Umidità tropicale sulla costa orientale degli Stati Uniti
Dai grattacieli di New York alle strade di Philadelphia l'aria si è fatta pesante come a Miami: punti di rugiada quasi da primato, avvisi di calore e nessun sollievo previsto prima della fine della prossima settimana.
Quando il punto di rugiada trasforma New York in Miami
Bastava uscire di casa in questi giorni per capire che qualcosa non va. Sulla East Coast l’aria aveva la consistenza di un asciugamano bagnato, e chi ha attraversato il corridoio della Interstate 95 lo ha percepito sulla pelle prima ancora di guardare un termometro. Camicie inzuppate dopo pochi isolati, occhiali appannati all’uscita dalla metropolitana, quel senso di fatica che arriva senza aver fatto nulla. Insomma, un giorno d’estate come tanti? Non proprio.
A rendere l’aria così opprimente non è tanto la temperatura quanto il punto di rugiada, l’indicatore che misura quanto vapore acqueo l’atmosfera si porta dietro. Più quel valore sale, più il corpo fatica a smaltire calore attraverso il sudore. Superati i 21°C si entra in quel territorio « tropicale » fatto di aria appiccicosa e respiro corto. Oltre i 25°C la situazione diventa francamente ostile, e non serve essere meteorologi per accorgersene. Pensate che ormai in Italia abbiamo questi valori da fiune giugno in varie località, con picchi sino a 30°C.
Numeri che sfiorano i primati storici
Le grandi città del nord est hanno registrato giovedì alcuni dei valori più alti dell’intera stagione. Philadelphia è arrivata a un punto di rugiada di 25°C, a poca distanza dal suo massimo storico di circa 28°C. New York ha toccato quota 26°C, appena un grado sotto il record assoluto della città. Chi ha pensato che l’umidità fosse peggiore del solito, dunque, non se l’è immaginata.
C’è una statistica che rende l’idea meglio di qualunque aggettivo. Negli ultimi trent’anni la stazione di Central Park ha accumulato oltre 256.000 osservazioni orarie del punto di rugiada. Di queste, soltanto 66 hanno raggiunto o superato i 25,5°C. Tradotto in probabilità: lo 0,03%. Un evento raro, quasi un’anomalia statistica, capitato proprio nel cuore di una delle aree più densamente popolate del pianeta. E si sente, eccome.
Sono scattati gli avvisi di calore su buona parte del corridoio urbano che collega Boston, New York e Philadelphia, validi fino a sabato. Nulla di sorprendente, considerando che l’indice di calore, il valore che combina temperatura e umidità per stimare il caldo effettivamente percepito, viaggia stabilmente attorno ai 32°C e in diversi punti supera i 38°C. Chi lavora all’aperto, chi non ha aria condizionata, chi ha problemi cardiaci o respiratori: sono loro a pagare il conto più salato di queste giornate. In effetti, sono proprio le notti a fare la differenza, perché senza un calo termico serio l’organismo non recupera mai davvero.
Un’uscita di scena che non arriverà presto
Quando finirà questa palude estiva? La risposta, diciamolo, non piacerà a nessuno. Il blocco atmosferico che ha stabilizzato l’aria umida di matrice subtropicale sulla regione non mostra segni di cedimento immediato, e i modelli lo vedono indebolirsi soltanto verso la fine della prossima settimana. Fino ad allora si continuerà a convivere con questa cappa.
Sabato, in particolare, i punti di rugiada risaliranno diffusamente oltre i 21°C su gran parte del territorio, con picchi anche superiori nelle aree costiere del New Jersey e del Connecticut. Il caldo percepito resterà elevato, con valori che sfioreranno o supereranno i 38°C nelle ore centrali della giornata. Dinamiche simili, del resto, si osservano sempre più spesso anche sul Mediterraneo, dove l’umidità marina amplifica di parecchio la sensazione di calore, come accade nelle fasi di afa persistente in Italia.
Un dettaglio, però, vale la pena di sottolinearlo. Il caldo umido è insidioso proprio perché non brucia: non ti mette in guardia come farebbe un’ondata secca a 40°C. Ti stanca lentamente, ti disidrata senza che tu te ne accorga, e quando ti presenta il conto è tardi. Bere spesso, evitare l’attività fisica nelle ore centrali, tenere d’occhio anziani e animali domestici. Regole banali, forse. Ma in giornate come queste fanno la differenza tra un weekend fastidioso e una corsa al pronto soccorso.
