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Temporali nel weekend di Ferragosto: dove colpiranno

Il modello matematico ICON salva meòòa previsione la giornata di Ferragosto, ma domenica 16 agosto i temporali esploderanno su Alpi, Nord e Appennino: accumuli in crescita fino al 20.

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L’weekend di Ferragosto è alle porte e la domanda che rimbalza ovunque – in spiaggia, nei rifugi, nelle chat di famiglia – è sempre la stessa: pioverà? Moltissimi ricevono delle allerte negli smartphone diramati dai sistemi operativi. Previsioni meteo che definisco deliranti perché emettono allerta meteo continuamente, quando l’allerta è un avviso diffuso da Enti Ufficiali su reali condizioni di maltempo.

La risposta se pioverà non è un semplice sì o no. Il modello matematico ICON, elaborato nella corsa delle ore 00 di venerdì 14 agosto, disegna infatti un fine settimana spaccato in due: un sabato 15 quasi ovunque asciutto e rovente, ancora sotto il tallone dell’anticiclone africano, e una domenica 16 agosto in cui l’atmosfera cambia registro. Bruscamente.

Ferragosto, la giornata che si salva

Partiamo dal giorno clou. Nelle 24 ore che si chiudono alla mezzanotte tra sabato 15 e domenica 16, il modello matematico ICON confina i temporali quasi esclusivamente oltre confine, sulle Alpi francesi e sul versante transalpino occidentale. Qualche cella riesce a sconfinare sui settori di cresta delle Alpi Piemontesi, con fenomeni brevi e circoscritti, e un focolaio isolato compare tra Alto Adige e Austria. Tutto qui. Il resto d’Italia resta all’asciutto, con sole prevalente e caldo intenso fino a punte di 38-39°C, ma forse anche 40°C, nelle vallate interne.

Sono i classici temporali di calore di alta montagna: il sole arroventa i versanti, l’aria calda sale, l’umidità condensa in quota e la cella si accende nel pomeriggio per spegnersi al tramonto. Chi frequenta le Alpi in estate conosce il copione a memoria. Fastidiosi per gli escursionisti, irrilevanti per chi sta al mare.

Domenica 16 agosto, il giorno della svolta temporalesca

Ed eccoci al punto. Nelle 24 ore successive, quelle che si chiudono alla sera di domenica 16, la mappa del modello matematico ICON cambia faccia in modo quasi teatrale. L’anticiclone comincia a cedere sul suo bordo settentrionale e un impulso di aria più fresca in quota – una goccia di instabilità che scivola dalla Francia verso l’arco alpino – trova un serbatoio enorme di calore e umidità accumulato in settimane di canicola. Il risultato? Temporali diffusi e localmente violenti su tutto l’arco alpino e prealpino, dal Piemonte al Friuli, in estensione alle alte pianure del Nord.

Le zone più esposte, secondo questa emissione, sono il Piemonte – con fenomeni che dalle montagne punteranno verso Torino – e la fascia pedemontana lombarda, dove qualche rovescio in serata potrà spingersi fin verso Milano. Accumuli stimati fino a 20-30 millimetri in poche ore sui settori alpini, con punte superiori nelle celle più organizzate: numeri che, dopo tanta siccità estiva, significano grandine, raffiche improvvise e strade allagate in tempi rapidissimi.

Ma non è solo una faccenda del Nord. Nel pomeriggio di domenica il modello matematico accende la convezione anche lungo la dorsale appenninica: dall’Appennino Tosco-Emiliano giù fino ad Abruzzo, Molise e Lazio interno, poi Appennino Meridionale, Calabria, zone interne della Sicilia e rilievi della Sardegna. Le Isole Maggiori. Fenomeni sparsi, a macchia di leopardo, come sempre accade con l’instabilità di matrice termoconvettiva.

Gli accumuli fino al 18 agosto secondo ECMWF

Allarghiamo lo sguardo. La precipitazione totale calcolata dal modello matematico ECMWF fino alla mattina di martedì 18 agosto conferma il quadro: il grosso cade sulle Alpi, con il rischio di temporali sui settori di confine tra Piemonte, Valle d’Aosta e Alto Adige. Sulle pianure del Nord si scende a valori più modesti, temporali molto sporadici, come anche lungo l’Appennino Centrale. Però, quella di domenica sembra essere l’anticamera del cambio di circolazione atteso da lunedì 17, quando timidi impulsi di aria atlantica più fresca affronteranno l’Alta Pressione africana.

Da metà settimana i temporali sembrano spostarsi anche al Centro Sud

Man mano che si allunga l’orizzonte, il baricentro del rischio di temporali sembrerebbe scivolare verso sud. D’altronde, anche in questi giorni si sono visti temporali, occasionalemente anche in località costiere, ad esempio, nell’area di Salerno ben due volte in pochi giorni. Ma sono fenomeni sporadici. Il modello matematico ICON, nella versione europea con totali fino alla notte su mercoledì 19 agosto, piazza i massimi assoluti del rischio di temporale proprio sull’Appennino Centro-Meridionale: tra Abruzzo, Molise, Campania interna e Basilicata con picchi di pioggia localmente consistenti, così anche sul medio Adriatico. Altri temporali sparsi si avranno tra Alpi e Nord-Ovest, e localmente anchee sulla Liguria interna.

Il modello matematico GFS l’ho scelto sino alla mattina di giovedì 20 agosto, conferma e rilancia: che ormai è l’ora dei temporali su ampi tratti dell’arco alpino, ma anche alcune aree interne tra Romagna e Marche, e come anche l’Appennino Meridionale. Tre modelli matematici diversi, tre centri di calcolo diversi – tedesco, europeo, americano – e una convergenza piuttosto rara di questi tempi: non parlerei, però di rottura dell’estate nei giorni citati, ma di temporali che si manifesteranno in un ambiente ancora molto caldo, con un calo delle temperature che sarà solo temporaneo, forse per le regioni centrali e meridionali, anche perché fors enel fine mese si avrà una nuova fase caldissima. Ma sarà da confermare.

Il rischio di piogge sino al 20 agosto 2026.

Cosa aspettarsi, in pratica

Ricapitolando in breve: Ferragosto si passa al sole, con caldo pieno e rovente, con solo qualche brontolio sui monti di confine. Da domenica pomeriggio, occhio al cielo su Alpi, Prealpi, alte pianure del Nord e dorsale appenninica. Ricordo che c’è tanta, un eccesso di energia in gioco, e lo sbuggo d’aria fresca in arrivo, o meglio, meno calda in quota, risulta la miscela perfetta per grandinate e colpi di vento.

Poi, da lunedì 17 in avanti saranno possibili fasi temporalesche anche intense, ma i dettagli previsionali quando ci sono dei temporali sono davvero complessi da dare, ed è preferibile osservare che tempo farà in queste circostanze passo, passo, anche se le linee di tendenza sono utilissime per avere una visione del tempo atteso in una vista d’insieme, non un bollettino meteo puntuale.

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