Europa verso una nuova ondata di calore
C’è un nuovo tema del giorno che sta prendendo piede e ne cominciano a parlare i giornali, soprattutto all’estero, in Europa. Mi sto rifacendo, tra le altre cose che ho letto, a un articolo di Euronews. Si parla della preparazione dell’Europa a una nuova forte ondata di calore e, in effetti, i modelli matematici la prevedono, c’è poco da fare. Una nuova, intensa ondata di calore è già in atto nel centro-sud della Spagna e del Portogallo: interessa città molto importanti della Spagna meridionale e persino Lisbona, dove la temperatura si aggira attorno ai 40°C. Lisbona è una città che solitamente non è soggetta a temperature così elevate, però da qualche anno sono divenute frequenti e, tra l’altro, nelle zone interne del sud del Portogallo, nelle scorse stagioni estive, si sono toccate temperature anche di 45°C. Ma ormai la notizia di una temperatura di 45°C sembra non fare più notizia.
Green Deal, risparmio energetico e climatizzatori
Un aspetto che mi ha abbastanza colpito è che nell’articolo di Euronews si parla di risparmio energetico e del fatto che questa ondata di calore non contrasterebbe con il progetto del Green Deal europeo (Patto verde europeo).
Ecco, brevemente: non voglio occuparmi di politica, ma francamente è un aspetto che, in questo momento, credo non siamo assolutamente pronti ad affrontare. In questa fase ci troviamo in un’emergenza climatica dove le temperature sono elevatissime ed è necessario rinfrescare gli ambienti e, ovviamente, anche creare delle isole di frescura, ma vere, reali, non un semplice giardinetto di quartiere dove, stando all’ombra, c’è comunque una temperatura inferiore rispetto al sole. Ma chi starebbe al sole? Insomma, gli spazi verdi sono sicuramente indispensabili ed è necessario programmarli, però non possiamo averli in quest’estate: servono anni, serve ricostruire l’urbanizzazione delle grandi città e anche dei centri più piccoli, creare degli spazi dove le persone possano uscire di casa senza restare intrappolate durante la stagione estiva e vivere alcune ore nel verde. Sul punto dei climatizzatori, mi dispiace, ma personalmente penso che siano estremamente necessari per poter affrontare le ondate di calore: lo vediamo anche nei Paesi arabi, ad esempio, dove le temperature sono altissime, e lo vediamo negli Stati Uniti d’America. So molto bene che questi Paesi non hanno niente a che fare con quelle che sono le politiche europee, ma alla fin fine l’Europa si trova da sola ad affrontare una drastica riduzione delle emissioni di CO2, quando poi tutto il pianeta inquina e il clima, quindi, cambia comunque. Questo, però, è un aspetto che deve essere affrontato dai politici, e non solo da quelli europei, ma a livello mondiale: da sola l’Europa non è in grado di gestire il cambiamento climatico.
Italia: il caldo si espanderà da ovest, proiezioni che mi preoccupano
Ora dobbiamo invece affrontare la nuova ondata di calore, osservando i modelli matematici, che sono il nostro mestiere, e questa sembra essere abbastanza probabile. Avremo una settimana tutto sommato, in Italia, non di caldo aggressivo, anche se le temperature si manterranno nuovamente superiori alla media, perché comunque il caldo dalla Spagna, o meglio dalla Penisola Iberica, tenderà a espandersi verso est: le regioni italiane più occidentali saranno quindi quelle colpite per prime dalla fase calda, ma il caldo poi si allargherà verso levante e stavolta sembra avere caratteristiche differenti. Questo lo vediamo sia dal modello matematico europeo che da quello americano. Addirittura, sul lungo termine, sinceramente, le proiezioni sono terribili, non c’è altro aggettivo che possa dare, sono veramente terrificanti, soprattutto sulle regioni centrali e meridionali, che sarebbero quelle eventualmente più mitigate dal Mar Mediterraneo. Considerando però che il Mar Mediterraneo ribolle, sta vivendo un incremento sensibile della temperatura ed è già fortemente sopra la media, con le nuove ondate di calore l’acqua si scalderà ancora e quindi il caldo sarà peraltro umido: un aspetto che in Italia è spesso molto sottovalutato, però l’indice di calore è un elemento niente affatto trascurabile, anche nei luoghi verdi e boscosi, nei giardini pubblici. Anzi, il verde peraltro aumenta anche il tasso di umidità, quindi alla fine non risolviamo il problema, e il problema è il clima, il clima pessimo, e questo è quello che tende a esserci.
Il modello matematico europeo è aggressivo: pone un’onda di calore verso metà mese, l’ennesima, e sarà colpito anche il Settentrione, con temperature che su molte località italiane andranno anche sopra i 40°C. Questa, ovviamente, è una previsione da confermare. Andiamo invece a vedere anche il modello matematico americano, che ha una politica previsionale che potremmo definire molto diversa: aggressivo, questo bisogna dirlo, molto più aggressivo di quello europeo, però più dinamico allo stesso tempo. Vede onde di calore una di seguito all’altra: non un’unica onda di calore, ma più impulsi verso l’Italia, alcuni dei quali la sfiorano e poi sfuggono via, e questo darebbe la possibilità di avere anche delle fasi temporalesche, soprattutto sulle regioni settentrionali, direi anche al Centro Italia e forse pure al Sud. Come abbiamo visto nei modelli matematici stagionali, sempre di quello europeo, la penisola italiana sarebbe colpita da precipitazioni sopra la media, e questo sta succedendo: perciò le previsioni così a lungo termine, quelle a 46 giorni per dire, si stanno rivelando abbastanza attendibili, perché abbiamo temperature sopra la media e sono previste, anche dai modelli matematici tradizionali per i prossimi 15 giorni, precipitazioni sopra la norma nelle regioni centrali e meridionali, sotto la norma al Nord Italia.
Temporali violenti al Nord: la stagione dei disastri
Il Nord Italia dovrebbe essere interessato da temporali ben più frequenti rispetto a quelli che abbiamo avuto. Quelli che abbiamo avuto fanno notizia, sembrano qualcosa di eccezionale come frequenza, ma come frequenza eccezionali non sono: sono eccezionali invece come intensità e procurano danni da anni. E questo è quello che non dovrebbe succedere, perché quella dei temporali è una stagione di piogge e non è di certo la stagione dei disastri; invece sta diventando la stagione dei disastri, disastri che causano danni alle cose, con alberi abbattuti, danni anche alle abitazioni, e non parliamo poi dell’agricoltura. Tutto perché ci sono dei fortissimi contrasti termici: è chiaro che quando ci sono ondate di calore imponenti e poi arriva dell’aria oceanica, e il Nord Italia è molto esposto su questo, si verificano temporali fortissimi, con tempeste elettriche, grandinate, nubifragi e raffiche di vento di una certa furia, superiori a 100 km/h. Certe aree del Nord Italia non sono affatto abituate a subire aggressioni del vento così violente e questo provoca danni: ad esempio posso citare città come Milano, che nella giornata di giovedì ha subito soprattutto le raffiche di vento violentissime, che hanno procurato parecchi danni, più che il temporale, cosa che era avvenuta anche all’inizio di giugno. D’altronde a Milano non piove praticamente più, e Milano dovrebbe avere diversi temporali durante il mese di giugno, ma non ci sono stati. Luglio? Non ne parliamo neanche: le previsioni danno veramente scarse possibilità di temporale e poi, soprattutto, non si possono neanche prevedere, perché comunque si parla di fenomeni puntiformi, isolati, cioè un qualcosa di caotico.
Mediterraneo come nei Tropici e caldo umido insopportabile
Quello che invece possiamo dire con maggiore sicurezza è che farà tanto caldo. Lo fa già: siamo nel refrigerio e abbiamo appena temperature nella media, pensate un po’ cosa sarà invece l’ondata di caldo. L’ondata di caldo ci riporterà a quei valori che abbiamo avuto precedentemente, con l’aggravante però che ci sarà un tasso di umidità maggiore, perché il Mar Mediterraneo si sta riscaldando e questo rilascia umidità che va a finire sia sulle terre emerse che sulle coste. Quindi molto caldo, caldo umido, con un indice di calore insopportabile.
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