Monitoraggio del clima: alluvioni mortali in Somalia e caldo record a Tokyo
Negli ultimi giorni, catastrofiche inondazioni hanno colpito la Somalia e i paesi limitrofi, causando la morte di 29 persone e lo spostamento forzato di oltre 300.000 individui dalle loro abitazioni. Si prevede che questi numeri aumenteranno ulteriormente, dato che molte persone sono ancora intrappolate dalle acque alluvionali.
• Le inondazioni in Somalia e Kenya
• Le cause delle inondazioni e l’ondata di calore in Giappone
• El Niño, il Dipolo dell’Oceano Indiano e le inondazioni
• L’ondata di calore in Giappone
Le inondazioni in Somalia e Kenya
La Somalia è stata duramente colpita da queste inondazioni, con un bilancio di vittime che continua a salire e centinaia di migliaia di persone costrette a lasciare le loro case. Le acque alluvionali hanno intrappolato molte persone, rendendo difficile prevedere l’entità finale del disastro.
Anche il Kenya ha subito gravi inondazioni, con 15 morti registrate. Nazanine Moshiri del Gruppo Internazionale di Crisi ha affermato che la causa di queste devastanti inondazioni è l’effetto combinato di due fenomeni meteorologici: El Niño e il Dipolo dell’Oceano Indiano.
Le cause delle inondazioni e l’ondata di calore in Giappone
El Niño, il Dipolo dell’Oceano Indiano e le inondazioni
Entrambi questi fenomeni hanno causato temperature superficiali del mare superiori alla media nella loro fase attuale, portando a un aumento delle precipitazioni durante la stagione dei monsoni dell’Africa orientale, risultando nelle peggiori inondazioni degli ultimi decenni. Queste inondazioni seguono la peggiore siccità della regione negli ultimi 40 anni, che ha esacerbato gli effetti, con un elevato quantitativo di deflusso superficiale dell’acqua rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato.
L’ondata di calore in Giappone
Nel frattempo, a Tokyo sono stati infranti i record di calore questa settimana, quando le temperature hanno raggiunto i 27,5°C il 7 novembre. Questo è stato il giorno di novembre più caldo di Tokyo da quando sono iniziate le registrazioni nel 1875, superando il precedente record di 27,3°C stabilito nel 1923. Questo arriva dopo un autunno insolitamente caldo e un’estate torrida in tutto il Giappone, con Tokyo che ha registrato un record di 142 giorni quest’anno in cui le temperature hanno superato i 25°C.
L’agenzia meteorologica ha attribuito l’estremo calore a un effetto combinato di El Niño e riscaldamento globale, e prevede che le temperature più alte del solito potrebbero persistere per il resto di novembre e fino a dicembre. Si prevede che l’inverno mite comporterà meno nevicate del solito, una previsione che potrebbe deludere molti visitatori delle località invernali del paese. Ci sono state anche segnalazioni di fioriture fuori stagione di girasoli a Chiba, e gli alberi di ginko a Tokyo, noti per il loro fogliame dorato in autunno, non sono ancora diventati gialli.
Ottobre 2023 ha segnato un altro mese record per le temperature globali, con temperature superficiali della terra e dell’oceano che hanno raggiunto livelli senza precedenti, come riportato dal Servizio di Cambiamento Climatico Copernicus dell’UE (C3S). Questo estende una serie di cinque mesi consecutivi con temperature globali record, rendendo molto probabile che il 2023 sarà l’anno più caldo mai registrato.
