Preparativi pre-lancio di Proba-3
Visita ai satelliti
Prima del lancio congiunto dei due satelliti previsto per quest’anno, gli scienziati che utilizzeranno le osservazioni di Proba-3 hanno avuto l’opportunità di vedere i satelliti di persona. Questo team testerà l’hardware sviluppato per la missione durante un’eclissi solare terrestre che avrà luogo nell’America settentrionale il prossimo aprile.
Integrazione finale
I due satelliti stanno attualmente completando l’integrazione finale presso le strutture di Redwire vicino ad Anversa, in Belgio. Hanno ricevuto la visita del Proba-3 Science Working Team, un gruppo di 45 fisici solari provenienti da tutta Europa e dal resto del mondo.
Design e tecnologia innovativi
Hardware e precisione
“L’hardware del satellite era davvero impressionante da vicino,” spiega Joe Zender, scienziato del progetto Proba-3 dell’ESA. “Mi ha colpito particolarmente quanto la testa della telecamera sul satellite Coronagraph sia vicina all’array solare, a meno di un metro di distanza. Mentre l’array si affida ad un’alta illuminazione solare, la telecamera deve rimanere in completa oscurità, senza alcuna luce parassita. Questo rende evidente quanto sia necessario mantenere con precisione quell’ombra piccola proiettata dall’Occulter.”
Un approccio unico
Presente anche il noto astrofisico statunitense Russell Howard dell’Università Johns Hopkins Applied Physics Lab, che ha svolto un ruolo di primo piano nelle missioni Parker Solar Probe della NASA e SOHO dell’ESA-NASA: ”Le navicelle spaziali sono più piccole di quelle con cui ho lavorato in precedenza, principalmente perché si tratta di un singolo imager solare con due strumenti molto più piccoli. Ma il concetto della missione è così unico: posizionare un occulter a 150 metri dal telescopio per consentire l’imaging estremamente vicino al lembo del Sole non è mai stato fatto prima, come se il satellite Occulter fosse una mini-Luna. Non vedremo così vicino al lembo solare come durante un’eclissi terrestre, ma avere tali immagini per ore rispetto alla durata di 5-10 minuti di un evento di eclissi sarà spettacolare.”
Strategia e sfide della missione
Preparativi e confronto con strumenti esistenti
Proseguendo verso l’Osservatorio Reale del Belgio a Bruxelles, il team ha discusso i preparativi per la missione, inclusi i piani per elaborare e distribuire i suoi dati, pianificare co-osservazioni con altre missioni spaziali e valutare le prestazioni relative di Proba-3 rispetto agli strumenti ‘coronagrafi’ esistenti impiegati per le osservazioni coronali.
Obiettivi scientifici e strumenti
“Le ruote dei filtri consentono l’osservazione della corona sotto diversi angoli di polarizzazione, come cambiare tra diversi occhiali da sole polarizzati,” aggiunge Joe. “Il bello di osservare durante un’eclissi reale è che non avremo bisogno di alcun occulter, per ottenere un’idea del tipo di risultati che otterremo da Proba-3.”
Il team scientifico ha anche discusso il secondo strumento di Proba-3, il Digital Absolute Radiometer, DARA, che misurerà l’irradianza solare totale, ovvero quanta energia emette il Sole in un dato momento.
“Supponendo che l’output del Sole influenzi il clima terrestre, è importante misurare qualsiasi variazione il più precisamente possibile,” sottolinea Joe.