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Comprendere l’evoluzione del permafrost, a detta degli studiosi, è essenziale per capire come il degrado dell’ecosistema artico e di altre aree ghiacciate del Pianeta influenzeranno l’andamento climatico dell’emisfero settentrionale in particolare nei prossimi decenni.

I ricercatori dell’ESA stanno monitorando l’evoluzione e hanno condiviso un video che mostra l’andamento negli ultimi anni. Ma che cos’è il permafrost? Il permafrost è il nome dato a quella porzione di terreno permanentemente ghiacciato, quindi terreni ubicati in zone di montagna e ad alte latitudini come le regioni polari dell’Artico, l’Antartico e l’area circumpolare. Si stima che il 20% della superficie terrestre sia permafrost (congelato).

Permafrost in serio pericolo
Il permafrost contiene grandi quantità di carbonio.

Sotto questa superficie ghiacciata, i suoli custodiscono grandi quantità di carbonio immagazzinate durante il primo stadio dell’ultima glaciazione.

Secondo diversi autorevoli studi, un equivalente stimato in 5 volte la quantità di carbonio emessa dalle attività umane dal 1850, potrebbe essere immagazzinato nel terreno ghiacciato dell’Artico. Stiamo parlando di un volume di gas che se rilasciato potrebbe alterare pesantemente l’equilibrio termico dell’atmosfera.

Nel video succitato, che poi andremo anche a condividere con voi, possiamo valutare visivamente l’evoluzione del permafrost dal 2003 al 2017, un periodo durante il quale la fusione del permafrost ha coinvolto gran parte della regione artica.

Ciononostante i ricercatori hanno tenuto a precisare come sussista una chiara variabilità nell’estensione del permafrost e sebbene i dati fin qui raccolti forniscano informazioni utili sulla variabilità interannuale per un periodo di 14 anni, al momento non è assolutamente corretto trarre conclusioni sulle tendenze climatiche future.

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