢ dei telescopi a raggi X ⁤dell’agenzia, i ricercatori sono stati in grado di osservare da vicino il comportamento irregolare ⁣di una stella morta ⁢mentre emetteva un lampo luminoso e breve di onde radio.⁤ Questa osservazione senza precedenti ha messo gli scienziati sulla ‌strada giusta per comprendere meglio questi ⁣eventi radio​ estremi.

Sebbene durino solo ​una‍ frazione di secondo, i lampi ⁢radio veloci‌ possono rilasciare circa tanta energia quanto⁣ il Sole ⁢in​ un anno. La loro ‍luce forma anche un fascio simile ⁣a ‍un laser, distinguendoli⁢ da esplosioni cosmiche più caotiche.

 

La fonte dei ‍lampi radio veloci

A causa della loro ‌brevità, è spesso difficile individuare la loro​ origine. Prima del 2020,‌ quelli che ⁢erano⁢ stati tracciati fino alla loro fonte provenivano al di fuori della nostra galassia, troppo lontani perché gli astronomi potessero vedere cosa ⁢li aveva creati. Poi, un lampo radio veloce è scoppiato nella galassia⁣ della Terra, originando ‌da un⁤ oggetto estremamente denso chiamato​ magnetar, i⁣ resti​ collassati di una ‍stella esplosa.

 

Comprendere il comportamento dei⁤ magnetar

Nell’ottobre 2022, lo stesso magnetar, chiamato SGR⁢ 1935+2154,⁢ ha prodotto un altro ​lampo ‌radio veloce, questa volta studiato in⁢ dettaglio dal NICER (Neutron Star Interior Composition Explorer) sulla Stazione Spaziale Internazionale e ⁣dal NuSTAR (Nuclear Spectroscopic Telescope Array) in orbita terrestre bassa. I telescopi hanno osservato‍ il magnetar per ore, cogliendo uno scorcio di ciò che è accaduto sulla superficie dell’oggetto sorgente e nei suoi ⁣immediati⁤ dintorni,⁣ prima e ⁣dopo il lampo radio veloce. I risultati, descritti in un nuovo studio pubblicato il 14 febbraio sulla rivista Nature, ‍sono un esempio di come i telescopi della NASA possano ⁤lavorare insieme per osservare e seguire eventi di⁤ breve durata nel ⁣cosmo.

Nel tentativo di ricostruire esattamente come i ‌magnetar producano i ⁤lampi radio veloci, gli​ scienziati devono considerare ⁢molte variabili. Ad esempio, i magnetar (che⁣ sono un tipo di stella di neutroni) ​sono così densi che un cucchiaino del loro materiale peserebbe circa un miliardo di tonnellate sulla Terra. Una tale alta densità‌ significa anche una forte attrazione gravitazionale: ⁢un marshmallow che cade su una‍ tipica stella di neutroni⁤ impatterebbe con la forza di una bomba atomica primordiale.Le implicazioni per la ricerca futura

Ma ⁢avendo osservato solo uno di questi⁤ eventi in tempo reale, il team non può⁢ ancora dire con certezza quali di questi fattori (o⁢ altri, come il potente campo magnetico ⁢del magnetar) possano portare alla produzione di un ‌lampo ‌radio veloce. Alcuni potrebbero non‌ essere affatto​ collegati al lampo.

“Abbiamo indubbiamente‌ osservato qualcosa di importante per ⁤la ⁣nostra comprensione dei lampi radio veloci”, ha⁣ detto George Younes, ricercatore presso il Goddard Space Flight Center della NASA e membro del team scientifico del NICER specializzato in magnetar. “Ma ⁤penso⁤ che abbiamo ancora bisogno di molti più dati per completare il mistero.”

 

Ulteriori informazioni sulla missione

Una missione‌ Small ⁣Explorer guidata dal ‌Caltech e gestita dal ​Jet Propulsion Laboratory della NASA in California meridionale per la Science Mission⁣ Directorate dell’agenzia a Washington, NuSTAR è stata ⁤sviluppata⁣ in collaborazione con la​ Danish Technical⁣ University e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).‍ La navicella spaziale è stata costruita dalla Orbital Sciences ⁤Corp. in Dulles, Virginia.⁣ Il centro operativo della missione di NuSTAR si trova presso ⁣l’Università​ della California, Berkeley, e l’archivio ufficiale dei dati si⁣ trova presso il High Energy Astrophysics ‌Science‍ Archive Research ⁢Center del‍ Goddard Space Flight Center della NASA. ASI⁢ fornisce la stazione di terra della‍ missione e un archivio⁣ dati ⁣speculare. Il Caltech gestisce il JPL per la NASA.

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