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Nei precedenti articoli, abbiamo delineato le prime tendenze stagionali, basate su indici teleconnettivi e altri fattori che possono influenzare l’inverno. L’evoluzione meteo è chiaramente incerta, ma sembra delinearsi un inverno dinamico e turbolento, con varie occasioni di freddo e neve anche sul Mediterraneo.

Inverno turbolento in vista

Questo è in parte dovuto al vortice polare, in difficoltà da oltre un mese e che sembra continuerà così nel corso di dicembre. Inoltre, si prevede un riscaldamento stratosferico nelle prossime settimane, che potrebbe influenzare la struttura del vortice polare nella seconda metà dell’inverno.

 

Addirittura il vortice polare potrebbe essere soggetto a ulteriori attacchi nei prossimi mesi, portando a ondate di freddo significative, persino nelle latitudini più temperate, compreso il Mediterraneo.

 

Ma cos’è il vortice polare?

Il vortice polare è un grande vortice di aria fredda che circonda i poli terrestri ad alta quota, tra i 10 e i 50 km di altezza. Questo sistema di bassa pressione costituisce una sorta di “barriera” che trattiene l’aria fredda polare in zone settentrionali, garantendo in parte la stabilità delle regioni più a sud.

 

Durante l’inverno, il vortice polare tende a intensificarsi, aumentando la sua forza e concentrazione di aria fredda. Se il vortice polare è forte e stabile, l’aria fredda rimane confinata nei poli, mantenendo temperature più miti altrove. Tuttavia, quando il vortice polare si indebolisce o subisce “scomposizioni” a causa di fattori come l’irruzione di onde di Rossby o cambiamenti nella stratosfera, l’aria fredda polare può “sfuggire” verso latitudini più basse.

Neve in Abruzzo nel 2012

L’impatto sull’Italia del vortice polare

Influenza sull’Italia: Un vortice polare forte di solito impedisce l’intrusione dell’aria fredda artica nel Mediterraneo. Tuttavia, quando si indebolisce, possono verificarsi modificazioni nell’andamento delle masse d’aria, portando a improvvisi cambiamenti climatici. Questo fenomeno può favorire l’arrivo di ondate di freddo e maltempo anche nelle regioni italiane, causando abbassamenti repentini delle temperature e possibili nevicate anche in quote più basse.

 

I stratwarming

Riscaldamento stratosferico: Si verifica quando lo strato superiore dell’atmosfera terrestre subisce un riscaldamento improvviso, in genere causato da flussi d’aria calda provenienti da regioni equatoriali. Questo riscaldamento può indebolire il vortice polare, portando a una sua frammentazione o separazione. Quando ciò accade, l’aria fredda polare può spostarsi verso latitudini più basse, incluso l’Europa.

 

Impatto in Italia: In caso di un riscaldamento stratosferico di forte entità, il vortice polare può indebolirsi notevolmente o addirittura frammentarsi. Questo scenario potrebbe comportare un cambiamento drastico nelle condizioni meteorologiche italiane, con un aumento delle probabilità di ondate di freddo estremo e abbondanti nevicate, anche in zone solitamente poco soggette a questo tipo di fenomeni.

 

Le conseguenze di un vortice polare indebolito o frammentato sull’Italia possono essere significative, portando a periodi prolungati di freddo intenso, nevicate abbondanti, gelate e possibili disfunzioni nei trasporti e nelle infrastrutture.

 

In sintesi, il vortice polare svolge un ruolo cruciale nel mantenere l’aria fredda polare confinata ai poli. Il suo indebolimento o frammentazione, a seguito di un riscaldamento stratosferico, può comportare conseguenze notevoli sull’Italia, causando cambiamenti repentini nelle condizioni meteorologiche e portando a un inverno più freddo e instabile del normale.

 

Esaminando eventi passati, si riscontrano episodi significativi di riscaldamenti stratosferici tra dicembre e gennaio, che hanno portato a clamorose ondate di gelo in Italia. Ricordiamo l’epica ondata di gelo del febbraio 2012, coinvolgendo gran parte dell’Italia con temperature gelide e nevicate estreme, con accumuli localmente superiori ai 2 metri.

La storica ondata di gelo del 2012

Sono trascorsi dieci anni da febbraio 2012, quando l’Europa fu colpita da un’importante e lunga ondata di freddo, rimane un episodio meteorologico invernale di rilievo degli ultimi anni. Secondo varie fonti, centinaia di persone persero la vita durante quel periodo di gelo. L’Italia si coprì di bianco, con nevicate in zone raramente innevate, come Roma. Seguì un periodo di temperature estremamente basse.

 

Il freddo colpì l’Europa orientale per tre settimane, dalla Russia all’Ucraina, con centinaia di vittime. Anche nei Balcani il freddo fu intenso, con temperature che toccarono i -30°C. In Polonia, Germania e Romania si registrarono temperature fino a -20°C.

In Italia il freddo arrivò già alla fine di gennaio 2012, e ad inizio febbraio iniziarono le nevicate a basse altitudini, dapprima nel nord, poi nel centro e infine nel sud. La neve cadde in zone insolite come la costa tirrenica centrale, arrivando fino al mare. A Roma nevicò due volte, tra il 3-4 e il 10-11 febbraio. La nevicata fece notizia, ma le zone più colpite furono l’Emilia Romagna, le Marche e l’Appennino, in particolare il versante marchigiano, con accumuli fino a diversi metri. In alcune province si registrò la nevicata più intensa degli ultimi cento anni, con accumuli fino a 4,5 metri in collina, 2 metri a Cesena, 3,27 a Urbino e 1,7 a Forlì.

 

In Abruzzo la neve, già presente da fine gennaio, isolò molti centri montani. Nel centro-sud, grandi accumuli sull’Appennino, con neve abbondante anche sul Vesuvio e sui monti Lepini, danneggiando gravemente i boschi di leccio sulle pendici a ridosso del mar Tirreno. Le nevicate continuarono dopo un autunno 2011 piuttosto asciutto in Italia.

 

E febbraio 2024?

Il prossimo febbraio potrebbe rivelarsi un mese molto dinamico grazie ad un vortice polare in grande crisi. Non escludiamo l’arrivo di nuove potenti ondate di freddo capaci di portare neve fin sulle coste del Mediterraneo. Nelle prossime settimane proveremo ad affinare ancor di più queste tendenze in modo da avere un quadro meteo della situazione più chiaro.

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