Fresco vero o illusione? Cosa dicono i supercalcolatori
Il modello europeo conferma la rinfrescata attesa intorno al 19-20 luglio, ma ne riduce sensibilmente l'intensità, mentre all'orizzonte spunta una nuova e violenta ondata di calore africano accompagnata da temporali potenzialmente estremi.
Sulla rinfrescata, questa volta, il modello matematico europeo sembra essere abbastanza deciso. Peccato però che si tratti di previsioni che vanno veramente oltre: stiamo parlando addirittura del 23 luglio. In tale circostanza, poi, si verificherebbero temporali violentissimi. Sto osservando le ultimissime elaborazioni dell’ultimo aggiornamento del modello matematico europeo e c’è da dire che conferma il refrigerio, ma lo attenua decisamente: questa è la novità dell’ultim’ora. Come ho detto varie volte, i modelli matematici, soprattutto quando siamo in un contesto di meteo estremo, fanno difficoltà a inquadrare l’evoluzione meteorologica.
L’ultima corsa del modello europeo ECMWF
È un’evoluzione, quella dell’ultima corsa del modello matematico europeo delle 12Z, cioè quello serale, che vede tra le altre cose un’escalation verso una nuova ed eccessiva ondata di calore, la quale comincerebbe dopo il refrigerio. Esattamente: il refrigerio si dovrebbe verificare intorno al 19-20 luglio, chiamiamolo così ormai, anche se questo termine francamente a tratti dà quasi fastidio, perché in alcune regioni non si toccheranno neanche le temperature medie, anzi si andrà persino sopra la media: semplicemente farà meno caldo dei giorni precedenti, come raccontato anche in questo approfondimento sulla data della svolta.
Ecco, il modello matematico europeo nell’ultima emissione – ne parleranno sicuramente i miei colleghi più tardi – dopo il 25 luglio vede una nuova violentissima ondata di calore. Insomma, quest’estate sembra essere, perlomeno in questa fase, destinata a vedere ripetute ondate di calore: le abbiamo già viste da maggio in poi, sempre più intense. Peraltro qui siamo di fronte a una situazione, a dire il vero, molto complicata.
La speranza si chiama NAO e correnti oceaniche
Tuttavia queste situazioni, nell’esperienza vissuta in passato, ci possono anche mostrare improvvisi cambiamenti. Tutto dipenderà dalla ripresa delle correnti oceaniche, e qui tra qualche giorno dovremmo cominciare a osservare che cosa succede in un indice climatico molto importante chiamato NAO. Se questo incomincia a intravedersi verso il negativo sul lungo termine, magari ad agosto, nella prima decade di agosto, a quel punto avremmo veramente delle buone notizie, perché l’Italia sarebbe eventualmente interessata precocemente dalle correnti oceaniche. Qui stiamo veramente, come dire, scusate, andando ad accendere il lumicino per chiedere la grazia contro il caldo africano.
Purtroppo il caldo africano è una realtà che ci dovremo portare avanti anche nei prossimi anni e, secondo le proiezioni, avrà lunga durata, a meno che non vi siano sconvolgimenti folli da parte della Corrente del Golfo; ma non credo che li vedremo nei prossimi anni. Tuttavia il caldo non viene attenuato dalla Corrente del Golfo: addirittura si sta parlando del fatto che quel Cold Blob, quella macchia fredda presente sullo scenario Atlantico, sia responsabile delle impennate di caldo africano, cioè che vada a causare e incentivare questi richiami di aria calda. Mi è capitato di leggerlo su riviste scientifiche: ovviamente si cerca una spiegazione per capire il perché di queste violentissime ondate di calore.
Un fenomeno che non riguarda solo l’Europa
Però attenzione, non sono un fattore isolato nel nostro emisfero e neanche in quello meridionale. Mentre noi vi parliamo dell’Europa, anche il Nord America ha vissuto una serie di ondate di calore: sono state molto intense, però non così persistenti come quelle europee. Poi ce ne sono state in Asia, addirittura in Siberia: pensate che zone vicine al Circolo Polare Artico hanno toccato 38°C. Insomma, è come se non ci fosse veramente più un equilibrio.
C’è da dire che un vento adiabatico, un vento di caduta dai monti, ha provocato temperature da record in Islanda, e l’istituto di previsioni meteorologiche islandese ne prevede una nuova situazione, con il rischio che venga abbattuto un record storico di temperatura nell’Islanda settentrionale: arriverebbe infatti un vento meridionale e i venti di caduta dalle montagne aumenterebbero sensibilmente la temperatura. Questo è un fattore fisiologico che succede anche dalle nostre parti: il Garbino in Emilia-Romagna e sui settori adriatici dell’Appennino, il Föhn sulle Alpi, il vento che viene da ovest in Sardegna, il vento da sud che provoca temperature elevatissime soprattutto al centro-nord della Sicilia, in particolare sulle aree settentrionali e orientali. Insomma, ci sono caratteristiche geografiche che vanno a incentivare queste situazioni.
Refrigerio atteso
Quindi refrigerio, un refrigerio atteso, ma al momento non ne conosciamo l’entità, perché questa sta cambiando di ora in ora. Ci dobbiamo quindi un po’ affidare a un trend: verrà una riduzione della calura, come è avvenuto precedentemente. Nell’ipotesi peggiore, in alcune località ci saranno ancora temperature vicine ai 35°C, tanto per intenderci. Ma questo cambiamento porterà anche molti temporali, soprattutto sulle regioni settentrionali e su parte di quelle centrali. Anche questi saranno determinati dai contrasti termici, cioè dal crollo della temperatura: tutto dipenderà da quanto l’aria fresca dal nord riuscirà a entrare nel Mar Mediterraneo, o meglio in Italia, visto che questo aspetto ci interessa parecchio.
Noi al momento ci possiamo soffermare soprattutto sull’entità dell’ondata di calore di cui vi ho parlato anch’io, e vi abbiamo raccontato anche del fatto che questa avrà temperature estreme difficilmente definibili: ne ha parlato il mio collega. Quindi, al momento possiamo dire che il refrigerio ci sarà, ma è incerta la sua intensità, come anche l’evolversi dei temporali della terza decade che avremo. Seguite gli aggiornamenti, perché ne parleremo diffusamente.
Perché le previsioni si fanno con i modelli matematici
E ciò non significa che siamo confusi, come qualcuno ci ha detto. I modelli matematici sono indispensabili per fare le previsioni, perché non si fanno con le stazioni meteorologiche, come qualcuno ha sostenuto, o guardando il cielo, ma le previsioni si fanno con i modelli matematici. E soprattutto va sempre ricordato che l’attendibilità si riduce man mano che ci allontaniamo dal giorno di previsione; le previsioni a lungo termine, però, sono utilissime perché ci danno delle linee di tendenza. La linea di tendenza al momento, come indica anche l’ultimo aggiornamento del modello ECMWF, è un refrigerio ancora da modellare: comunque c’è finalmente una variazione, cioè questa ondata di calore non sarà così interminabile come pareva all’inizio, quando sembrava che avremmo avuto picchi massimi ed estremi per 15 giorni. Così non sarà: ci sarà un intervallo e forse una nuova ondata di calore a fine mese, estrema.
E non parliamo di ondate di calore normali, perché qui abbiamo un’ondata di calore su quasi tutta l’Italia, persistente da ben più di un mese, e località, soprattutto al nord Italia, che sono state le più bersagliate dalla fase più calda, con temperature minime costantemente superiori ai 25°C, dai connotati tropicali, e addirittura, anche nel periodo del refrigerio, minime sopra i 20°C: quindi notti tropicali, e questo non ci appartiene. Osservando i grafici dell’aumento della temperatura, soprattutto dagli anni ’80 in poi, è spaventoso quello che sta succedendo: negare il cambiamento climatico, al di là delle cause, significa insomma chiudersi occhi e sensi.
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