La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, situata in Giappone, è attualmente la più grande centrale nucleare al mondo. Nonostante la sua imponente capacità, i suoi reattori sono rimasti spenti per diversi anni a causa di una serie di disastri e controversie. Tuttavia, recenti sviluppi suggeriscono che questa situazione potrebbe presto cambiare.
La storia della centrale di Kashiwazaki-Kariwa
La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa si trova su un sito di 404 ettari tra le città di Kashiwazaki e Kariwa nella prefettura di Niigata, lungo la costa dell’isola principale del Giappone, Honshu. Il suo primo reattore ha iniziato a produrre energia nel 1985, mentre l’ultimo è entrato in funzione nel 1994.
La centrale è gestita dalla Tokyo Electric Power Company (TEPCO), la più grande azienda di servizi elettrici in Giappone, che gestisce anche la centrale nucleare di Fukushima Daiichi (o, al giorno d’oggi, le operazioni di pulizia lì).
Composta da sette unità di reattori ad acqua bollente, Kashiwazaki-Kariwa ha una potenziale produzione totale di 8,212 milioni di kilowatt. Tuttavia, l’imponente centrale è attualmente inattiva.
Le difficoltà della centrale
La centrale di Kashiwazaki-Kariwa è stata colpita dal terremoto offshore di Chūetsu nel 2007, costringendo TEPCO a spegnere i suoi reattori per quasi due anni. Due reattori sono stati temporaneamente riavviati, ma sono stati spenti di nuovo nel 2012 in seguito al disastro di Fukushima un anno prima, che ha provocato la chiusura totale di tutte le centrali nucleari in Giappone.
Mentre il Giappone ha da allora riaperto alcune delle sue centrali nucleari, quelle di Kashiwazaki-Kariwa sono rimaste inattive per quasi 12 anni.
La possibile riapertura
Secondo alcune recenti notizie, la centrale è di nuovo sulla strada per la riapertura. Nel dicembre 2023, i regolatori della sicurezza nucleare giapponesi hanno revocato un divieto operativo imposto alla centrale di Kashiwazaki-Kariwa due anni prima.
L’Autorità di Regolamentazione Nucleare del Giappone aveva impedito a TEPCO di operare Kashiwazaki-Kariwa nel 2021 dopo che erano stati evidenziati numerosi problemi di sicurezza. Persone non autorizzate erano state segnalate per essere entrate in “aree sensibili” della struttura, sollevando preoccupazioni sulla vulnerabilità della centrale ad attacchi terroristici.
Dopo aver migliorato i suoi sistemi di gestione della sicurezza, TEPCO potrà ora richiedere il permesso locale per riavviare le operazioni alla centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa.
Le sfide da superare
Tuttavia, ci sono ancora molte difficoltà da superare prima che Kashiwazaki-Kariwa possa tornare a produrre energia. Molte persone in Giappone diffidano di TEPCO a causa della loro gestione del disastro di Fukushima, inoltre i residenti di Kashiwazaki e Kariwa rimangono preoccupati per la presenza di centrali nucleari nei loro quartieri.
Ulteriori dubbi sono stati seminati nel maggio 2023 quando un dipendente ha lasciato un mucchio di documenti importanti sul tetto della sua auto prima di partire, perdendone molti in un vortice di carta. Oltre a perdere ulteriore fiducia tra i residenti, l’incidente ha ulteriormente eroso la fiducia del regolatore in TEPCO.
Il contesto globale dell’energia nucleare
A livello globale, l’energia nucleare si trova a un bivio. Alcuni paesi, in particolare nell’Europa occidentale, sono attualmente in procinto di eliminare gradualmente la loro energia nucleare a causa di preoccupazioni a lungo termine sulla sicurezza. Ad esempio, la Germania ha chiuso la sua ultima centrale nucleare nel 2023.
D’altra parte, l’energia nucleare è vista come una fonte energetica sempre più promettente, capace di produrre enormi quantità di elettricità senza produrre direttamente le emissioni di anidride carbonica che portano al cambiamento climatico. Molti sostengono che le centrali nucleari di nuova generazione potrebbero essere un’arma inestimabile per scongiurare il peggio della crisi climatica.
In Asia, il numero di centrali nucleari è in aumento. A gennaio 2023, 10 delle 15 più grandi centrali nucleari al mondo in base alla capacità erano situate in Asia, in particolare in Corea del Sud e Cina.