
(METEOGIORNALE.IT) Gli aggiornamenti dei principali modelli meteorologici, tra cui ECMWF e GFS, segnalano qualcosa di importante. È ormai certo: l’Italia è entrata da domenica 10 maggio in una fase di maltempo persistente, destinata a protrarsi per almeno una decina di giorni. Le precipitazioni previste saranno frequenti e, in molte aree, potrebbero far registrare accumuli ben superiori alle medie tipiche del periodo. Prima del 18-20 maggio non si intravedono concrete possibilità di condizioni stabili.
Andiamo per gradi
Questa fase perturbata non sarà caratterizzata soltanto dalla pioggia, che potrà essere anche molto abbondante, ma soprattutto dall’elevata energia presente negli strati dell’atmosfera. Con l’avanzare della primavera e l’arrivo dei primi tepori – o meglio dei primi caldi quasi estivi – il Mediterraneo sta accumulando calore, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di intensi temporali.
Ovviamente serve il fattore scatenante, quello che permette di originare cumulonembi importanti. Ed è qui che entra in gioco la posizione dell’Italia, che si troverà spesso al centro di un vero e proprio scontro tra masse d’aria differenti: da una parte correnti fresche e instabili in discesa dall’Atlantico, dall’altra aria più calda e umida di origine subtropicale in risalita verso il bacino del Mediterraneo.

Cosa potrebbe accadere
Quando queste due masse d’aria entrano in contatto, si generano forti contrasti termici, alla base dello sviluppo dei temporali. I mari, già più miti rispetto alle scorse settimane, contribuiscono ad alimentare ulteriore energia, favorendo la formazione di celle temporalesche capaci di scaricare grandi quantità di pioggia in tempi molto rapidi. Alla luce di quanto detto, purtroppo non si possono affatto escludere episodi accompagnati da grandinate, raffiche di vento intense e locali criticità – le cosiddette alluvioni lampo.

La mappa in allegato
Secondo le proiezioni del Centro Europeo ECMWF, il surplus di precipitazioni dovrebbe interessare gran parte della Penisola almeno fino alla metà di maggio. Le anomalie pluviometriche più evidenti sono attese soprattutto sulle regioni settentrionali e lungo il versante tirrenico, proprio perché sono le zone più esposte alle correnti da ovest e sud-ovest. A maggior ragione Liguria e Alta Toscana diventano il bersaglio principale quando le correnti sono molto inclinate rispetto al sud.
Chiariamo un concetto che potrebbe risultare importante. Quando parliamo di questo tipo di condizioni meteo, non dobbiamo pensare che piova 24 ore su 24 per sette giorni su sette. La primavera mediterranea è caratterizzata da una forte variabilità: le precipitazioni tendono a concentrarsi in alcune ore della giornata – magari nel pomeriggio o in nottata – per poi lasciare ampie schiarite. Ma è proprio questa alternanza a creare le condizioni ideali per lo sviluppo di nuovi temporali.

Ci stiamo estremizzando
Il rischio principale legato a questo schema meteorologico non riguarda soltanto la quantità complessiva di pioggia prevista, ma soprattutto la sua distribuzione nel tempo. Negli ultimi anni si osservano sempre più frequentemente eventi estremi, con piogge molto abbondanti concentrate in poche ore. Si tratta delle alluvioni lampo, fenomeni che si verificano quando il terreno e i sistemi di drenaggio non riescono ad assorbire rapidamente l’acqua caduta. Può capitare su una zona abitata o su un versante esposto a correnti di un certo tipo.
Nonostante le possibili criticità, questo surplus di precipitazioni rappresenta anche una notizia positiva sotto altri aspetti. Dopo un paio di mesi in cui è piovuto a singhiozzo – in particolare Aprile, che è stato molto secco ed estremamente caldo – le piogge abbondanti possono contribuire a rifornire le falde acquifere, i laghi e gli invasi, fondamentali per le riserve idriche in vista della stagione estiva. È fondamentale, quindi, portare a casa quello che viene dal cielo, sperando ovviamente che non provochi danni per eccesso.
Stavolta anche il sud viene coinvolto
Se fino ad ora era rimasto quasi sempre ai margini, tra il 16 e il 17 maggio potrebbe essere coinvolto anche il Mezzogiorno. Ed è una buona cosa, perché a partire dal 20 maggio gli esperti analizzano le varie tendenze meteorologiche. Un eventuale arrivo dell’alta pressione favorirebbe non solo una maggiore stabilità atmosferica, ma anche un sensibile aumento delle temperature, soprattutto sulle regioni del Centro-Sud e sulle Isole Maggiori. Ecco perché in queste zone, pur avendo ricevuto piogge abbondanti in inverno, è opportuno che cada qualcosa di tanto in tanto, onde evitare l’arrivo di una nuova siccità negli strati superficiali del suolo – in quelli sotterranei non se ne prospetta una nei prossimi mesi.
Vediamo quindi anche il lato positivo. Siamo convinti che molti non sopportino questo tempo e preferirebbero condizioni stabili e soleggiate. Ma ricordiamo che chi ha questi gusti verrà decisamente accontentato nei prossimi periodi. In fondo, l’estate è quasi alle porte.

Credit:
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- WMO – World Meteorological Organization: precipitazioni estreme e Mediterraneo
- WMO – Stato del clima globale 2025: eventi estremi
- Nature/PMC – Cambiamenti climatici e alluvioni lampo nel Mediterraneo occidentale
- Copernicus Climate Change Service (C3S)