La missione OSIRIS-REx e il campione dell’asteroide Bennu
Il team di cura della NASA presso il Johnson Space Center di Houston ha recentemente raggiunto un importante traguardo nella missione OSIRIS-REx. Gli ingegneri sono riusciti a rimuovere due fermi dal meccanismo di acquisizione del campione dell’asteroide Bennu, che impedivano l’accesso al resto del materiale raccolto. Questo passo avvicina il team alla completa disassemblazione del meccanismo, noto come TAGSAM (Touch-and-Go Sample Acquisition Mechanism), e alla rivelazione del restante campione di rocce e polvere.
La sfida dei fermi e la soluzione innovativa
La rimozione dei fermi non è stata un’impresa semplice. Durante il processo di disassemblaggio, iniziato a metà ottobre, si è scoperto che due dei 35 fermi non potevano essere rimossi con gli strumenti approvati per l’uso all’interno della glovebox di OSIRIS-REx. Di fronte a questo ostacolo, il team ha progettato e realizzato due nuovi strumenti multi-parte, che includono punte su misura realizzate in acciaio inossidabile chirurgico non magnetico, il metallo più duro approvato per l’uso nelle glovebox di curation.
“Oltre alla sfida di progettare strumenti limitati ai materiali approvati per la curation, per proteggere il valore scientifico del campione dell’asteroide, questi nuovi strumenti dovevano anche funzionare all’interno dello spazio ristretto della glovebox, limitando la loro altezza, peso e movimento potenziale,” ha spiegato la Dr. Nicole Lunning, curatrice di OSIRIS-REx presso Johnson. “Il team di curation ha dimostrato una notevole resilienza e ha svolto un lavoro incredibile per rimuovere questi fermi ostinati dal TAGSAM, permettendoci di continuare il disassemblaggio. Siamo estremamente soddisfatti del successo ottenuto.”
Il processo di test e la raccolta del campione
Prima della rimozione riuscita, il team ha testato i nuovi strumenti e le procedure di rimozione in un laboratorio di prova. Dopo ogni test riuscito, gli ingegneri aumentavano i valori di coppia di serraggio e ripetevano le procedure di test fino a quando non erano sicuri che i nuovi strumenti avrebbero raggiunto la coppia necessaria, minimizzando il rischio di danni al TAGSAM o di contaminazione del campione.
Nonostante non fosse possibile disassemblare completamente il TAGSAM, il team di curation aveva già raccolto 70,3 grammi di materiale dell’asteroide, superando l’obiettivo dell’agenzia di portare almeno 60 grammi sulla Terra. Hanno soddisfatto tutte le richieste di campioni ricevute dal team scientifico di OSIRIS-REx finora e hanno sigillato ermeticamente parte del campione di Bennu per una migliore conservazione nel lungo periodo (ad esempio, per decenni), conservando alcuni campioni a temperatura ambiente e altri a -80 gradi Celsius.
Il futuro della missione e la condivisione della scoperta
La prossima primavera, il team di curation pubblicherà un catalogo dei campioni di OSIRIS-REx, che sarà disponibile alla comunità scientifica globale. Questo rappresenta un passo fondamentale per la condivisione delle scoperte e per l’avanzamento della ricerca scientifica.
La visibilità del campione e le prossime fasi
Dopo alcuni ulteriori passaggi di disassemblaggio, il campione di massa sarà completamente visibile. A quel punto, gli specialisti dell’immagine scatteranno foto ad altissima risoluzione del campione mentre è ancora all’interno del TAGSAM. Successivamente, il campione sarà rimosso, pesato e il team potrà determinare la massa totale del materiale di Bennu catturato dalla missione.
La conservazione del campione e la sua importanza
La conservazione del campione di Bennu è di fondamentale importanza per la ricerca futura. Alcuni campioni sono stati sigillati ermeticamente per preservarli nel tempo, mentre altri sono stati conservati a temperature controllate. Queste precauzioni assicurano che il campione rimanga incontaminato e disponibile per gli studi scientifici per decenni a venire.
In conclusione, la missione OSIRIS-REx e il campione dell’asteroide Bennu rappresentano un tesoro di informazioni per la comunità scientifica. Il successo nel superare gli ostacoli tecnici e la cura nella conservazione del campione aprono la strada a nuove scoperte e a una migliore comprensione del nostro sistema solare.