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Apice del caldo entro il Ferragosto, poi a fatica verso la svolta attesa

Bolla africana per l’intera settimana con picchi fino a 40 gradi, ma l’anticiclone inizierà a perdere colpi

La svolta in arrivo dopo Ferragosto
Verso rottura estate dopo metà agosto, almeno su parte d’Italia

Non si respira nonostante un intermezzo di clima meno infuocato, ma il meteo non sembra concedere speranze a breve. Nella nuova settimana ci aspetta infatti un nuovo rinforzo dell’anticiclone supportato da un costante afflusso d’aria calda subtropicale. La maggiore forza dell’anticiclone comporterà una maggiore subsidenza che significa schiacciamento dell’aria verso il basso e quindi maggiore riscaldamento degli strati prossimi al suolo.

Questo scenario di egemonia anticiclonica si somma ad un mare estremamente caldo, con valori estremi superficiali fin sopra i 30 gradi su alcuni settori, addirittura fino a 33 gradi sulle Baleari. Il surplus termico del mare fornisce all’atmosfera maggior vapore acqueo e questo non fa altro che accentuare le condizioni di caldo afoso.

La persistenza della calura ci sta mettendo a dura prova ed è così da inizio estate, con la successione finora di 4 ondate di calore non interrotte da vere e proprie rinfrescate. Questa situazione di blocco è legata ad uno schema che si ripete, con l’affondo delle correnti perturbate in pieno Oceano Atlantico a ridosso delle Baleari. Inevitabilmente la cresta dell’anticiclone subtropicale è incentivata a risalire sul Mediterraneo e su parte dell’Europa, come avviene da settimane.

Non sono attese novità importanti nemmeno nel periodo di Ferragosto, con il dominio anticiclonico ancora saldo. Una minore compattezza dell’anticiclone in quota potrà favorire giusto qualche temporale di calore in più, ma senza particolari riflessi sulle temperature. Le perturbazioni resteranno ancora alla larga relegate verso nord e la circolazione non presenterà nessun particolare scossone fino ai giorni 16-17 agosto.

Verso il cedimento dell’anticiclone subtropicale, ma potrebbe essere solo parziale

Qualcosa potrebbe cambiare subito dopo dal 18-19 del mese, anche se restiamo nel campo delle ipotesi. Una saccatura, in approfondimento sul Nord Europa, si estenderà a latitudini più basse piegando il proprio asse verso la Francia e la Penisola Iberica che potrebbe riuscire a estendersi verso sud o sudovest. Questa dinamica comporterà la progressiva erosione dell’anticiclone africano, con un cambiamento probabilmente più apprezzato al Nord, mentre al Centro-Sud il caldo potrebbe resistere più a lungo.

In linea generale non sembra esserci una brusca rottura d’estate, ma entro il 20 o comunque nella terza decade di agosto potrebbe aprirsi la porta per un generale ricambio d’aria, al prezzo però di forti temporali. Non sarebbe certo poco, dopo tutto il caldo che ci assedia da settimane. La sensazione è quella di un’ondata di caldo unica che si protrae ormai da fine maggio. Quest’estate 2026 si sta rivelando un vero e proprio incubo e di questo passo si rischia di battere il primato storico del 2003, qualora davvero il caldo non si spezzi nemmeno nella terza decade del mese.

Ora l’unica certezza è che si resta nella fornace sino a Ferragosto, forse anche nei giorni subito successivi ma a seguire potrebbe davvero aprirsi lo spazio per un cambio di passo. Bisognerà vedere se questo refrigerio, a suon di temporali, si limiterà al Nord, o se riuscirà a spezzare lo strapotere della bolla africana su tutta Italia. Mancano tuttavia ancora molti giorni e questa tendenza meteo subirà probabili aggiustamenti.

Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.

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