In questo approfondimento vorrei parlare di una teoria molto diffusa, secondo cui gli effetti del cambiamento climatico sarebbero dovuti alla geoingegneria. Proviamo allora a capire di che cosa si tratta. Sostanzialmente, la geoingegneria climatica non è altro che una disciplina che progetta e programma la possibilità di modificare le condizioni meteorologiche che, sul lungo termine, diventano poi climatiche.
Che cos’è davvero la geoingegneria
Da quanto ci risulta, la geoingegneria viene praticata su scala locale unicamente per far piovere in alcune aree del pianeta. È stata utilizzata in occasione di parate militari piuttosto importanti: sembrerebbe sia stata impiegata a Mosca, o forse anche a Pechino. In presenza di condizioni atmosferiche che avrebbero potuto rivelarsi avverse, sarebbero state attenuate le precipitazioni e la nuvolosità che altrimenti si sarebbero manifestate nel momento della cerimonia.
C’è poi chi intende la geoingegneria su scala globale, sostenendo che i cieli vengano irrorati di sostanze capaci di alterare il clima e responsabili, ad esempio, delle temperature molto elevate che si stanno registrando su parte dell’Italia e su altre aree dell’Europa. In realtà la geoingegneria non agisce su larga scala, perché è vietata.
Gli esperimenti sui cicloni e lo stop della NOAA
Negli anni Sessanta furono svolti alcuni esperimenti nel Golfo del Messico da parte degli Stati Uniti d’America, con l’obiettivo di deviare e attenuare i cicloni che si spingevano poi verso le coste americane, dove procuravano danni e anche vittime. Quell’attività venne però abbandonata, perché si verificarono probabili incidenti: gli uragani finirono per provocare danni ancora maggiori a causa di precipitazioni estreme. Per questo le autorità, e in primis la NOAA, decisero di non praticare più questo tipo di interventi.
La geoingegneria viene invece praticata, come dicevo, per far piovere: si parla di cloud seeding, i cui effetti sono però oggetto di dibattito e spesso al centro di controversie. Con questa tecnica si inseminano le nubi con ioduro d’argento e altre sostanze, come il ghiaccio secco, non soltanto per produrre la pioggia, ma in alcune aree anche per ridurre il rischio di grandinate di grosse dimensioni, che potrebbero danneggiare le colture agricole. Ci risulta l’uso della geoingegneria per attenuare le grandinate in modo piuttosto diffuso nello Stato caucasico della Georgia; lo stesso tipo di attività viene svolto anche in Argentina, a ridosso della catena montuosa delle Ande, in un’area ad alta densità agricola dove ogni anno si abbattono furiose grandinate.
Perché su scala globale non si applica
La geoingegneria, come ho già detto, non agisce sul clima globale, anche se numerosi sono i progetti di intervento su vasta scala pensati per ridurre gli effetti della CO2, che sta generando un aumento della temperatura globale. Si tratta ormai di un aumento quasi incontrollato, che a livello globale ha quasi raggiunto quel grado e mezzo sopra il livello preindustriale fissato dagli Accordi di Parigi sul clima, soglia che non doveva essere superata. Ormai però ci siamo, sia perché in alcune annate si verificano determinate fluttuazioni climatiche, sia perché quel limite è quasi toccato dall’anomalia del clima.
In sintesi, la geoingegneria climatica è l’insieme di tecniche pensate per intervenire, con la volontà umana, sul sistema climatico terrestre, su scala locale o globale. I progetti, e parliamo solo di progetti, non di attuazione, hanno l’obiettivo di ridurre o compensare alcuni effetti del Riscaldamento Globale. Esistono davvero diverse ipotesi in questo senso, ma non vengono attuate, anche perché dovrebbero trovare d’accordo tutti i Paesi del pianeta, cosa che non credo sia possibile.
Il tema è però estremamente delicato: la teoria, attraverso modelli matematici, indica determinate conseguenze, ma nella realtà nessuno ha mai potuto attestare l’efficacia di queste alterazioni del clima provocate deliberatamente dall’uomo. La questione è spinosa non solo per via di questa incertezza, ma anche perché dal punto di vista scientifico non vi è un parere favorevole. La politica, come dicevo, non è concorde: i Paesi del mondo si trovano in una situazione di caos generale. Alcuni Stati, inoltre, potrebbero essere danneggiati dal cambiamento climatico così indotto, e a rimetterci potrebbe essere anche l’ambiente. Verrebbe insomma messa a repentaglio la sicurezza internazionale, senza dimenticare le questioni etiche.
Piantare alberi, schermare il Sole e catturare la CO2
Ci sono aspetti della geoingegneria probabilmente meritevoli, finalizzati a studiare come ridurre la presenza in atmosfera della CO2, che è la principale causa del Riscaldamento Globale. In alcuni casi si interviene piantando alberi in aree disboscate, ma purtroppo la quantità di CO2 immessa in atmosfera è enorme, e ciò che l’uomo realizza per attenuarla viene di fatto vanificato.
Tra i progetti rientrano anche quelli pensati per ridurre la potenza dell’energia solare, sia quella assorbita sia quella che arriva direttamente sul pianeta. Alcune ipotesi prevedono di irrorare in alta atmosfera sostanze riflettenti, in grado di ridurre la radiazione solare che giunge sulla Terra. Ciò abbasserebbe la temperatura, ma ribadisco che i modelli matematici possono sbagliare; tra l’altro, si tratta di una forma estremamente costosa, che causerebbe anche ulteriore inquinamento, perché richiederebbe la presenza continua, in volo ad alta quota, di aerei o di altri sistemi che comunque consumerebbero carburante. La geoingegneria più accreditata, se possiamo chiamarla così, sarebbe semmai quella di rimboschire; invece accade il contrario, e si disboscano vastissime aree, come avviene nell’Amazzonia, ma anche in alcune foreste equatoriali dell’Africa e non solo.
Vi sono comunque progetti all’avanguardia in grado di catturare la CO2. Quello più noto, che neanch’io conoscevo, è Mammoth di Climeworks in Islanda, uno degli impianti più importanti di cattura dell’anidride carbonica dall’atmosfera. Un progetto apprezzabile, devo dire. Dalle notizie che ho trovato, l’impianto è progettato per catturare fino a 36.000 tonnellate di CO2 all’anno e stoccarla in modo permanente nel sottosuolo. Per certi versi, è un progetto importante dal punto di vista tecnologico, ma per una scala globale è insufficiente.
Sempre dalle informazioni che ho reperito, ogni anno, vengono immesse su scala globale decine di miliardi di tonnellate di CO2 .
Il limite degli impianti attuali di cattura della CO2 ad oggi
Un altro progetto rilevante è STRATOS, sviluppatoin Texas. Anche qui parliamo di un grande impianto progettato per arrivare, una volta pienamente operativo, a una capacità di cattura fino a 500.000 tonnellate di CO2 all’anno. Entrambi sono progetti molto ambiziosi, ma mezzo milione di tonnellate all’anno resta una goccia rispetto alle emissioni globali.
Ho elencato due progetti che potremmo definire forse green, nel senso che catturerebbero la CO2, attenuando la presenza di anidride carbonica presente in atmosfera. Ma, come è stato detto, restano del tutto insufficienti per ridurre realmente, su vastissima scala, la sua presenza: servirebbero impianti di enormi dimensioni, che a loro volta consumerebbero energia e probabilmente causerebbero inquinamento. Anche in questo caso ci si dovrebbe rivolgere a un tipo di energia su cui non tutti sono d’accordo: quella solare ed eolica o, forse, quella di un’energia nucleare pulita.
La geoingegneria è già in atto?
Altri progetti sono stati elaborati nel tempo ma non attuati, come quelli, già citati, per ridurre la radiazione solare; e ce ne sono davvero molti. C’è quasi da perdersi, tra tutte le iniziative presenti in ambito scientifico e di ricerca. La domanda, però, resta attuale: in molti si chiedono se la geoingegneria climatica sia già in corso. La risposta corretta è: dipende da cosa intendiamo. La rimozione della CO2 è in atto, ma non è quella degli aerei che sorvolano i cieli. Come dicevo, esistono anche altre forme di geoingegneria, come la riduzione delle immissioni di inquinamento e di CO2 in atmosfera.
Tra i numerosi progetti ce n’è uno, poi abbandonato, chiamato SCoPEx collegato a Harvard, che avrebbe dovuto studiare in modo controllato il comportamento di particelle nella stratosfera. Il progetto è stato accantonato.
Ancora più controverso è il caso di iniziative private come Make Sunsets, che ha dichiarato di aver lanciato palloni con piccole quantità di anidride solforosa in quota, vendendo “crediti di raffreddamento”. Un progetto dichiarato illeggittimo daglli scienziati. Insomma, è stato bloccato.
Tiriamo le somme
Ricapitolando, la geoingegneria su scala globale non viene praticata. Esistono anche controlli da parte di diverse autorità statali, soprattutto degli Stati Uniti, ma anche di Russia e Cina, per verificare se alcuni Paesi la pratichino o stiano violando gli accordi internazionali. È un argomento sensibile, delicatissimo, e nessuno ha notizie di geoingegneria praticata su scala globale; tra l’altro, la sua eventuale efficacia sarebbe comunque un fallimento, visto che la temperatura globale continua ad aumentare. È proprio questo aumento a innescare le grandi ondate di calore, che non abbiamo avuto solo in Europa: ce ne sono state in Asia, in Nord America, in America meridionale, in Africa e in Australia. Insomma, tutto il pianeta è colpito. A questo si aggiungono le stagioni intermedie, ormai cambiate, e l’inverno, fortemente alterato, soprattutto in Europa e in Italia, dove ne sappiamo certamente qualcosa. La geoingegneria a livello globale, dunque, non esiste, e non esistono aerei che irrorano sostanze.
Credit
- NOAA – Hurricane Modification e Project STORMFURY (AOML)
- IPCC AR6 WGIII – Carbon Dioxide Removal (factsheet)
- Royal Society – Solar Radiation Modification (summary briefing)
- Climeworks – impianto Mammoth (Islanda)
- 1PointFive – impianto STRATOS (Texas)