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Home A La notizia del giorno

Si riparla di AMOC, di blocco della Corrente del Golfo

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
27 Feb 2025 - 10:10
in A La notizia del giorno, Cambiamento climatico
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AMOC. Credit immagine metoffice.gov.uk
AMOC. Credit immagine metoffice.gov.uk

(METEOGIORNALE.IT) L’Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), la corrente oceanica che trasporta calore verso l’Atlantico settentrionale e il Nord Europa, non dovrebbe collassare entro la fine del secolo.

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature, condotto da un team di ricercatori del Met Office e dell’Università di Exeter, ha analizzato l’evoluzione di questa fondamentale circolazione oceanica.

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L’AMOC e il suo ruolo cruciale nel clima europeo

Il dottor Jonathan Baker, scienziato del Met Office e autore principale dello studio, ha spiegato: “L’AMOC ha un ruolo determinante nel regolare il nostro clima; senza di essa, le temperature del Nord Europa sarebbero molto più basse.”

Secondo le simulazioni effettuate, l’AMOC riuscirà a resistere agli effetti dell’aumento delle temperature globali e all’apporto di acqua dolce nell’Atlantico settentrionale. Tuttavia, il suo indebolimento sarà principalmente determinato dai venti che soffiano sopra l’Oceano Meridionale.

Anche se il collasso dell’AMOC nei prossimi 75 anni appare improbabile, il suo progressivo indebolimento comporterà comunque importanti conseguenze climatiche per l’Europa e non solo.

 

Un fenomeno influenzato anche dall’emisfero australe

Il professor Watson dell’Università di Exeter ha sottolineato che l’AMOC non è influenzata soltanto dalle condizioni nell’Atlantico settentrionale, ma anche dai cambiamenti climatici che avvengono all’altro capo del pianeta.

Il professor Rowan Sutton, direttore del Met Office Hadley Centre, ha evidenziato che lo studio fornisce nuove prospettive sulla futura evoluzione dell’AMOC. “Alcuni aspetti di questa corrente potrebbero essere più resilienti ai cambiamenti climatici rispetto a quanto suggerito da ricerche precedenti. Tuttavia, ci aspettiamo comunque un indebolimento significativo dell’AMOC entro la fine del XXI secolo, con impatti rilevanti sul clima globale.”

 

Conferme dal rapporto IPCC: il rischio di collasso resta basso

I risultati dello studio sono in linea con le valutazioni più recenti dell’IPCC, che con un livello di confidenza medio affermano che l’AMOC non subirà un crollo improvviso nel corso di questo secolo. Tuttavia, è necessario approfondire ulteriormente le ricerche per comprendere meglio il fenomeno e migliorare le previsioni.

 

Il Pacifico potrebbe entrare in gioco in scenari estremi

Il professor Geoff Vallis dell’Università di Exeter ha dichiarato: “La nostra comprensione teorica, supportata da modelli climatici avanzati, indica che un crollo imminente dell’AMOC è improbabile. Tuttavia, ciò non significa che il riscaldamento globale non rappresenti una minaccia seria per la società e il nostro pianeta.”

 

Sotto scenari di cambiamenti climatici estremi, i ricercatori hanno ipotizzato l’emergere di una nuova circolazione oceanica nel Pacifico (PMOC), con correnti che affondano nell’Oceano Pacifico. Tuttavia, secondo il dottor Baker, questa nuova corrente non sarebbe abbastanza forte da compensare completamente il fenomeno della risalita delle acque nell’Oceano Meridionale. Ciò significa che un certo livello di correnti discendenti nell’Atlantico dovrà comunque essere mantenuto, evitando così un collasso totale dell’AMOC.

 

Credit Met Office (METEOGIORNALE.IT)

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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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