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Il mistero della Corrente del Golfo che precocemente si raffredda

Mentre il pianeta si scalda, un angolo del Nord Atlantico continua a raffreddarsi. Dietro questa anomalia c'è l'AMOC (dove transita la Corrente del Golfo), la grande circolazione oceanica che la scienza osserva con crescente attenzione e qualche timore.

Indebolimento dell’AMOC e conseguenze.
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Atlantico del Nord, c’è una immensa macchia fredda che sfida il Riscaldamento Globale: cosa sta succedendo davvero all’AMOC, che coinvolge anche la Corrente del Golfo? Aggiornamento delle ultime ricerche scientifiche

C’è un pezzo di Oceano che va controcorrente rispetto ad un Pianeta che si scalda. Nell’era del Riscaldamento Globale, con temperature in salita praticamente ovunque, il Nord Atlantico mostra da tempo una vistosa “macchia fredda”, ben riconoscibile nelle mappe della temperatura superficiale del mare. Un paradosso? Solo in apparenza perché si parla di questo argomento da anni. Questo è uno dei temi più affascinanti e discussi, della climatologia moderna, con possibili ricadute su scala emisferica e conseguenze in parte controintuitive, a partire dal potenziale forte raffreddamento del Nord Europa in un Mondo che si scalda.

Che cos’è l’AMOC e perché non è la Corrente del Golfo

Partiamo dalle basi. L’Atlantic Meridional Overturning Circulation, in sigla AMOC, è un vasto sistema di correnti oceaniche che trasporta acque calde e calore dall’emisfero australe e dalle regioni tropicali verso il Nord Atlantico. Il grande pubblico la conosce, senza saperlo, grazie al film The Day After Tomorrow, dove il suo improvviso arresto scatena una catastrofe climatica nell’emisfero settentrionale. Come spesso accade al cinema, però, gli effetti sono gonfiati a dismisura per intensità, rapidità e portata.

Il climatologo Wallace S. Broecker paragonò la circolazione oceanica globale, di cui l’AMOC è una componente fondamentale, a un gigantesco nastro trasportatore. Il motore di questo sistema? Le differenze di temperatura e salinità, che determinano la densità dell’acqua. Le acque calde scorrono verso nord, si raffreddano, e l’evaporazione ne aumenta la salinità. Diventate più dense, sprofondano negli abissi e cominciano un lento viaggio di ritorno verso sud. Altrove, attraverso la risalita delle acque profonde, queste masse tornano in superficie, si riscaldano e chiudono il ciclo.

A questa circolazione profonda, detta termoalina, si affianca una circolazione superficiale dominata dai venti. Tra le sue componenti più celebri c’è la Corrente del Golfo, spesso erroneamente identificata con l’AMOC. La Corrente del Golfo è alimentata in gran parte anche dai venti e dalla rotazione terrestre. Per questo, anche nel caso di un forte indebolimento dell’AMOC, non è realistico immaginare che la Corrente del Golfo semplicemente “si spenga” del tutto.

Un indebolimento dell’AMOC, invece, potrebbe ridurre il trasporto complessivo di calore verso il Nord Atlantico e avere conseguenze importanti sul clima europeo e nord-atlantico.

La Corrente del Golfo raggiunge velocità tra le più elevate del pianeta. L’AMOC è qualcosa di molto più ampio e complesso: coinvolge sia i movimenti superficiali sia quelli profondi e svolge un ruolo essenziale nella redistribuzione del calore lungo l’Atlantico, contribuendo al clima relativamente mite dell’Europa settentrionale. L’AMOC si distribuisce anche verso l’Emisfero meridionale.

La macchia fredda del Nord Atlantico, un’anomalia che divide gli scienziati

Mentre il resto del Globo continua a scaldarsi, quell’area del Nord Atlantico mostra una tendenza opposta. Com’è possibile? La spiegazione è tuttora oggetto di un vivace dibattito. Alcuni studi attribuiscono il raffreddamento al rallentamento dell’AMOC, altri ritengono che le osservazioni disponibili non offrano ancora un segnale abbastanza robusto per confermare l’ipotesi. Diciamolo leggendo tra le varie pubblicazioni scientifiche: la questione è tutt’altro che risolta.

I modelli climatici, comunque, prevedono un progressivo indebolimento dell’AMOC nel corso del XXI secolo come conseguenza del Riscaldamento Globale. Un sistema di correnti meno vigoroso trasporterebbe meno calore verso le alte latitudini, favorendo il raffreddamento relativo di quella regione. Che la macchia fredda sia, almeno in parte, figlia di questo rallentamento è dunque fisicamente plausibile.

Tipping point, il vero nodo della questione

Il dibattito si fa ancora più interessante davanti a una domanda ben più pesante: il rallentamento previsto sarà graduale e limitato oppure potrebbe spingersi fino al collasso della circolazione, oltrepassando un tipping point, cioè un punto critico oltre il quale il sistema cambia stato in modo estremamente rapido?

Alcuni lavori, basati sugli indicatori di allerta precoce, suggeriscono che l’AMOC possa trovarsi in una fase di progressiva perdita di stabilità, compatibile con l’avvicinamento a un punto critico. Altri, invece, hanno individuato meccanismi capaci di stabilizzarne il funzionamento, riducendo il rischio di un crollo.

Il ruolo della fusione dei ghiacci della Groenlandia e le novità sino all’ultima ricerca scientifica

Tra le fonti di incertezza c’è anche la fusione della calotta glaciale della Groenlandia. L’IPCC ha evidenziato che molti modelli climatici di ultima generazione non rappresentano in modo completo l’afflusso di acqua dolce proveniente dai ghiacci groenlandesi, destinato ad aumentare con il riscaldamento del pianeta. E siccome l’acqua dolce riduce la salinità delle acque superficiali del Nord Atlantico, il processo potrebbe teoricamente indebolire ulteriormente la circolazione.

Eppure, uno studio pubblicato di recente mostra che l’apporto di acqua di fusione della Groenlandia, pur producendo un ulteriore indebolimento soprattutto dopo il 2100, non determina un collasso improvviso o irreversibile dell’AMOC. Secondo gli autori, quindi, la mancata rappresentazione della perdita di massa della calotta groenlandese nei modelli non modifica in modo sostanziale le attuali valutazioni sul rischio di un futuro superamento del punto critico. Una notizia rassicurante? In parte sì, ma con tutte le cautele del caso perché c’è una forte incertezza sul tema.

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