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meteo con grande refrigerio
Meteo con grande refrigerio.

Tutti a domandarsi se l’incubo sahariano è finito. In realtà no, siamo ancora nel bel mezzo dell’ondata di calore che ha segnato record su record. Le condizioni meteo faticano a dare cenni di cambiamento, ma il cambiamento ci sarà eccome.

 

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La prossima settimana piomberà l’aria fresca nordica e le temperature crolleranno. Sì, crolleranno, perché perdere 10-15°C in pochi giorni non può non essere definito crollo. Anzi, tracollo, un termine che rende meglio la portata dell’evento. Ma quanto durerà? L’Estate sta dando cenni di stanchezza? Domande lecite, anche perché l’Anticiclone Subtropicale era già stato messo in crisi da una precedente rinfrescata ma poi sappiamo tutti com’è andata…

 

Diciamo che anche stavolta, l‘Estate sembra in grado di potersi ristabilire. Anche rapidamente, carte alla mano il refrigerio potrebbe durare 3-4 giorni, per poi lasciar strada a un nuovo rialzo delle temperature. Sì, ma quanto saliranno? Ce lo state chiedendo in tanti, diciamo che si tornerà a parlare di gran caldo, di afa, di canicola, ma le proiezioni termiche lasciano sperare in qualcosa di meno estremo.

 

Fatto sta che da qui a fine agosto potrebbe non esserci altro spazio per incursioni d’aria fresca. Ipotesi, badate bene, perché alcuni modelli meteo previsionali in realtà lasciano aperta la porta per possibili sorprese. Ma di che genere? Beh, diciamo che stiamo andando incontro al cambiamento stagionale sul Nord Europa e il terremoto barico potrebbe non passare inosservato.

 

Non è un caso, ad esempio, che qualche centro di calcolo stia iniziando a fiutare le pericolosissime gocce fredde. Pericolosissime perché viste le condizioni termiche del Mediterraneo basterebbe anche il più piccolo spiffero d’aria fresca per dar luogo a fenomeni atmosferici eclatanti. Figuriamoci se dovesse giungere realmente un vortice depressionario.

 

Ipotesi che, lo ripetiamo, stiamo vagliando con molta attenzione e possiamo dirvi che le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo. Quindi occhio a sottovalutare gli indizi provenienti dai modelli, poi magari vincerà la possanza dell’Anticiclone ma è giusto tenere focalizzato l’obbiettivo su ogni ipotesi plausibile.

A cura di Ivan Gaddari

 

Integrazione a cura di Federico De Michelis

Come ha scritto il collega  Ivan Gaddari, avremo il refrigerio, ma tutto sommato l’Estate non si romperà, non ci sarà la classica Rottura della stagione estiva, che nella nostra breve vita di redattori meteo da oltre un ventennio, in questo periodo davamo come cosa fatta, certa, immancabile.

 

Non ci sarà la Rottura dell’Estate, un aspetto che potrebbe apparire marginale, ma non lo è. Le previsioni di AccuWeather che abbiamo riportato, ci danno una linea di confronto con altre proiezioni, che sommate alla conoscenza del nostro clima, non mi piacciono affatto. E poi, non mi convince e rassicura la genesi di una sorta mini TLC (ciclone mediterraneo) che si è formato niente di meno che nel Mar Nero, in zona Mar d’Azov, luogo remoto per chi non ha molta dimestichezza con la geografia. Ma questo piccolo mostriciattolo è per me un campanello d’allarme che mi mette in stato di guardia.

 

AccuWeather sostiene che avremo un abbassamento di latitudine delle correnti oceaniche, anche per effetto della La Niña, che nel lontanissimo Oceano Pacifico si rinforzerà e influenzerà anche il prossimo Inverno.

 

Ed ecco che il cervello di un meteorologo malato dei cambiamenti del clima, e preoccupato per quanto vede nel Mondo, è indotto a prospettare il rischio di aree fortemente piovose nei nostri mari in un periodo molto molto distante da oggi. Piogge che andrebbero a colpite parte dell’Italia, dove il fragile territorio risponderebbe con frane, esondazioni di fiumi, danni.

 

Direte che in Italia c’è l’incuria del territorio. Questo è anche vero, inoltre in questo periodo storico i danari servono per curarci, la concentrazione dei governi è indirizzata a salvare vite umane, l’economia più che a pulire il letto di corsi d’acqua attualmente in secca. Per altro, nell’imminenza ci sono altri disastri in atto, con gli incendi che hanno bruciato e bruciano centinaia e centinaia di ettari di bosco e macchia mediterranea.

 

Tutto questo ha un molteplice effetto: in caso di nubifragi, di piogge intense, non ci sarà la vegetazione per rallentare la discesa dell’acqua a valle, ed il suolo è impermeabilizzato dalle altissime temperature degli incendi che lo hanno bruciato. Ma ci sono anche le tante giornate soleggiate, con un caldo smisurato, che altera la parte superficiale del terreno. Ed ecco che il rischio di disastri naturali cresce.

 

Ogni anno vi parliamo di alluvioni, grossi nubifragi, danni. Taluni eventi meteo non derivano dall’incuria, ma sono talmente estremi che non possiamo far niente per attenuarli. Molti di questi succedono in Italia. Però, se in una determinata area dovesse piovere come avviene nel nostro Paese, accadrebbero i medesimi danni. La cura del territorio, con alcuni eventi meteo estremi, ridurrebbe i danni, non li annienterebbe. Di certo costruire palazzi sopra un torrente interrato non è stata una buona iniziativa. Ma che si fa adesso, si buttano giù? Ci sono città che hanno decine e decine di condomini costruiti su fiumi e torrenti tombati. Pensate a Milano, Genova, e alla folle decisione di annientare i corsi d’acqua e costruirvi sopra anche strade. E stavolta non siamo nel Sud Italia, sempre additato come poco virtuoso.

 

In Germania c’è stata un’alluvione devastante che ha ucciso decine e decine di persone, e il tutto è avvenuto dove il territorio è apparentemente curato, e non ci sono stati nemmeno gli incendi. Ma è piovuto così tanto che i grandi fiumi che sono esondati con un’onda d’acqua alta sin quasi i 10 metri. E di fronte a simili eventi meteo, l’uomo non può fare altro che scappare quanto prima. Ma al momento non abbiamo un accurato sistema di previsioni meteo che ci avverte giorni prima per evacuare chi potrebbe essere a rischio. Caso strano, negli USA riescono a salvare ormai più vite umane con gli uragani che con i tornado o temporali devastanti. Questi ultimi prevedibili con ristrettissimo margine di anticipo.

 

Per altro, noi abbiamo in Europa abbiamo il Mediterraneo che ad inizio Autunno è una sorta di Golfo del Messico, con le sue calde acque, che in alcuni punti toccano i 30°C. Allorquando in settembre giungeranno le perturbazioni oceaniche avremo da preoccuparsi per i contrasti termici che esaltano la formazione di aree piovosissime. Nel frattempo, però, il Nord Italia sarà dalla prossima settimana preso di mira da alcune bolle d’aria fresca in quota, e si vedranno di nuovo i temporali vissuti in luglio, e stavolta potrebbero essere ancor più cattivi. Però anche questi non sono prevedibili con anticipo adeguato, e allora, quando ci saranno, mi raccomando, rispettiamo le allerte meteo diffuse dalle autorità competenti.

Integrazione a cura di Federico De Michelis

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