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Neve fuori stagione sui monti della Grecia

Un fine settimana anomalo ha rovesciato il copione dell'estate ellenica: aria gelida in quota, temporali a ripetizione, decine di migliaia di fulmini e, sulle vette più alte, il termometro sceso fino a toccare lo zero, come raramente accade a luglio inoltrato.

Neve in Luglio in Grecia. Ricostruzione attraverso la AI.

Nel pieno di luglio, mentre in Italia si parlava di caldo e di un refrigerio, con l’estate al suo culmine, la Grecia si è ritrovata a fare i conti con qualcosa che somiglia parecchio all’autunno. Nel finire di settimana, il 24 e 25 luglio una perturbazione fuori stagione ha attraversato il Paese da parte a parte. E lo ha fatto con una decisione, e piuttosto insolita per il periodo dell’anno.

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Le temperature nell’alta troposfera hanno raggiunto valori bassissimi, raramente osservati a fine luglio secondo l’analisi climatologica della regione. Masse d’aria fredda che, incontrando il calore accumulato al suolo, hanno acceso una miccia potente.

Una perturbazione dal sapore d’autunno

Nessuna instabilità estiva “da manuale”, quella con i rovesci concentrati nelle ore centrali e nel primo pomeriggio, quando il sole picchia di più. In effetti è successo qualcosa di diverso. Si è trattato di una perturbazione dai tratti spiccatamente autunnali, capace di alimentare forti temporali per molte ore consecutive e su gran parte del territorio. È stata proprio questa natura a spiegare l’intensità dei fenomeni e la loro estensione, tutt’altro che localizzata.

Il venerdì 24 luglio oltre 59.000 scariche elettriche sono registrate sulla quasi totalità del territorio nazionale, secondo i dati satellitari di EUMETSAT, l’agenzia dell’Unione Europea, provenienti dal satellite Meteosat-12. Oltre la metà di quei fulmini si è scaricata sul mare, una circostanza rara nella stagione calda, quando di norma è la terraferma a fare da innesco.

Piogge eccezionali, temporali e grandine

Anche gli accumuli hanno parlato chiaro. Tra venerdì 24 e sabato 25 luglio le precipitazioni totali sono state importanti, con i picchi più elevati registrati sull’isola di Eubea, dove a Setta Evias si è arrivati fino a 148 millimetri, e in Tessaglia, con Skopia Farsalon fino a 52 millimetri. Cifre che, per un luglio greco, hanno del sorprendente.

Nel pomeriggio del venerdì, la perturbazione ha raggiunto anche l’Attica. Temporali violenti, accumuli tra 20 e 30 millimetri in appena mezz’ora, sia all’interno del bacino sia in diverse zone della più ampia area attica. Mezz’ora. Tanto è bastato per scaricare quantità d’acqua che altrove impiegano giornate intere a cadere. Una dinamica che ricorda da vicino gli episodi di maltempo estivo più intenso osservati negli ultimi anni sul Mediterraneo orientale.

Le tempeste, come accennato, non hanno portato solo pioggia. C’è stata la grandine, certo, ma anche raffiche di vento robuste, generate dalle correnti discendenti che precipitano dalla base delle nubi temporalesche. Venti forti e di breve durata, insomma, ma sufficienti a provocare danni in più di un’area.

Il termometro crolla, la neve imbianca le vette

Poi c’è il capitolo temperature, forse il più eloquente. Nelle prime ore del sabato 25 luglio i valori minimi sono scesi in modo netto. Cifre a una sola cifra in alcune zone della Macedonia occidentale e in aree dell’Unità Regionale di Ioannina. Non proprio numeri da piena estate, ecco.

E in alta quota la storia si è fatta ancora più insolita. A Drakolimni Grammos, una stazione di rilevamento a 2300 metri di quota, la minima di sabato mattina si è fermata esattamente a 0°C. E le cime montane si sono imbiancate di neve, una nevicata estiva che in luglio per la Grecia ha dell’eccezionale, credetemi.

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