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Fine del caldo e rischio fenomeni meteo estremi: cosa emerge dai modelli

Santini analizza le ultime uscite modellistiche: ci sono alcune novità interessanti

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Brutte notizie sul fronte meteo. Sta per arrivare una fortissima ondata di caldo che avrà come obiettivo principale il Meridione. Prima di addentrarci nell’analisi, bisogna considerare che l’intera Italia sta attraversando una fase di forte sofferenza dal punto di vista idrico. La prolungata assenza di precipitazioni organizzate, unita a temperature eccezionalmente elevate, sta aggravando una siccità già diffusa su molte regioni. La situazione peggiore si registra nelle regioni nord-occidentali, ma sta rapidamente peggiorando anche al Sud, nonostante un inverno estremamente piovoso. I terreni sono sempre più secchi, la vegetazione appare stressata e il rischio di incendi boschivi continua a crescere giorno dopo giorno: purtroppo le cronache di quanto sta accadendo nell’alto Piemonte sono state sotto gli occhi di tutti.

Cosa emerge nei modelli

Analizzando attentamente sia ECMWF sia GFS, notiamo con ragionevole certezza che tra martedì 14 e sabato 18 luglio l’Italia verrà investita dalla fase più intensa di caldo, come confermato anche in questo approfondimento sulla nuova ondata africana in arrivo, in particolare nelle regioni meridionali. Una poderosa espansione dell’anticiclone africano dovrebbe infatti estendersi dal Sahara verso il Mediterraneo centrale, avvolgendo gran parte della Penisola con una massa d’aria davvero rovente: il bersaglio privilegiato saranno le aree meridionali, in parte risparmiate dalla calura estrema di giugno, come già raccontato in quest’analisi sul ritorno dell’anticiclone africano.

Nel corso di questi giorni le temperature sono destinate a raggiungere valori estremamente elevati. In numerose località si potranno superare i 40°C, mentre nelle aree interne del Centro-Sud e in alcune pianure lontane dal mare non si escludono punte superiori ai 42-44°C, forse addirittura la soglia record dei 45°C, uno scenario descritto anche in questo approfondimento sui picchi attesi la prossima settimana.

E non è tutto

A differenza di quanto avvenuto a giugno, questa volta il caldo potrebbe risultare ancora più opprimente sulle coste. Il motivo principale è rappresentato dalle temperature del Mar Mediterraneo, ormai eccezionalmente elevate dopo settimane di sole intenso. Un mare così caldo riduce l’efficacia delle brezze marine, che normalmente riescono almeno in parte a contenere le temperature lungo le coste. Di conseguenza, sia per l’arrivo di un vero e proprio anticiclone monster, sia perché ormai le brezze sono pressoché inesistenti, dobbiamo aspettarci condizioni meteo-climatiche opprimenti su buona parte delle coste italiane, un quadro simile a quello riportato in questo aggiornamento sui picchi di temperatura e durata dell’ondata.

Tra mercoledì e venerdì, in coincidenza con il culmine dell’anticiclone africano, potrebbero essere registrati valori eccezionali, avvicinandosi persino ai record storici locali, soprattutto nelle zone interne di Sardegna, Sicilia, Puglia, Basilicata, Calabria e in alcune aree del Centro Italia. La Valle Padana non sarà l’epicentro del caldo, ma attenzione: il clima sarà comunque estremamente afoso. Non ci aspettiamo valori estremi, ma il connubio tra temperature elevate e umidità sarà, ancora una volta, piuttosto difficile da sopportare.

Caldo estremo al meridione per giorni e giorni: qualche temporale potrebbe interessare solamente le Alpi

Quando finisce tutto?

Il modello americano GFS è quello che prospetta il cambiamento più deciso, poiché vede la possibilità di una saccatura più estesa dopo il 19-20 del mese. L’ingresso di aria più fresca in quota, a contatto con il caldo accumulato nei bassi strati, potrebbe condurre a fenomeni meteo estremi. Attenzione, però: tale ipotesi, almeno per il momento, resta minoritaria, come sottolineato anche in questo articolo sulla possibile data della svolta. La maggior parte degli altri modelli previsionali, compresi UKMO ed ECMWF, propone invece uno scenario differente, illustrato anche in questo approfondimento sul possibile stop alla canicola. In questo caso la saccatura atlantica si fermerebbe sulla Francia senza riuscire a penetrare con decisione sull’Italia. Il risultato sarebbe un semplice indebolimento dell’anticiclone lungo l’arco alpino, con qualche temporale limitato ai rilievi o comunque all’alta Pianura Padana. Nessuno si accorgerebbe di nulla, invece, dalla Toscana in giù: anzi, il caldo sarebbe ancora più feroce all’estremo Meridione.

Purtroppo, pare sempre più probabile che il caldo intenso possa proseguire ben oltre il 18 luglio, mantenendo condizioni di forte disagio bioclimatico su gran parte dell’Italia. Oltre alle elevate temperature, continuerebbe ad aumentare anche il deficit idrico, aggravando ulteriormente la situazione della vegetazione e incrementando il pericolo di incendi boschivi, già molto elevato in numerose aree della Penisola. Ecco perché lo abbiamo definito maltempo anticiclonico, un neologismo meteo che indica in modo inequivocabile come stiamo vivendo un periodo estremamente delicato.

non si vede affatto una vera e propria fine del caldo. Al massimo si attenua un po’ solo a nord del fiume Po, mentre a sud il calore rimarrà molto intenso se non estremo

CREDIT

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE