La migrazione umana in Europa: nuove scoperte sui primi insediamenti
Un recente studio si è concentrato sull’analisi di frammenti di cranio vecchi di 36.000 anni, rinvenuti in Crimea, per esaminare le prime migrazioni umane in Europa. Questi reperti collegano i primi coloni alla cultura Gravettiana, dimostrando il loro ruolo fondamentale nella formazione della civiltà europea antica.
Le origini della migrazione umana in Europa
Prima dell’insediamento permanente degli umani moderni in Europa, altre popolazioni umane migrarono dall’Africa verso il continente europeo circa 60.000 anni fa. Tuttavia, questi gruppi non stabilirono insediamenti a lungo termine. Intorno a 40.000 anni fa, una significativa crisi climatica, unita a una super-eruzione proveniente dalla regione vulcanica dei Campi Flegrei, vicino all’attuale Napoli, portò a una diminuzione delle popolazioni europee di quel periodo.
La scoperta dei primi insediamenti umani moderni in Europa
Per determinare chi fossero i primi umani moderni a stabilirsi definitivamente in Europa, un team di scienziati del CNRS ha analizzato il genoma di due frammenti di cranio provenienti dal sito di Buran Kaya III in Crimea, datati a 36.000 e 37.000 anni fa. Confrontando questi dati con le sequenze di DNA presenti nelle banche dati del genoma umano, hanno rivelato una stretta parentela genetica tra questi individui e gli europei attuali e antichi, in particolare quelli associati alla cultura Gravettiana, nota per la produzione di figurine femminili chiamate “Venere”, il cui apice in Europa si colloca tra i 31.000 e i 23.000 anni fa.