El Niño record, l'Inverno in Italia. Novità dal MetOffice
Met Office e centri cinesi indicano un evento fuori scala nel Pacifico: non sono previsioni, ma il quadro climatico apre scenari invernali diversi da quelli recenti.
El Niño record, perché l’Europa rischia il freddo e il Nord Italia la neve
Il Met Office britannico ha pubblicato oggi un aggiornamento in cui afferma che il 2026 sarà ricordato per lo sviluppo del più grande El Niño a memoria d’uomo, e probabilmente il più grande dal XIX secolo. Il professor Adam Scaife, che al Met Office dirige le previsioni a lungo raggio, ha definito l’evento “senza precedenti”, sottolineando di non aver mai visto un segnale così intenso nei modelli.
Contents- El Niño record, perché l’Europa rischia il freddo e il Nord Italia la neve
- La mappa delle anomalie di Gennaio 2027: freddo da est, mare troppo caldo
El Niño è il riscaldamento anomalo delle acque del Pacifico equatoriale, un fenomeno naturale che torna ogni due o sette anni e che ridisegna piogge e temperature su scala planetaria. Il sistema GloSea del Met Office indica anomalie superiori a 3°C nella regione di monitoraggio chiamata Niño 3.4. Per capire la portata del dato: un evento tipico si ferma fra 1°C e 2°C, e già 2°C viene considerato di grande portata. Il National Climate Center cinese, insieme alla China Meteorological Administration, parla di un super El Niño capace di superare i primati del 1982-83, del 1997-98 e del 2015-16, con indice attorno a 2,6°C già a metà agosto e picco atteso fra novembre e dicembre. Anche il Climate Prediction Center della NOAA americana assegna probabilità superiori al 90 per cento a un evento molto forte fra autunno e inverno. Il quadro completo è ricostruito nell’analisi sugli scenari invernali legati al Pacifico.
La mappa delle anomalie di Gennaio 2027: freddo da est, mare troppo caldo
La carta delle anomalie di gennaio 2027 termiche, dedotta da una nostra elaborazione filtrando i vari modelli matematici stagionali – mostra un vasto campo negativo che copre la Russia europea, si allarga su Polonia, Ucraina, Repubblica Ceca e Germania orientale, poi scende lungo il bacino danubiano fino ai Balcani settentrionali. Il nucleo più intenso, con scarti prossimi a -5°C rispetto alla media, si posiziona sull’arco alpino e sulle regioni del Nord Italia. Il segno si inverte attorno: Penisola Iberica, Isole Britanniche, Nord Africa e Mediterraneo meridionale restano fra +1°C e +3°C.
Attenzione al significato di questa mappa. Non è una previsione del tempo per una data precisa, è la media di uno scenario climatico. Dice dove il freddo avrebbe più probabilità di accumularsi, non quando arriverà né quanto durerà.
Il contrasto che genera piogge intense
Il Mediterraneo arriva all’autunno con un contenuto di calore molto elevato, come documenta il Copernicus Marine Service attraverso il monitoraggio satellitare delle temperature superficiali. Quel calore viene ceduto lentamente e carica di umidità gli strati bassi dell’atmosfera.
Quando aria gelida di origine continentale scende da est su un mare così caldo, il contrasto termico innesca la formazione di depressioni. È il meccanismo che potrebbe generare gli eventi di pioggia più significativi della stagione, con accumuli concentrati su Liguria, Triveneto, versanti tirrenici e Isole Maggiori. Lo stesso principio era stato illustrato dopo l’ufficializzazione dei dati NOAA.
Neve fino in pianura al Nord Italia: perché è possibile
Se il serbatoio freddo orientale si consolidasse e una perturbazione risalisse contemporaneamente da sud-ovest, le condizioni per nevicate occasionali in pianura ci sarebbero. Non un inverno interamente nevoso: episodi puntuali, alimentati dal cuscinetto di aria fredda che ristagna nella conca padana quando l’alta pressione si dispone a est.
Milano, Torino, Verona e Bologna si troverebbero sulla linea di confine, dove pochi decimi di grado separano il fiocco dalla pioggia. Vale però il precedente dell’inverno appena trascorso, quando indici favorevoli non produssero il risultato atteso: l’analisi su perché la neve mancò all’appuntamento resta il promemoria più utile.
Il collegamento fra Pacifico ed Europa
Il legame passa dalla stratosfera. Uno studio di Ineson e Scaife pubblicato su Nature Geoscience ha dimostrato che gli eventi di El Niño intensi indeboliscono il Vortice Polare, aumentando la probabilità di Stratwarming, il riscaldamento improvviso della stratosfera polare. Quando il vortice si indebolisce, il getto atlantico si increspa, gli anticicloni di blocco si moltiplicano e i corridoi freddi verso il bacino si aprirebbero con maggiore facilità. Lo stesso meccanismo è descritto dalla divulgazione scientifica della NOAA. Il confronto con gli eventi storici è approfondito nel pezzo sulla tempesta perfetta del 2026 e nello scenario tracciato per la nostra penisola.
Che cosa aspettarsi davvero
Il Met Office prevede che il 2027 abbia elevata probabilità di superare il 2024 come anno più caldo mai registrato, perché i grandi eventi rilasciano calore dall’oceano all’atmosfera soprattutto nell’anno successivo al picco invernale. Un dettaglio che spiega perché il segnale sul nostro continente andrà letto in chiave di episodi, non di media stagionale.
Il punto da tenere fermo è uno: sul settore nord atlantico-europeo la variabilità interna resta dominante, e nessun forcing tropicale la cancella. Quello che il quadro climatico consente di dire è che le probabilità di irruzioni fredde e di fasi perturbate intense sarebbero più alte rispetto agli ultimi inverni, non che accadranno in una data precisa. Il monitoraggio settimanale da qui a dicembre vale più di qualsiasi proiezione anticipata, come già segnalato nelle valutazioni sull’impatto stagionale nel nostro Paese.
Credit
- An ‘unprecedented’ El Niño and its implications for the weather forecast, Met Office
- ENSO Diagnostic Discussion, NOAA Climate Prediction Center
- Ineson & Scaife, The role of the stratosphere in the European climate response to El Niño, Nature Geoscience
- El Niño and the stratospheric polar vortex, NOAA Climate.gov
- Mediterranean Sea Surface Temperature time series and trend, Copernicus Marine Service
