Quanto stiamo osservando sembra quasi una stagione estiva sbilanciata verso fortissime anomalie della temperatura. Siamo consapevoli che in molti sostengano che d’estate debba fare caldo, eppure le temperature che si stanno registrando sono ben superiori alla media: ormai se ne parla diffusamente e per qualcuno appare addirittura esagerato il grande caldo che ha colpito prima di noi la Francia e che, se vogliamo, interessa di striscio anche l’Italia. Le anomalie, cioè la differenza dalla media, che riguardano l’Italia sono infatti assai inferiori rispetto a quelle viste nel sud dell’Inghilterra e in Francia, così come in Germania, Olanda, Belgio e Danimarca, e a quelle che vedranno in Polonia, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria e in parte dei Balcani.
Le anomalie termiche di cui parliamo, per certi Paesi, sono state addirittura di 20°C superiori alla media del periodo: un’entità mastodontica, dovremmo dire. Per fare un paragone, se a Milano o a Roma la temperatura di fine Giugno fosse in media di 28-29°C e se ne registrassero 48 o 49°C, avreste un’idea della grandezza dell’anomalia che si è verificata in Francia e che ora si sta attenuando sotto violenti temporali, accompagnati peraltro da grandinate terrificanti, con chicchi che raggiungono anche i 10-12 cm di diametro. Soprattutto negli ultimi anni la Francia ha vissuto diverse giornate sotto autentici bombardamenti di grandine, perché non possiamo definirli diversamente: il Paese è molto esposto alle correnti oceaniche, e quando una massa d’aria così calda e rovente la interessa per più giorni, per poi essere rimpiazzata da aria decisamente differente, i contrasti termici diventano esagerati.
I contrasti termici e i temporali della Pianura Padana
In Italia possiamo avere contrasti termici molto violenti, soprattutto in parte delle regioni settentrionali, e qui parliamo della Pianura Padana, anche se non solo. In Pianura Padana abbiamo infatti sia temperature elevate – le più anomale, cioè le più lontane dalla media – sia un maggiore tasso di umidità: convivono dunque calore e umidità in quest’area geografica chiamata anche Catino Padano. In inverno questo catino raccoglie aria fredda, mentre durante la stagione estiva raccoglie aria calda che diventa anche molto umida, rendendo il clima generalmente piuttosto afoso.
Questa situazione atmosferica è esplosiva per i temporali. Quando giungono gocce di aria fredda in quota, i contrasti termici risultano micidiali, perché l’aria umida e calda si scontra all’improvviso con quella fredda. A differenza della Francia, dove lo scorrere del fronte freddo è preceduto da un graduale, anche se rapidissimo, abbassamento della temperatura, in Pianura Padana la temperatura non diminuisce in modo sostanziale: l’aria fredda piomba addosso attraverso l’arco alpino, ed è proprio questo il massimo dell’estremizzazione climatica. Si possono così sviluppare nubi particolarmente imponenti e quindi eventi meteorologici anche devastanti.
La Pianura Padana si candida a essere una sorta di valle dove, in futuro, con il cambiamento climatico, si potrebbero avere persino veri e propri tornado, ben più frequenti di quanto non accada attualmente, e fenomeni temporaleschi ancora più violenti. Del resto i temporali che si abbattono sulle regioni settentrionali italiane sono già oggi spesso di fortissima intensità e non hanno eguali in Europa, sia come frequenza sia come intensità, ma soprattutto come frequenza. Certo, nella parte orientale del continente vediamo temporali di estrema intensità, perché anche lì esistono condizioni che generano fortissimi contrasti termici, per giunta in aree continentali molto estese, dove si sviluppano fronti temporaleschi che accrescono la loro forza. In Pianura Padana, però, la peculiarità è che l’aria fredda in quota giunge di colpo, e così improvvisamente si formano celle temporalesche che assumono fortissima intensità, con grandinate annesse.
Grandinate e fulmini in aumento
Vorrei ricordare che qualche anno fa, in Veneto, si registrò una grandinata con chicchi fino a 20 cm di diametro. Numerose aree del nord Italia furono interessate da grandinate devastanti che danneggiarono tetti, automobili e agricoltura: insomma, fu un vero disastro. Quell’evento è finito negli annali della meteorologia, e spiega bene quanto i fenomeni atmosferici possano diventare estremi con il cambiamento climatico.
L’Europa è il continente che più di ogni altro si sta riscaldando, e l’Italia ne fa parte, soprattutto il Nord. Qui il cambiamento climatico è di maggiore rilevanza, e quindi, quando giunge instabilità atmosferica – come succederà in questi giorni, soprattutto a inizio settimana e poi nei primi di Luglio – i fenomeni temporaleschi potrebbero assumere intensità davvero forte. Il refrigerio, secondo i modelli matematici, non sarà particolarmente marcato: non avremo temperature sotto la media, bensì valori che, soprattutto sulle regioni settentrionali, si avvicineranno a quelli medi. E avvicinarsi significa che resteranno comunque superiori: ci sarà dunque ancora calore ed energia a disposizione, e tutta l’aria instabile in arrivo potrà produrre temporali piuttosto violenti, magari non intensissimi come nella primissima fase, ma comunque particolarmente vigorosi.
Il Nord Italia, tra l’altro, è anche una delle aree d’Europa con il maggior numero di grandinate e la maggiore caduta di fulmini: un dettaglio di cui dobbiamo tenere conto. C’è poi una novità: il numero di fulmini che cadono nella stagione estiva sta crescendo sensibilmente anche nella penisola italiana, in Sardegna e in Sicilia, così come nelle regioni del centro-sud Italia a clima prettamente mediterraneo, dove un tempo, d’estate, i temporali generalmente non si verificavano. Oggi invece accadono, e anche questo è un aspetto del cambiamento climatico.
Le tendenze per il mese di Luglio
I modelli matematici stagionali – in questo caso sto consultando il centro meteo europeo, l’ECMWF – indicano un eccesso di piovosità per il mese di Luglio su tutta la penisola italiana, Sardegna e Sicilia comprese. Su alcune aree della Pianura Padana pioverà invece in linea con la media, mentre sulla regione alpina le precipitazioni saranno inferiori alla norma. Attenzione, però: ciò non significa che mancheranno piogge o temporali, bensì che ne cadranno meno rispetto alla media, perché l’area alpina è di per sé estremamente piovosa durante l’estate, con temporali quasi quotidiani.
Le linee di tendenza per Luglio indicano purtroppo una situazione atmosferica spesso di matrice nordafricana, ovvero subtropicale, che porterà temperature medie sopra la norma: parliamo di valori che in Italia potrebbero attestarsi tra i 2 e i 3°C oltre la media, una cifra notevolissima alla quale ormai, però, ci siamo abituati. Queste condizioni generano anche picchi termici estremi, con temperature che in Pianura Padana possono localmente avvicinarsi o toccare i 40°C. Va detto che i 40°C sono già stati raggiunti, ad esempio, in Germania, e ampiamente superati in Francia nei giorni scorsi, con punte vicine ai 45°C: temperature più affini, semmai, alla penisola iberica.
Tutto questo ha creato grosse problematiche soprattutto alla popolazione non abituata a vivere con condizioni climatiche così estreme. Come avrete letto sui giornali, si parla ormai di rivedere la struttura stessa degli immobili, delle strade e dei marciapiedi, perché dobbiamo proteggerci non solo dall’inverno – che può ancora presentare i suoi rigori – ma anche, e direi soprattutto, dalla stagione estiva, di fronte alla quale in Italia siamo molto vulnerabili. Nei Paesi mediterranei, decisamente meno: da noi l’uso del climatizzatore è molto diffuso, e negli ospedali e negli uffici pubblici sono spesso presenti impianti di climatizzazione. In Francia, ad esempio, non ci sono, e questo ha causato grossi problemi, perfino vittime negli ospedali, oltre a situazioni di vera e propria emergenza nei centri commerciali, presi d’assalto per l’acquisto di ventilatori e condizionatori. Sono scene che in Italia si vedevano qualche decennio fa, quando il clima ha cominciato a cambiare e si è deciso di proteggersi da queste condizioni atmosferiche così estreme.
Cosa aspettarci da un’estate sempre più calda
Luglio, quindi, sarà un mese piuttosto difficile, perché vedrà spesso l’alta pressione africana ma anche condizioni ideali per l’instabilità atmosferica: avremo cioè onde di calore che si attenueranno per poi lasciare spazio a fasi temporalesche di forte intensità, diffuse non solo sul Nord Italia ma anche sulle regioni centrali e meridionali, in Sardegna e in Sicilia. In questi casi i temporali interesseranno generalmente le zone interne e, occasionalmente, le coste; al Nord Italia, invece, colpiranno soprattutto le coste dell’alto versante adriatico, un po’ meno quella ligure. È una peculiarità climatica di cui bisogna comunque tenere conto.
Tutta questa situazione atmosferica, per concludere, ci dice che avremo un’estate piuttosto calda, perché Luglio fa parte dell’estate e si collega a Giugno. Su Agosto abbiamo già qualche dato a disposizione, ma ne parleremo in un altro approfondimento, perché si preannuncia parecchio interessante, per così dire.
Credit:
- World Meteorological Organization (WMO) – Records fall as extreme heat grips Europe
- Copernicus Climate Change Service – ECMWF experts monitor the early summer European heatwave
- European Commission / Copernicus – Europe is the fastest-warming continent
- Copernicus / EU Space – Heatwave affecting Western Europe (late June 2026)
